martedì 31 gennaio 2017

IRI: Tassazione degli utili

Uno dei punti critici della nuova IRI (Imposta sul Reddito d’Impresa), introdotta con la Legge di Bilancio 2017, su cui si attendono chiarimenti in merito da parte dell’Amministrazione Finanziaria, riguardano certamente la modalità di tassazione degli utili non prelevati in un periodo d’imposta (e che, quindi, già sono stati tassati al 24%) ma, ad esempio, distribuiti in un periodo d’imposta successivo. 
Si ricorda, infatti, che il regime di tassazione IRI prevede che:
  • il reddito (utile) lasciato in azienda sconta una tassazione separata ,appunto IRI, con aliquota del 24%;
  • l’utile prelevato o distribuito concorrerà a formare il reddito complessivo ai fini IRPEF dell’imprenditore/socio ed in capo a questi tassato ordinariamente ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
Le somme prelevate dall’imprenditore diventano “deducibili” dal reddito dell’impresa.
Le somme prelevate a carico dell’utile dell’esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del reddito dell'esercizio e dei periodi d'imposta precedenti assoggettati a tassazione separata e non ancora prelevati, a favore dell'imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci costituiscono reddito d'impresa e concorrono integralmente a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci.
La norma prevede, anche se entro un determinato limite (ossia del reddito dell'esercizio e dei periodi d'imposta precedenti assoggettati a tassazione separata e non ancora prelevati) che le riserve di utili formatesi in regime IRI, e che pertanto hanno già scontato tale imposta, nel momento in cui sono prelevate concorrono “integralmente” ossia al 100% a formare il reddito complessivo dell’imprenditore ai fini IRPEF.
Da ciò, quindi, ne deriverebbe che, anche se ad esempio, ad optare per l’IRI fosse una SRL trasparente, i prelievi sull’utile che ha già scontato tale imposta, saranno deducibili dal reddito d’impresa relativo al periodo ‘imposta in cui è eseguito il prelevamento e concorreranno integralmente a formare il reddito complessivo in capo all’imprenditore.
Si ricorda che nel caso in cui a scegliere l’IRI sia una società di persona o una SRL a ristretta base proprietaria, non trova applicazione il regime della trasparenza fiscale e che, se a scegliere il regime in commento è la SRL a ristretta base proprietaria, il reddito prelevato mantiene, comunque, in capo al socio la natura di reddito d’impresa e non di capitale.
Ad ogni modo si consideri che quanto detto possa essere oggetto di opportuni e precisi chiarimenti da parte del Fisco, che potrebbero confermare, smentire o fugare qualsiasi altro dubbio in merito.

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