Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

mercoledì 13 dicembre 2017

Acconto IVA 2018



L'acconto IVA 2018 scadenza 27 dicembre 2017, è il termine entro il quale i contribuenti obbligati al versamento con F24 dell'imposta valore aggiunto annuale devono pagare l'imposta dovuta per le liquidazione periodiche di chiusura ultimo mese o trimestre annuale, utilizzando per il calcolo o il metodo storico,o il metodo previsionale o il metodo analitico.
Vediamo quindi chi sono i contribuenti che hanno l'obbligo di versare l'acconto IVA entro dicembre, come effettuare il pagamento, il codice tributo F24 e come fare a rimediare con il ravvedimento operoso in caso di omesso, ritardato o insufficiente acconto IVA.

I contribuenti obbligati a versare l'acconto IVA 2018 al 27 dicembre, sono tutti quelli tenuti alla liquidazione periodiche IVA, mensili e trimestrali.

Il 27 dicembre è il termine massimo entro il quale i contribuenti obbligati alla liquidazione IVA annuale devono versare, dopo aver calcolato l'imposta con il metodo storico, previsionale o analitico.

Il pagamento dell'imposta dovuta va versata tramite modello F24 Agenzia delle Entrate utilizzando gli appositi codici tributo distinti tra contribuenti mensili e contribuenti trimestrali ordinari e speciali.

Il calcolo acconto Iva 2018 da versare con F24 entro il 27 dicembre, deve essere effettuato con 3 diverse modalità che il contribuente obbligato può scegliere in base alla sua convenienza.
Metodo storico, previsionale e analitico:

- Calcolo acconto IVA con metodo storico: il contribuente deve calcolare come percentuale l'88% sul lordo dell’acconto dovuto per l’anno precedente.
per i contribuenti mensili dalla liquidazione periodica, la base di calcolo è quella relativa al mese di dicembre dell’anno precedente, per i contribuenti trimestrali ordinari, la base di calcolo è quella relativa alla dichiarazione annuale Iva o dal modello Unico.

- Calcolo acconto IVA con metodo previsionale: il contribuente deve calcolare l'importo in base alla stima delle operazioni che si ritiene di effettuare fino al 31 dicembre. Anche in questo caso la percentuale da considerare è pari all’88% dell’Iva che si prevede di dover versare al netto dell'eventuale eccedenza detraibile a dicembre, se si tratta di contribuenti mensili, per i contribuenti trimestrali con la dichiarazione annuale Iva o di Unico, per i contribuenti trimestrali speciali per il quarto trimestre.

- Calcolo acconto IVA con metodo analitico: il contribuente deve prendere in esame le operazioni effettuate fino al 20 dicembre. Nello specifico l’acconto deve essere pari al 100% dell’importo che risulta dalla liquidazione Iva tenendo conto delle operazioni annotate nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi dal 1° dicembre al 20 dicembre per i contribuenti mensili e dal 1° ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali.

L’acconto IVA 2018 si versa con il modello F24 che va trasmesso all'Agenzia delle Entrate nella sola modalità telematica.
I codici tributo F24 acconto IVA 2018 che i contribuenti devono indicare come causale di versamento sono: 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per quelli trimestrali.

I contribuenti che entro la scadenza non provvedono a pagare l'acconto IVA, possono rimediare alla violazione attraverso il cd. ravvedimento operoso.
Se il pagamento avviene entro 14 giorni: la sanzione è pari all'1%;
Se il versamento avviene tra il 15 ed il 30° giorno: la sanzione è dell'1,5% dell’imposta da versare (1/10 di 15%);
Se il pagamento avviene entro il 90° giorno: la sanzione risotta è pari all'1,67% dell’imposta (1/9 del 15%);
Se il versamento acconto IVA avviene oltre i 90 giorni ma entro 1 anno dalla scadenza originaria: la sanzione è del 3,75% dell’imposta (1/8 di 30%).

Dal versamento acconto IVA con F24, sono invece esclusi, ad esempio i seguenti contribuenti:
  • agricoltori esonerati;
  • ex regime per le nuove iniziative produttive;
  • enti pubblici che effettuano operazioni rilevanti ai fini IVA;
  • contribuenti che non possiedono dati storici o previsionali per effettuare il calcolo ossia coloro che hanno cessato l'attività entro il 30 novembre se la liquidazione era mensile e 30 settembre per quelli trimestrali o quelli che hanno iniziato l'attività in corso d'anno;
  • coloro che hanno chiuso l'anno precedente con un credito d'imposta;
  • coloro che prevedono di chiudere l'anno con una maggiore detrazione IVA;
  • contribuenti con acconto dovuto calcolato sotto o pari a 103,29 euro;
  • contribuenti che hanno effettuato solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell'imposta
  • produttori agricoli;
  • coloro che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale;
  • associazioni sportive dilettantistiche, ASD;
  • associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetario;
  • raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;
  • imprenditori individuali che hanno dato in affitto l'unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all'Iva;
  • contribuenti in regime dei minimi.

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venerdì 1 dicembre 2017

Legge di Stabilità: Approvato il DDL


Approvato definitivamente ieri 30 novembre 2017, il DDL di conversione del decreto fiscale collegato alla Legge di stabilità 2018. Si attende oggi la pubblicazione in Gazzetta.
Ecco le principali novità fiscali approvate:
  • Rottamazione delle cartelle esattoriali:  Icontribuenti che hanno aderito alla prima “versione” della definizione agevolata  hanno tempo fino al 7 dicembre 2017 per il pagamento delle rate riferite al 2017 in scadenza nei mesi di luglio, settembre e novembre; mentre il termine per il pagamento della rata in scadenza nel mese di aprile 2018 è fissato nel mese di luglio 2018. 
    Infine, possono essere rottamati i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 per i quali in precedenza non è stata presentata istanza di adesione e si consente la riammissione alla “rottamazione” di tutti coloro che in precedenza non erano stati ammessi perché non in regola con il pagamento delle rate scadute relative ai piani di rateazione in essere al 24 ottobre 2016 .
  • Trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute: nessuna sanzione per i soggetti passivi Iva che hanno erroneamente trasmesso i dati delle fatture emesse e ricevute per il primo semestre 2017 se la stessa sia stata correttamente trasmessa entro il 28 febbraio 2018. Introdotta la facoltà di effettuare la trasmissione dei dati con cadenza semestrale. Semplificate anche le informazioni da trasmettere.
  • Split payment: l'applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti viene esteso anche alle operazioni effettuate nei confronti degli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona, fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%, società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri, società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment, società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment, società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana identificate agli effetti dell’Iva.
  • Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari e in materia di audiovisivo: modifiche anche per la disciplina del credito d’imposta relativo agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali tramite l'estensione anche agli enti non commerciali e anche per investimenti effettuati sulla stampa online. 
  • Detraibilità degli alimenti a fini medici speciali Prevista la detrazione per spese sanitarie per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali.
  • Collaborazione volontaria per l’emersione di redditi prodotti all’estero: possibile regolarizzare attività depositate e somme detenute su conti correnti e su libretti di risparmio all’estero, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero.Per la regolarizzazione è necessario versare il 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi. 
  • Detrazione per studenti fuori sede: La detrazione d’imposta per canoni di locazione, prevista per gli studenti universitari fuori sede, viene estesa all’ipotesi in cui l’università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza  50 km e gli studenti fuori sede siano residenti in zone montane o disagiate

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IMU TASI 2017


La legge di bilancio per il 2017 ha confermato le disposizioni in vigore lo scorso anno, per cui i comuni non posso aumentare le aliquote rispetto a quelle deliberate nel 2015. 
Stop anche alle maggiorazioni: l’aumento di 0,8 punti per la sola aliquota della TASI, infatti, è applicabile nel 2017 solo se già deliberato e applicato per il 2016.

La prima casa è ormai definitivamente esente da IMU e TASI a patto che siano rispettati i criteri previsti dalla legge. Esenzione dalla TASI anche per gli inquilini se l’affitto riguarda, anche in questo caso, la loro prima casa. Sempre richiesta la residenza anagrafica.
Si ricorda che per poter essere considerati “prima casa” ai fini dell’applicazione delle imposte locali gli immobili debbono rispettare i requisiti stabiliti dalla legge che sono relativi sia alle caratteristiche dell’immobile, sia a caratteristiche soggettive che debbono essere possedute dai proprietari. La normativa in materia fiscali applicabile all’abitazione è automaticamente estesa anche alle sue pertinenze, come espressamente previsto dall’art. 818 del codice civile. Ai fini IMU e TASI, l’esenzione è riconosciuta a non più di tre pertinenze della prima casa e purché appartenenti a categorie catastali diverse tra quelle che individuano le pertinenze, ossia C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box), C/7 (tettoie e posti auto scoperti). Non possono essere in ogni caso considerati come prima casa, ai fini dell’esenzione da IMU, gli appartamenti accatastati nelle categorie che contraddistinguono gli immobili di lusso, ossia:
  • A/1 - appartamenti signorili;
  • A/8 - ville;
  • A/9 - castelli.
L’esclusione dalle agevolazioni previste per la prima casa riguarda anche le relative pertinenze. Per gli appartamenti esclusi dall’agevolazione prima casa in quanto di pregio, ai fini IMU continuano ad applicarsi:
  • l’aliquota base dello 0,4%;
  • la detrazione di 200 euro.
Per quel che riguarda i requisiti richiesti ai proprietari per poter usufruire delle agevolazioni occorre che si tratti di immobili adibiti ad abitazione principale e nei quali il proprietario, o i proprietari, risultino anagraficamente residenti. Devono quindi essere rispettati entrambi i requisiti:
  • residenza angarafica;
  • uso diretto.
Se una delle due condizioni non è soddisfatta, l’immobile non può essere definito “prima casa” ai fini delle esenzioni a prescindere dal fatto che non si possiedano altri immobili per uso abitativo su tutto il territorio nazionale. In base al testo delle norme in materia di IMU vengono inoltre considerati come prima casa ai fini dell’applicazione delle imposte locali:
  • l’ex casa coniugale assegnata dal giudice a seguito di un provvedimento di separazione legale, di divorzio o di annullamento del matrimonio;
  • gli immobili delle cooperative a proprietà indivisa assegnati ai soci;
  • gli alloggi di proprietà di Iacp e/o altri enti di edilizia residenziale pubblica assegnati agli inquilini;
  • per uso abitativo;
  • l’unico immobile di proprietà di personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e della carriera  prefettizia anche se il proprietario è residente altrove per motivi di servizio;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) a condizione che si tratti di soggetti già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, e solo nel caso che l’immobile in questione non risulti locato o dato in comodato d’uso.
Le norme consentono poi ai Comuni di assimilare a prima casa esclusivamente gli immobili di proprietà di anziani residenti in case di cura a patto che non siano stati dati in locazione. Quando sono rispettate le condizioni previste e quando gli immobili appartengono ad una delle categorie elencate, i proprietari, o i titolari dei diritti reali, non sono tenuti a versare né IMU né TASI.

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lunedì 20 novembre 2017

Lettera di compliance per gli omessi versamenti IVA periodica



Come noto, il legislatore ha previsto a decorrere dal 2017, l’obbligo dell’invio trimestrale dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (mensili / trimestrali).
Tutti i soggetti passivi Iva devono comunicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche Iva. Al contrario non sono tenuti alla comunicazione i soggetti passivi non obbligati:

  1. alla presentazione della Dichiarazione annuale IVA
  2. all'effettuazione delle liquidazioni periodiche;
  3. sempreché, nel corso dell'anno, non vengano meno le condizioni di esonero. 
L’invio delle nuove comunicazioni delle liquidazioni trimestrali Iva ha consentito all’Agenzia delle Entrate di controllare se quanto dichiarato a titolo di versamento Iva dovuto è stato regolarmente pagato.

Ai contribuenti che non hanno eseguito il pagamento o lo hanno eseguito in misura inferiore, l’Agenzia delle Entrate, nel mese di luglio, ha inviato una comunicazione, cosiddetto avviso bonario, o “lettera – compliance”, per invitare il contribuente a ravvedersi e beneficiare della riduzione delle sanzioni.

A distanza di circa due mesi dalla comunicazione, in mancanza di ravvedimento, l’Agenzia delle Entrate ha inviato a contribuenti inadempienti una seconda lettera.

Con la prima lettera, l’Agenzia delle Entrate invitava il “gentile contribuente” a segnalare eventuali elementi e dati non considerati o valutati erroneamente o, in alternativa, a valersi del ravvedimento. Ciò nonostante, prosegue l’Agenzia delle Entrate, dai controlli effettuati successivamente, risultano ancora versamenti omessi o carenti.

In poche parole, il contribuente non può più avvalersi del ravvedimento spontaneo.

Nella stessa lettera viene inoltre precisato che se il contribuente è d’accordo con i dati segnalati dal fisco, è possibile regolarizzare la posizione versando le somme dovute, entro 30 giorni dalla data in cui è stata ricevuta la comunicazione.

Le soluzioni possibili sono due:
  1. Pagamento in unica soluzione 
  2. Pagamento rateale 

Le somme dovute devono essere versate entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Il versamento può essere effettuato presentando l’allegato Modello di pagamento F24 a un qualsiasi sportello bancario, postale o di un agente della riscossione, nonché tramite modalità telematiche, utilizzando i servizi per la predisposizione del Modello F24.

In alternativa al versamento in unica soluzione, le somme dovute possono essere pagate in rate trimestrali di pari importo.

In particolare, se l’importo è inferiore o uguale a € 5.000,00, è possibile pagare in un numero massimo di 8 rate trimestrali.

Se l’importo è superiore a € 5.000,00, è possibile pagare in un numero massimo di 20 rate trimestrali (art. 3-bis del D. Lgs. 462/1997).

Per usufruire del pagamento rateale è sempre necessario effettuare il versamento della prima rata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Le rate diverse dalla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre successivo. Su tali rate sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello in cui è stata elaborata la comunicazione e fino al giorno
di pagamento della rata.


Iscrizione a ruolo

Qualora il contribuente non provveda a pagare le somme dovute neppure dopo la seconda lettera, l’Amministrazione Finanziaria procede con l’iscrizione a ruolo di quanto dovuto con conseguente notifica della cartella di pagamento.
La cartella di pagamento deve essere pagata entro 60 giorni dalla notifica.

I contribuenti che si trovano in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, cioè che si trovano nell’impossibilità di pagare in un’unica soluzione il debito iscritto a ruolo indicato nella cartella di pagamento (ad esempio: per carenza temporanea di liquidità finanziaria; stato di crisi aziendale dovuto a eventi di carattere transitorio; crisi economiche settoriali o locali; riorganizzazione, riconversione o ristrutturazione aziendali; trasmissione ereditaria del debito a ruolo; scadenza contemporanea di pagamenti, anche relativi a tributi o contributi), possono rivolgersi agli Agenti della Riscossione per ottenere la rateazione del debito.


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lunedì 13 novembre 2017

Comunicazione liquidazione periodica IVA: il ravvedimento



















 Il 12 giugno è scaduto il termine per la trasmissione dei dati della liquidazione Iva  del primo trimestre 2017, obbligo introdotto con il DL 193/2016. Per le anomalie riscontrate, l’Agenzia delle Entrate, dopo le lettere d’invito alla compliance spedite ai contribuenti nel mese di luglio, sta provvedendo, in questi giorni, con l’invio degli avvisi di irregolarità di cui all’art. 54 bis del DPR 633/72, a richiedere la regolarizzazione delle posizioni, per omesso o carente versamento dell’imposta, entro il termine di 30 giorni.

Gli avvisi di irregolarità, che seguono alla prima lettera, escludono per il contribuente il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso, prevedendo la sola possibilità di riduzione della sanzione al 10%.

Questo costituisce un motivo in più per ritenere che il nuovo adempimento abbia come unica finalità quella di anticipare i tempi della riscossione.
Le Associazioni di Categoria, sin dal principio, hanno segnalato, anche con singoli interventi ripresi dalla stampa specializzata, le conseguenze che il nuovo adempimento delle comunicazioni trimestrali Iva avrebbe comportato sul piano delle sanzioni e delle oggettive limitazioni all’utilizzo dell’istituto del ravvedimento operoso e, nonostante le varie proposte formulate in occasione degli incontri ufficiali, prima della conversione in Legge del DL 193/2016, nulla è stato fatto per evitare quanto lamentato in questi giorni dai vari attori coinvolti.
Per questo le Associazioni riunite in coordinamento chiedono, ancora una volta, la modifica di tale disposizione normativa, inserendola nella più ampia proposta di nuova revisione del sistema sanzionatorio secondo i principi di proporzionalità ed equità."

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mercoledì 8 novembre 2017

30 NOVEMBRE: TEMPO DI ACCONTI.

















Il 30 novembre scade il termine ultimo entro cui le persone fisiche, società di persone e soggetti IRES dovranno versare la seconda rata, o effettuare l’unico versamento, di quanto dovuto all’Erario, a titolo di acconto sulle imposte per l’anno 2017.

Ricordiamo il reddito può essere determinato con diversi criteri:
  1. Metodo storico: l’ammontare dell’acconto sarà determinato sulla base di quanto pagato nel precedente periodo d’imposta al netto di detrazioni, ritenute, crediti d’imposta;
  2. Metodo previsionale: l’ammontare dell’acconto sarà determinato sulla base del reddito che si presume di conseguire nell’anno in corso;
  3. Principio di cassa: le imprese minori calcoleranno il proprio reddito, come differenza tra ricavi e altri proventi percepiti nel periodo di imposta e l’ammontare delle spese sostenute. 
L’acconto Irpef 2017 è dovuto ove l’imposta dichiarata nel 2016 sia superiore a € 51,65. L'ammontare del pagamento dovuto dal contribuente all'Erario sarà pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno 2016 e dovrà essere adempiuto:
  1. - in unico versamento da effettuarsi entro il 30 novembre 2017, ove il suo ammontare sia inferiore a € 257,52; 
  2. - in due rate, ove il suo ammontare sia pari o superiore a € 257,52.
    In quest' ultimo caso la prima rata, già versata con il saldo entro il 30 giugno 2017, sarà pari al 40% dell’importo dovuto dal contribuente e la seconda rata, da versare entro il 30 novembre, sarà pari al 60% dell’importo dovuto dal contribuente.
Nell’eventualità in cui il contribuente preveda per l’anno successivo il pagamento di un minore importo dell’IRPEF, determinerà gli acconti da versare, sulla base proprio del metodo previsionale.

Le società di persone e gli enti a esse equiparati effettueranno il solo versamento dell’IRAP (secondo le stesse regole valide per l'IRPEF) entro il 30 novembre, mentre l’IRPEF dovrà essere versata direttamente dai soci, a cui i redditi saranno imputati per trasparenza.

Le società e gli enti ad esse equiparati saranno tenute a versare il 100% dell’imposta IRES e IRAP dovuta. Il versamento dovrà avvenire in due rate di importo pari :
40% dell’importo dovuto entro la scadenza della prima rata;
60% dell’importo dovuto alla scadenza della seconda rata, 30 novembre, ovvero l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

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mercoledì 20 settembre 2017

Rottamazione bis



Arrivano le indiscrezioni di chi potrà aderire alla nuova definizione agevolata.
La riapertura dovrebbe includere anche le cartelle di pagamento relative ai primi quattro mesi del 2017.
In base alle indiscrezioni, la possibilità di accedere al nuovo provvedimento non dovrebbe riguardare un platea contenuta di soggetti.
Si parla di rottamazione bis anche per le cartelle pervenute nei primi quattro mesi del 2017, quindi fino al 30 aprile 2017, questo però non esclude la possibilità che sia allargato il termine in sede di approvazione della misura.
La rottamazione bis dovrebbe interessare tutti i soggetti, inclusi coloro che si sono avvalsi della prima rottamazione o che non se ne sono avvalsi. La misura dovrebbe considerare anche coloro che hanno fatto domanda per accedere alla prima definizione agevolata, ma che hanno avuto risposta negativa.
Nel nuovo provvedimento dovrebbero essere ammessi anche i contribuenti che non hanno regolarizzato le rate pregresse dei precedenti piani di rateazione e per questo non hanno potuto accedere alla rottamazione.

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Spesometro 2017



Molti i problemi della trasmissione dei dati e dei numerosi scarti dell’Agenzia a volte immotivati che imprese e professionisti devono affrontare in questi giorni.
Per cercare di chiarire i dubbi nel sito dell’Agenzia si trovano numerose risposte che riguardano le regole di compilazione e di trasmissione del file.
Tra questi, ad esempio, si
 segnala le difficoltà di inviare i dati quando un cliente o un fornitore è cessato nei primi mesi dell’anno oppure quando uno stesso fornitore ha emesso più fatture.
Qualora sia presente un errore anche in una sola delle fatture inviate, l’intero file viene scartato. In questo caso l'Agenzia consiglia di ridurre le dimensioni del file ovvero, qualora la gestione delle notifiche di scarto di file molto voluminosi risulti complessa e si voglia evitare di trasmettere più volte una grande quantità di dati, si suggerisce di costruire file di dimensioni ridotte.
I file possono essere trasmessi singolarmente oppure con un unico invio. Sarà quindi prodotta una notifica per ciascun file e, in caso di scarto, dovranno essere corretti e trasmessi nuovamente solo i dati dei file scartati.


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mercoledì 13 settembre 2017

Spesometro: ulteriori chiarimenti.



Nella comunicazione dei dati delle fatture in scadenza il prossimo 28 settembre è possibile non inserire i dati delle fatture che sono oggetto di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria (articolo 3 comma 3 del D.lgs. n. 175/2014). L’Agenzia delle Entrate, comunque, accoglierà ed eviterà duplicazione delle informazioni anche se le comunicazioni dovessero ricomprendere i dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria.
L’Agenzia delle Entrate specifica inoltre che i curatori fallimentari e i commissari liquidatori sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati delle fatture della società/impresa fallita o in liquidazione coatta amministrativa rispettando i termini normativamente previsti per l’adempimento, ma con riferimento alle fatture da loro emesse e ricevute/registrate dalla data di dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa.
Resta ferma la possibilità per gli stessi curatori e commissari di inviare anche i dati delle fatture emesse e ricevute/registrate anteriormente alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, di cui sono entrati in possesso ai fini dell’assolvimento del propri incarichi.

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giovedì 31 agosto 2017

Le scadenze fiscali di settembre 2017


Spesometro e Lipe trimestrali 
domineranno il calendario fiscale del mese ma con la scadenza del 18 settembre, per la quale è ancora oggi attesa la proroga, non bisogna dimenticare gli altri adempimenti previsti per imprese e contribuenti.
Tra le scadenze fiscali del mese di settembre 2017 bisogna segnalare gli adempimenti periodici in materia di Iva e Irpef e i versamenti a carico dei sostituti d’imposta, oltre all’invio del modello Intrastat per i contribuenti che effettuano acquisti e cessioni di beni o servizi con Paesi Intra UE.Il calendario delle scadenze di settembre potrebbe tuttavia subire modifiche: la proroga dello spesometro semestrale 2017 è stata già annunciata, invece, al momento, appare quantomai improbabile il rinvio della comunicazione liquidazioni periodiche Iva per le quali la scadenza resta fissata al 18 settembre.
Ecco l’elenco dettagliato delle scadenze fiscali del mese di settembre tra spesometro, Lipe e adempimenti periodici a carico dei sostituti d’imposta.
Il 18 settembre 2017: è attualmente fissata la scadenza per l’invio dello spesometro relativo al primo semestre e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva (Lipe) relative al secondo trimestre 2017.Non sono ancora state diffuse notizie ufficiali sulla proroga dello spesometro, annunciata ad agosto e promessa ai commercialisti, con la quale verrebbe rinviata dal 18 settembre 2017 al 31 ottobre prossimo la scadenza per l’adempimento introdotto con il DL 193/2016.Si ricorda inoltre che a partire dal 2018 lo spesometro diventerà a regime con scadenza trimestrale, con un fitto calendario di adempimenti a carico dei contribuenti titolari di partita Iva.Una delle maggiori criticità che riguarda l’invio dello spesometro semestrale  è che ancora oggi non è stato messo a disposizione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, il software di compilazione e di controllo esterno. Si può inviare lo spesometro con i programmi delle software house private o tramite il portale Fatture e Corrispettivi, con una procedura tuttavia complessa e adatta soltanto per gli invii di poche fatture.Ancora una volta, insomma, ritardi tecnici che rallentano l’attività di contribuenti e intermediari tenuti ad adempiere all’obbligo di invio delle fatture emesse e ricevute dai titolari di partita Iva nel primo semestre 2017.Certa la scadenza per l’invio delle Lipe relative al secondo semestre 2017, fissata in via definitiva al 18 settembre 2017 e per la quale non è stata annunciata alcuna proroga.La comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva, adempimento introdotto anch’esso con il DL 193/2016, prevede che entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento i contribuenti trasmettano i seguenti dati:
  • identificativi del soggetto a cui si riferisce la comunicazione
  • operazioni di liquidazione IVA effettuate nel trimestre di riferimento
  • dati dell’eventuale dichiarante.
Restano invariate le modalità di invio e i dati obbligatori da comunicare e per ulteriori approfondimenti i lettori possono consultare la guida specifica.
Il 18 settembre 2017 è la scadenza del mese anche relativamente agli adempimenti periodici a carico dei sostituti d’imposta e per i versamenti Iva e Inps.
Nello specifico, le scadenze del 18 settembre 2017 riguardano:
  • versamento IVA del mese di competenza agosto 2017 per i contribuenti che liquidano l’IVA mensilmente. Il versamento deve essere eseguito tramite modello F24 indicando il codice tributo 6008 nella sezione erario.
  • versamento Irpef delle ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta su:
  1. redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese di agosto (comprese addizionali comunali e regionali);
  2. redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente, provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione e di rappresentanza corrisposte nel mese precedente. Il versamento dovrà essere effettuato utilizzando il codice tributo 1040 con periodo di competenza 08/2017.
Nello stesso modello F24 è possible pagare anche i contributi INPS dovuti dal datore di lavoro sulle retribuzioni corrisposte nel mese di agosto.
Il 25 settembre 2017: A chiudere un mese di scadenze fiscali per il quale ancora oggi regnano dubbi e incertezze sarà l’invio del modello Intrastat.L’adempimento riguarda i contribuenti che operano con Paesi Intra UE e caratterizzati dall’obbligo di invio mensile, ovvero quelli che effettuano cessioni e/o acquisti per più di 50.000 euro per trimestre, i quali dovranno presentare gli elenchi riepilogativi Intra-1 e Intra-2 per le cessioni e/o prestazioni di servizi intracomunitari relativi al mese di agosto 2017.
Tra le scadenze fiscali di settembre 2017 bisogna ricordare la scadenza ultima per la presentazione del modello Redditi PF 2017 per i contribuenti non obbligati all’invio telematico e che non hanno provveduto all’invio entro lo scorso 30 giugno.
Oltre alla dichiarazione dei redditi modello Redditi PF 2017 i contribuenti dovranno presentare anche la scheda per la scelta della destinazione dell’ottocinque e due per mille Irpef.La presentazione del modello Redditi PF 2017 entro il 28 settembre dovrà essere effettuata presso gli uffici postali e contestualmente bisognerà versare con modello F24, la sanzione ridotta per tardiva presentazione della dichiarazione, utilizzando il codice tributo 8911 - Sanzione pecuniaria per altre violazioni tributarie.
Il 30 settembre 2017 è fissata la scadenza per l’adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti con il contestuale versamento dell’importo al netto di sanzioni e interessi di mora ovvero della prima rata per i contribuenti ammessi alla rateizzazione.Tuttavia, la scadenza prevista per il 30 settembre 2017, che cade di sabato, slitta automaticamente al 2 ottobre 2017, il lunedì successivo: si tratta in sostanza del termine ultimo entro cui sarà possibile presentare domanda di adesione alla rottamazione delle controversie tributarie con controparte l’Agenzia delle Entrate introdotta dal DL 50/2017.

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Spesometro: probabile proroga






L'invio dei dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2017, rilevanti ai fini IVA, deve avvenire entro il 18 settembre 2017 ma un probabile DPCM di prossima pubblicazione conterrà una nuova proroga.

 In base a quanto pubblicato sul Sole 24 ore, sono almeno 3 le possibili date di proroga:
  • 30 settembre 2017. Questa prima data è in contrasto con quanto chiesto dai commercialisti a fine luglio, in quanto molti professionisti stanno ricevendo in questi giorni i software aggiornati
  • 16 ottobre 2017: questa data darebbe tempo a commercialisti e software house di aggiornare i software
  • 30 ottobre 2017: questa data concederebbe più tempo ai professionisti per rispettare questo nuovo adempimento ma si accavallerebbe con la presentazione del 770, dell'IRAP e delle dichiarazioni.

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lunedì 3 luglio 2017

Compensazione modello F24: regole, importi e novità 2017


Ecco tutte le regole, gli importi e le nuove modalità per l’utilizzo dei crediti di imposte e tasse a partire dallo scorso 24 aprile 2017, ovvero la data di entrata in vigore del Decreto Legge 50/2017.

L’articolo 3 del DL 50/2017, infatti, prevede nuove “disposizioni di contrasto alle indebite compensazioni”. In particolare, viene abbassato da 15.000 a 5.000 euro il limite della compensazione libera dei crediti IVA. In altre parole, per compensazioni IVA in F24 superiori ad euro 5.000 sarà necessario utilizzare il visto di conformità.

Contemporaneamente è stato introdotto l’obbligo di inviare telematicamente tramite Entratel/Fisconline i modelli F24 contenenti compensazione con crediti derivanti da qualsiasi imposta sui redditi o addizionale, ritenuta alla fonte, imposta sostitutiva sul reddito, Irap e crediti d’imposta di cui al quadro RU della dichiarazione dei redditi. In altre parole, a partire dal 24 aprile 2017 tutte le compensazioni di qualsiasi imposta e di qualsiasi importo eseguite da soggetti titolari di partita IVA devono transitare da Entratel o Fiscoonline.
Fino al 23 aprile, invece, l’obbligo c’era solo per compensazioni IVA superiori a 5.000 euro. Attenzione: il bonus Renzi 80 euro è escluso da questa previsione normativa in quanto non si tratta di un credito d’imposta da quadro RU.

Facciamo quindi il punto su tutte le regole, gli importi e le nuove modalità di compensazione dei crediti fiscali fruibili nel modello F24 a partire dall’entrata in vigore del Decreto Legge 50/2017 dello scorso 24 aprile per i contribuenti titolari e non di partita IVA.

Riepilogando, per i contribuenti titolari di partita IVA il DL 50/2017 ha introdotto l’obbligo del canale dell’Agenzia delle Entrate per tutte le compensazioni nel modello F24, per qualsiasi tipologia di imposta a credito utilizzata. Questo comporterà inevitabilmente ulteriori costi amministrativi per le imprese, che dovranno pagare un professionista per il pagamento del modello F24.

Negli altri due casi - modello F24 con saldo positivo senza compensazioni e con saldo zero - la situzione rimane invariata. Nel primo caso, il contribuente titolare di partita IVA ha l’obbligo di pagamento tramite home banking (non può essere quindi utilizzato il modello F24 cartaceo). Nel caso della compensazione di un modello F24 con saldo finale uguale a zero, invece, rimane l’obbligo di pagamento tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel ed F24 online).
Nel caso delle persone fisiche non titolari di partita IVA, a differenza di quanto previsto per imprese e autonomi, è prevista la possibilità di pagare il modello F24 cartaceo nel caso in cui lo stesso modello di pagamento non presenti alcuna compensazione. L’obbligo di pagamento tramite home banking o canale intermediari sussiste nel caso di modello F24 con saldo positivo e compensazioni di qualsiasi tipo e nel caso di modello F24 a saldo zero.
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giovedì 1 giugno 2017

Comunicazioni liquidazioni Iva prorogate al 12 giugno


Ufficiale il differimento con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30.05.2017 del Dpcm del 22 maggio 2017 contenente il differimento, per l'anno 2017, del termine di trasmissione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relativi al primo semestre 2017.

Com'è noto, l'invio delle comunicazioni IVA è stato previsto dal decreto fiscale 193/2016 collegato alla legge di stabilità 2017 (L. 232/2016) , ma ci sono state notevoli difficoltà sulle tempistiche. Infatti il 27 marzo 2017 è stato approvato il Provvedimento con il modello e le istruzioni ma solo il 4 maggio è stato messo a disposizione il software per la compilazione e il controllo dei file.

Infine, il 10 maggio 2017 l'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il servizio gratuito per generare e inviare i file con i dati di sintesi delle liquidazioni periodiche IVA, per i contribuenti e gli intermediari che devono condividere con l’Amministrazione finanziaria i dati di sintesi delle operazioni di liquidazione Iva effettuate nel trimestre di riferimento.

Riepiloghiamo quindi le scadenze da ricordare per l'invio telematico:

Liquidazione Gennaio - Febbraio - Marzo / Primo trimestre31 maggio 2017
(prorogato al 12 giugno 2017
)
Liquidazione Aprile - Maggio - Giugno / Secondo trimestre18 settembre 2017
(il 16 cade di sabato)
Liquidazione Luglio - Agosto - Settembre / Terzo trimestre30 novembre 2017
Liquidazione Ottobre - Novembre - Dicembre / Quarto trimestre28 febbraio 2017


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Codici tributo per il versamento in F24 dell' imposta di soggiorno

I gestori delle strutture ricettive, situate nei territori dei comuni che, in base alla legge (art. 4 comma 1 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23), hanno istituito l’imposta di soggiorno, una volta incassata l'imposta devono versarla al Comune tramite modello F24, utilizzando gli stessi codici tributo previsti per il versamento del contributo di soggiorno a favore di Roma Capitale, lo ha stabilito l'Agenzia delle Entrate con Risoluzione del 30 maggio 2017 n. 64.

Per consentire con i medesimi codici tributo anche il versamento dell’imposta di soggiorno, gli stessi sono ridenominati nel modo seguente:

  • “3936” denominato “Imposta/Contributo di soggiorno - art. 14, c. 16, lett. e), del D.L. n. 78/2010 e art. 4, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011”;
  • “3937” denominato “Imposta/Contributo di soggiorno - art. 14, c. 16, lett. e), del D.L. n. 78/2010 e art. 4, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011 - INTERESSI”;
  • “3938” denominato “Imposta/Contributo di soggiorno - art. 14, c.16, lett. e), del D.L n. 78/2010 e art. 4, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011 – SANZIONI”.

In sede di compilazione del modello F24, i codici tributo sono esposti nella sezione “IMU e altri tributi locali”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “codice ente/codice comune” del codice catastale del comune.

Il campo “Anno di riferimento” è valorizzato, nel formato “AAAA”, con l’anno cui si riferisce il versamento.

Infine, si precisa che i suddetti codici tributo possono essere utilizzati solo per versamenti in favore dei Comuni che hanno stipulato apposita convenzione con l’Agenzia delle entrate, elencati nella tabella denominata “Tabella degli enti convenzionati per pagamenti di tributi”, pubblicata sul sito internet

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Azione 3.5.1_02 del PO FESR 2014-2020 “Aiuti alle imprese in fase di avviamento- Regolamento 1047/2013 de minimis”



Azione 3.5.1_02 del PO FESR 2014-2020
“Aiuti alle imprese in fase di  avviamento- Regolamento 1047/2013 de minimis

Obiettivo
Con tale azione si punta all’avvio di nuove imprese prevalentemente nei seguenti settori:
-           manifatturiero
-           cultura,
-           turismo, (alloggio e ristorazione)
-           servizi innovativi che riflettono le nuove esigenze sociali
-           i prodotti e i servizi collegati all’invecchiamento della popolazione,
-           cure sanitarie,
-           ecoinnovazione,
-           economia a bassa intensità di carbonio (incluso il riciclaggio dei rifiuti).
Beneficiari
Possono presentare domanda:
piccole Imprese in fase di avviamento, ovvero piccole imprese non quotate fino a cinque anni dalla loro iscrizione al registro delle imprese che non hanno ancora distribuito utili e che non siano state costituite a seguito di fusione.

Le piccole imprese saranno considerate ammissibili se esercitanti un’ attività identificata come prevalente, rientrante in uno dei seguenti codici ATECO ISTAT 2007:
B)  estrazione di minerali da cave e miniere;
C)  attività manifatturiere;
D) fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
E)  fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
F)   costruzioni
G) commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli;
H) trasporto e magazzinaggio;
I)    attività di servizi di alloggio e ristorazione;
J)    servizio di comunicazione e informazione;
M)  attività professionali, scientifiche e tecniche;
N)    noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese;
Q)  sanità e assistenza sociale;
R)   attività artistiche di intrattenimento e divertimento;
S)    altre attività di servizi, con esclusione dei codici 94.ATTIVITA’ DI ORGANIZZAIONI ASSOCIATIVE e 96.09.03 Agenzie matrimoniali e d'incontro
Requisiti di accesso e condizioni di ammissibilità
Il richiedente deve possedere, alla data di presentazione della domanda, i seguenti requisiti di ammissibilità:
a) essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori (DURC).
b) essere in regola con la normativa antimafia;
c)  possedere la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto da realizzare che dovrà essere documentata mediante attestazione rilasciata da un istituto di credito comprovante la solidità dell’impresa istante, nonché la reale capacità di fare fronte sia alla quota di cofinanziamento a proprio carico che alle esigenze tecniche e agli impegni finanziari assunti, allegata a corredo della domanda di partecipazione.
Massimali d’investimento
Il costo totale ammissibile del progetto presentato non deve essere inferiore a 30.000,00 e superiore 250.000,00 (duecentocinquantamila) euro.
Spese ammissibili
Le spese ammissibili a contributo sono le seguenti:
- opere edili di ristrutturazione su edifici già esistenti nella misura massima del 40% del progetto ammesso;
- impianti, macchinari, attrezzature nuovi di fabbrica e conformi alle normative comunitarie
- software, servizi e-commerce, servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione (tali servizi non sono continuativi o periodici ed esulano dai costi di esercizio ordinari d’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale e la pubblicità).
Importante: non è previsto l'acquisto di immobili poichè l'impresa richiedente deve dichiarare di avere la piena disponibilità del suolo e, ove esistenti, degli immobili dell'unità locale ove viene realizzato il programma. La piena disponibilità deve essere in qualsiasi momento rilevabile da idonei titoli di proprietà, diritto reale di godimento o locazione, anche finanziaria, anche nella forma di contratto preliminare di cui all'art. 1351 del codice civile. Gli atti di cui sopra devono documentare che la disponibilità degli immobili sussista per tutta la durata del programma di investimenti nonché per l'ulteriore periodo di 3 anni dalla data del pagamento finale al beneficiario ai sensi dell'art. 71 del Regolamento UE n. 1303/2013.

Non sono ammissibili a contributo:
a) gli interessi passivi;
b) l’imposta sul valore aggiunto;
c) l’acquisto di mezzi targati.
Al fine di evitare collusione tra beneficiario dei contributi e fornitori è necessario che i beni oggetto di finanziamento non siano fatturati all’impresa beneficiaria da società con rapporti di controllo o collegamento o che abbiano in comune soci, amministratori o procuratori con poteri di rappresentanza.
Durata e termini di realizzazione del progetto
L’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto non può avere luogo prima della presentazione della domanda di contributo. Le spese sono ammissibili dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda di aiuto.
Gli istanti hanno la facoltà di dare inizio al progetto in data anteriore a quella di notifica del provvedimento di concessione dell’aiuto.
L’inizio anticipato del progetto è una facoltà a completo beneficio del richiedente e non influisce sul termine finale stabilito per la realizzazione del programma di investimento.
I progetti dovranno concludersi entro 12 (dodici) mesi dalla data di ricezione del decreto di finanziamento del contributo. Il termine di scadenza potrà essere prorogato per una sola volta e per un periodo di tempo pari a 3 (tre) mesi, previa istanza del beneficiario da presentare al più tardi 20 (venti) giorni prima della scadenza del termine previsto per la realizzazione dell’intervento.
L’avvio dei lavori in data successiva alla presentazione della domanda e antecedente all’adozione del decreto di approvazione della convenzione è una facoltà a completo beneficio del richiedente e non influisce sul termine finale stabilito per la realizzazione del programma di investimento.
Intensità di aiuto
Gli aiuti di cui al presente Avviso sono concessi sulla base di quanto previsto dal Reg. n. 1407/2013 “de minimis” e nella forma di contributi in conto capitale fino a una misura massima pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile (quindi il contributo massimo è pari a 187.500,00€).
Termini per la presentazione della domanda
Il bando verrà pubblicato a breve sulla G.U.R.S. Le prenotazioni delle domande devono essere effettuate esclusivamente a partire dal 60°giorno dalla data di pubblicazione fino alle ore 24.00 del 90° giorno dalla stessa data. Si precisa altresì che successivamente il sistema elaborerà e rilascerà i termini per la presentazione della domanda con i rispettivi allegati.
Il contributo sarà concesso sulla base di una procedura di valutazione a sportello.


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