Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

giovedì 21 marzo 2019

Invio telematico dei corrispettivi



Trasmissione telematica corrispettivi: addio scontrini e ricevute dal 2019

Per effetto di quanto stabilito dal D.L. 119/2018, a partire dal 1° luglio 2019, è prevista l’entrata in vigore dell’obbligo di inviare telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle entrate.

La decorrenza di tale nuovo obbligo è differenziata a seconda dell’ammontare del volume d’affari realizzato. Infatti, l’obbligo sussiste rispettivamente:
  • · dal 1° luglio 2019, per i soggetti con un volume d’affari superiore ad € 400.000;
  • · dal 1° gennaio 2020, per tutti i soggetti a prescindere dall’ammontare del volume d’affari.
Come confermato dall’Agenzia delle Entrate, l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi abolirà le altre tipologie di documentazione, ad esclusione ovviamente dei casi in cui sarà il cliente a richiedere l’emissione della fattura elettronica.

Abolizione del registro dei corrispettivi

A cambiare saranno non soltanto gli obblighi di certificazione delle operazioni, ma anche gli adempimenti previsti per i commercianti: lo scontrino elettronico porterà all’abolizione del registro dei corrispettivi e cambierà inevitabilmente anche la modalità di conservazione dei documenti.

Credito d’imposta per i commercianti

L’addio a scontrini e ricevute cartacee avrà un costo per i commercianti: sarà necessario dotarsi di Registratori Telematici idonei rispetto alle specifiche tecniche fornite dall’Agenzia delle Entrate.
Proprio per questo, negli anni 2019 e 2020 sarà riconosciuto un contributo di importo pari al 50% della spesa sostenuta, entro il limite di 250 euro per il nuovo acquisto e di 50 euro nel caso di adattamento di un registratore già in possesso.

Il contributo sarà anticipato dal fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato e sarà a questi rimborsato nella forma di credito d’imposta di pari importo da utilizzare in compensazione.



Pace Fiscale: saldo e stralcio cartelle in Legge di Bilancio 2019



Decreto fiscale 2019 Pace fiscale 

Saldo e stralcio 2019 è una nuova sanatoria riservata ai contribuenti in difficoltà.
Ecco come funziona, a chi spetta e quali sono i requisiti.


Con l'entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, prende avvio la pace fiscale saldo e stralcio cartelle che consente ai contribuenti in difficoltà economica, che dimostrano di essere in possesso di tutti i requisiti, di poter regolarizzare le cartelle non pagate in modo più favorevole rispetto ad oggi, grazie al saldo e stralcio omessi versamenti in autoliquidazione e contributi previdenziali.
Con il saldo e stralcio 2019, pertanto, i contribuenti pagano il debito applicando una aliquota forfettaria in base allo scaglione di reddito cui appartengono.

In pratica la norma prevede 3 aliquote saldo e stralcio:
- 16% per i redditi Isee più bassi fino a 8.500 euro;
- 20% per i redditi fino a 12.500 euro;
- 35% per i redditi Isee fino a 20.000 euro.

Il saldo e stralcio può essere richiesto solo per le imposte non pagate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivate da omessi versamenti dovuti in autoliquidazione in base alle dichiarazioni annuali, contributi previdenziali spettanti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.
Per aderire i contribuenti interessati dovranno presentare un'apposita domanda entro il 30 aprile 2019 e allegarvi la documentazione attestante la comprovata difficoltà economica, ossia il nuovo modello ISEE 2019.

Per i soggetti per i quali la situazione di grave e comprovata difficoltà economica sia già confermata in sede di apertura della procedura di liquidazione, è previsto il pagamento di una quota pari al 10% delle somme dovute a titolo di capitali e interessi di ritardata iscrizione.
Il contribuente può scegliere se pagare in un'unica soluzione entro il 30 novembre 2019, oppure a rate.

In caso di rateizzazione è dovuta la seguente percentuale nelle seguenti scadenze:
- 35% con scadenza il 30 novembre 2019;
- 20% con scadenza il 31 marzo 2020;
- 15% con scadenza il 31 luglio 2020;
- 15% con scadenza il 31 marzo 2021;
- il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021.
In caso di pagamento a rate si applica un tasso d’interesse pari al 2% annuo a decorrere dal 1° dicembre 2019.

Per aderire alla nuova sanatoria l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il modello di domanda: modulo Sa-St Saldo e stralcio.
Il termine massimo per aderire al Saldo e stralcio è entro il 30 aprile 2019.
Il modulo domanda va inviato:
- alla casella pec della Direzione Regionale: Modello SA-ST + documento di identità. La domanda deve essere trasmessa tramite posta elettronica certificata (pec);
- presso gli Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione: consegnando il Modello SA-ST debitamente compilato e firmato.

I dati attestati dal contribuente, in sede di presentazione della dichiarazione di adesione, saranno verificati dall’Agente della riscossione con l’INPS al fine di verificarne la congruenza e la sussistenza dei requisiti per accedere al “Saldo e stralcio”.





mercoledì 2 gennaio 2019

LEGGE DI BILANCIO 2019: MODIFICHE AL REGIME FORFETTARIO



E' stata approvata la Legge di Bilancio 2019 (che contiene le modifiche al Regime Forfettario).

Le regole del suddetto Regime potranno essere applicate unicamente per l’attività svolta dal 01/01/2019 al 31/12/2019 pertanto la scelta di utilizzare il Regime forfettario non può essere retroattiva e, per l’attività svolta nel 2018, si dovranno applicare le regole del Regime contabile adottato durante l’anno.

Il requisito richiesto per potersi avvalere del forfettario è solo uno
  •  I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario se nell’ anno precedente hanno conseguito ricavi, ovvero hanno percepito compensi ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.
Il limite dei ricavi di 65.000 euro deve essere calcolato prendendo in considerazione solo i ricavi d’impresa e non gli eventuali altri redditi come ad esempio i redditi di lavoro dipendente o di pensione

Sono stati completamente eliminati i requisiti che riguardavano:
  • Limite valore beni strumentali; 
  • Limite spesa per lavoro dipendente.

Esistono alcune disposizioni che comunque escludono dalla possibilità di applicazione del Regime forfettario.

Nel 2019, non possono avvalersi del Regime forfettario:

1. I soggetti che si avvalgono di Regimi speciali Iva o di Regimi forfetari di determinazione del reddito. Per esempio sono escluse dal Regime forfettario le attività di: Agricoltura e attività connesse alla pesca; Vendita di Sali e tabacchi; Commercio di fiammiferi; Editoria; Gestione di servizi di telefonia pubblica; Rivendita di documenti di trasporto pubblico e sosta; Agenzie di viaggio e turismo; Agriturismi; Vendite a domicilio (porta a porta); Rivendita beni usati, di oggetti d’arte o da collezione; Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte o da collezione.
Se si svolgono due tipologie di attività e per una di queste ci si avvale di un Regime speciale Iva, non sarà possibile applicare il Regime forfettario anche per le altre attività svolte.

2. I soggetti non residenti, a meno che non risiedano in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno stato che abbia speciali accordi con l’Italia e che comunque producano nel territorio italiano almeno il 75% dei redditi complessivi.

3. I soggetti che effettuano in via esclusiva: Cessioni di fabbricati; Cessioni di terreni edificabili; Cessioni di mezzi di trasporto nuovi.

4. I soggetti che, contemporaneamente all’attività con Partita Iva, partecipano a: società di persone, imprese familiari oppure che “controllano” Società a responsabilità limitata o Associazioni in partecipazione e con la Partita Iva individuale esercitano attività economica riconducibile a quella della società (o associazione).

5. le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

APPROFONDIMENTO: Regime forfettario soci di Srl

La nuova normativa approvata, in vigore dal 01/01/2019, prevede che non possono avvalersi del Regime forfettario: “Gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni”

La volontà del Governo è quello di fare una differenziazione tra:

- chi con la Partita Iva e il contemporaneo possesso delle quote di società srl possa usare il Regime forfettario per “distogliere” fatturato dalla srl per tassarlo con un Regime più favorevole;

- chi, pur avendo quote in srl, svolga con la propria partita Iva attività completamente diverse da quella svolta dalla srl.

Non potrà quindi, avvalersi del Regime forfettario chi contemporaneamente:

- controlla direttamente o indirettamente la società (o l’associazione in partecipazione), ovvero chi possiede il 50%+1 delle quote;

- esercita attività con Partita Iva direttamente o indirettamente riconducibile a quella svolta dalla srl.

In conclusione, se si esercita il controllo di una srl e allo stesso tempo si svolge un’attività riconducibile a quella della società si è esclusi dal Regime forfettario.

Quindi si ritiene che, salvo specifiche istruzioni che l’Agenzia delle Entrate potrà fornire, nel caso in cui si controlli una srl, per poter applicare il Regime forfettario nell’anno 2019, le quote della stessa possano essere cedute nel corso del 2019 (entro il 31/12).
A conforto di ciò,di seguito riportiamo stralcio del Testo dalla circolare n.10/E del 4 Aprile 2016 dell’Agenzia delle entrate: “Pertanto, in coerenza con quanto affermato anche nella relazione illustrativa, se la partecipazione viene ceduta nel corso del periodo d’imposta nel quale si intende applicare il regime di favore, la causa di esclusione non opera, perché lo stesso soggetto non sarà titolare anche del reddito di partecipazione, che sarà imputato al titolare della medesima alla data di chiusura dell’esercizio”.

martedì 11 dicembre 2018

Acconto Iva 2018



Entro il prossimo 27 dicembre 2018 i contribuenti soggetti Iva dovranno effettuare l’ultimo pagamento dell’anno, l’acconto Iva 2018.

I metodi alternativi per la determinazione dell’acconto sono tre:
metodo storico;
metodo previsionale;
metodo delle operazioni effettuate.
Sono esonerati dal versamento dell’acconto Iva:
  • i soggetti che presentano una base di riferimento a credito (storico 2017 o presunto 2018);
  • i soggetti che presentano un importo dovuto inferiore ad euro 103,29;
  • coloro che hanno cessato l’attività entro il 30 novembre se mensili, o 30 settembre se trimestrali;
  • coloro che hanno iniziato l’attività nel corso del 2018;
  • soggetti che adottano il regime dei minimi;
  • soggetti che adottano il regime forfetario;
  • soggetti usciti dal regime dei minimi o dal regime forfetario con decorrenza 2018, con applicazione del regime ordinario;
  • soggetti che applicano il regime forfetario ex 398/1991;
Il versamento dell’acconto Iva va effettuato utilizzando il modello  F24 con i seguenti codici tributo: “6013” per i contribuenti mensili e “6035” per quelli trimestrali. L’anno di riferimento da indicare è il “2018”.



giovedì 29 novembre 2018

Regime forfettario 2019: Nuovi limiti.



La Legge di Bilancio 2019 prevede nuovi limiti per le partite IVA che intendono aderire al regime forfettario di tassazione. La prima novità è che non vi sono più limiti di ricavi differenziati in base alle attività esercitate ma per tutti è fissata la soglia dei ricavi a 65.000,00 euro.
Oltre al limite di fatturato annuo di 65.000 euro, per l’accesso al nuovo regime forfettario, dal 1° gennaio 2019 i contribuenti titolari di partita IVA dovranno rispettare alcuni requisiti.
In primo luogo la Legge di Bilancio 2019, nel testo disponibile ad oggi, elimina i seguenti requisiti di accesso: spese per lavoro dipendente e assimilati non superiori a 5.000 euro lordi e beni strumentali di costo non superiore a 20.000 euro.

Saranno, invece, esclusi dal nuovo regime forfettario per le partite Iva:
- coloro che erano assunti come dipendenti o collaboratori e intendono avviare un’attività di lavoro autonomo che abbia come principale committente l’ex datore di lavoro;
-  i contribuenti in regimi speciali ai fini IVA o di determinazione dei redditi e i non residenti;
- le società di persone o SRL in regime ordinario o di trasparenza;
- i titolari di partita IVA che possiedono partecipazioni societarie.
Rimane confermato l’esonero dagli adempimenti IVA e quindi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica.