Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

martedì 28 febbraio 2017

Dichiarazione Isee


La dichiarazione Isee, chiamata ufficialmente Dsu, dichiarazione sostitutiva unica, contiene i redditi prodotti nell’anno di riferimento da tutti i componenti del nucleo familiare ed il patrimonio posseduto da ciascuno, sia immobiliare (case, terreni) che mobiliare (conti corrente, carte di credito, libretti, titoli, auto…).
Isee, infatti, è una sigla che sta per indicatore della situazione economica equivalente: si tratta, in pratica, di un indice che tiene conto non solo di tutti i redditi dei componenti del nucleo familiare, contenuti e non nel modello Unico o nel 730, ma anche del patrimonio di ciascun familiare.
Questa dichiarazione, come abbiamo detto, è indispensabile per accedere alle prestazioni sociali e alle agevolazioni pubbliche. Ogni tipo di prestazione o agevolazione è soggetta poi a dei particolari limiti reddituali e patrimoniali che ne regolano il riconoscimento.
La dichiarazione Isee non è uguale per tutti, ma cambia a seconda della prestazione che si deve chiedere. Ad esempio, per ottenere agevolazioni sulle tasse universitarie si deve presentare l’Isee Università, per avere, invece, prestazioni per i disabili si deve presentare l’Isee sociosanitario.
La dichiarazione, di qualunque tipologia sia, ha validità annuale e scade il 15 gennaio di ogni anno. Superata questa data è necessario, perciò, presentare una nuova dichiarazione, perché la vecchia non può più essere considerata valida. Ci sono poi dei casi particolari in cui è possibile presentare una nuova dichiarazione anche se ne esiste già una in corso di validità: si tratta dell’Isee corrente.
Se il cittadino sceglie il “fai da te” per la presentazione e compilazione del modello Isee, deve innanzitutto accedere al portale dell’Inps e dirigersi nella sezione Servizi per il cittadino. Per accedervi bisogna essere in possesso:
del codice pin dell’Inps: se manca, è possibile chiederlo online, nella sezione del sito Pin online (si riceve subito la prima parte del Pin ed entro una settimana circa la seconda parte), oppure direttamente presso uno sportello dell’Inps, muniti dell’apposito modulo di richiesta, del codice fiscale e della carta d’identità;
in alternativa, è possibile entrare nel sito dell’Inps con l’identità unica digitale Spid che può essere richiesta a uno dei seguenti provider: Tim, Sielte, Poste, Info Cert.
Una volta entrati nella sezione dedicata ai Servizi per il cittadino è necessario cliccare sulla voce Isee post-riforma 2015. A questo punto, si accede a una pagina che contiene diversi riquadri: tra questi bisogna scegliere “Acquisizione – Compilazione della dichiarazione sostitutiva unica” e cliccare su Inizia acquisizione. Si inizierà così con la procedura inserendo dapprima il proprio codice fiscale, poi si dovrà dare il consenso sull’utilizzo dei dati personali e successivamente, sarà necessario inserire i propri dati anagrafici. Inseriti questi dati, vi sarà richiesto se compilare la Dsu Mini (cioè la dichiarazione Isee in forma ridotta) o la Dsu integrale.
Nella maggior parte dei casi, non vanno compilati tutti i moduli esistenti della dichiarazione Isee, ma soltanto il modulo MB1 ed il modulo FC1: in questo modo è possibile ottenere la dichiarazione cosiddetta Isee Mini 2017, utilizzabile nella maggior parte dei casi.

Il modulo MB1, cosiddetto modello Mini, è il modello base che deve essere compilato sempre, qualunque sia la prestazione richiesta, perché contiene i dati relativi al nucleo familiare ed alla casa di abitazione. Nella prima sezione devono essere indicati i componenti della famiglia anagrafica alla data in cui si presenta la dichiarazione.
Sotto i componenti del nucleo, è possibile, eventualmente, barrare la casella corrispondente alle seguenti situazioni, per richiedere le relative agevolazioni:

  • nucleo familiare, in presenza di figli minorenni, in cui entrambi i genitori, o l’unico genitore presente, hanno svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati (per il 2017 l’anno di riferimento è il 2015);
  • famiglia composta esclusivamente da un genitore solo con i suoi figli minorenni (nel caso di genitori non conviventi e non coniugati tra loro, bisogna compilare il modulo MB2);
  • famiglia con almeno tre figli (anche maggiorenni) degli stessi genitori, ovvero di uno stesso componente o del suo coniuge.
Nella sezione dedicata alla casa di abitazione del nucleo, bisogna indicare se la casa è di proprietà, in affitto, in comodato, o con una diversa tipologia di possesso; aggiungere gli estremi del contratto di locazione, se presenti. Si deve inoltre indicare la residenza familiare scelta, in caso di coniugi con diversa residenza.
Se si devono richiedere prestazioni relative al diritto allo studio universitario, come l’agevolazione sulle tasse, deve essere compilato il cosiddetto Iseeu, o Isee universitario, all’interno del modulo MB2.
Il modulo MB2 serve anche per chiedere prestazioni rivolte ai minorenni (Isee minorenni), se i genitori sono non coniugati e non conviventi tra loro. Il modello contiene, difatti, le indicazioni relative alla presenza dei genitori nel nucleo, i dati rilevanti all’autonomia dello studente (è considerato autonomo lo studente che vive per conto proprio, solo se possiede un’adeguata capacità di reddito) e quelli riguardanti i genitori non coniugati e non conviventi.

Per quanto riguarda la compilazione dell’Isee minorenni, bisogna sottolineare che il genitore non convivente o non coniugato con l’altro genitore e che abbia riconosciuto il figlio si considera facente parte del nucleo familiare, a meno che non si trovi in una delle seguenti situazioni:
  • sposato con persona diversa dall’altro genitore;
  • risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;
  • obbligato, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, al versamento di assegni periodici destinati al mantenimento dei figli;
  • sia stato escluso dalla potestà sui figli o sia stato allontanato dalla residenza familiare;
  • sia stato accertato, in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali, estraneo in termini di rapporti affettivi ed economici.
Se il genitore non convivente è sposato o ha figli con un’altra persona (avendo quindi formato un altro nucleo familiare) l’Isee minorenni tiene conto della sua situazione economica, considerando, però, la scala di equivalenza dell’altro nucleo, integrando l’Isee del nucleo del figlio minorenne con una componente aggiuntiva.
Nelle altre ipotesi, il genitore non rientra nella famiglia del figlio e quindi non rientra nel calcolo dell’Isee minorenni, pertanto basta presentare l’Isee ordinario.

L’Isee socio-sanitario, nella dichiarazione il modulo MB3, va compilato solo se si devono richiedere prestazioni di natura sociale e sanitaria, come la degenza o il ricovero in determinate strutture, se devono essere richieste prestazioni di assistenza domiciliare, bonus per acquisti ed altri servizi a favore dei disabili. Le prestazioni possono essere richieste per il dichiarante o per un suo parente non autosufficiente.
Per ricevere queste prestazioni, è necessario che nella famiglia sia presente un disabile (invalido, portatore di handicap, non autosufficiente…), la cui condizione di svantaggio sia certificata.
Per queste prestazioni può essere indicato un nucleo familiare ristretto, composto dal beneficiario della prestazione, dal coniuge, dai figli minorenni e dai figli maggiorenni (che vanno inclusi solo se fiscalmente a carico e se non coniugati e senza figli).

Chi vuole far riferimento, nella dichiarazione Isee, a un nucleo familiare ristretto, composto solo da coniuge, figli e richiedente, in caso di prestazioni socio-sanitarie o di prestazioni collegate a corsi di dottorato di ricerca, non deve compilare il modulo MB1, ma il modulo MB1 rid.

Il modulo FC1, che contiene i dati di ciascun componente della famiglia, va sempre compilato, per tutte le tipologie di prestazioni. Per ogni familiare deve essere, in particolare, indicata l’attività svolta tra le seguenti:
  • lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  • lavoro dipendente a tempo determinato o con contratto di apprendistato;
  • lavoro con contratto di somministrazione (“interinale”);
  • lavoratore o disoccupato con sostegno al reddito (cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, contratti di solidarietà; lavori socialmente utili; mobilità, Aspi, etc.);
  • lavoro parasubordinato (collaborazione a progetto o cococo);
  • lavoro accessorio (voucher), occasionale, tirocini, stages;
  • lavoratore autonomo, libero professionista, imprenditore;
  • non occupato;
  • pensionato;
  • casalingo.
Il modulo FC2 è composto dal quadro FC7: si deve compilare in caso di presenza di disabili o di persone non autosufficienti all’interno del nucleo familiare. È necessario che sia precisato il grado di disabilità o la non autosufficienza del familiare, se riceve prestazioni sanitarie residenziali e le spese per i servizi alla persona.

Una volta compilati tutti i moduli ed inviata la Dsu all’Inps, non è possibile consegnare subito la dichiarazione Isee all’ente che l’ha richiesta, perché la procedura non è ancora stata completata del tutto. Difatti, l’Inps:
  • entro 4 giorni, acquisisce i dati dell’anagrafe tributaria, all’interno del sistema informativo Isee;
  • entro il 2° giorno lavorativo successivo, calcola l’Isee e lo mette a tua disposizione.

La procedura è comunque più breve rispetto all’acquisizione della dichiarazione tramite Caf o patronato, perché l’invio all’Inps è immediato. Il cittadino quindi, dopo aver ricevuto la certificazione Isee potrà presentare la domanda all’ente interessato per l’erogazione delle prestazioni e delle agevolazioni sociali.


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Durc e la rottamazione

L’Inps fa chiarezza sul rapporto tra la rottamazione delle cartelle esattoriali ed il documento unico di regolarità contributiva.

Il Durc, acronimo per Documento unico di regolarità contributiva, è uno strumento che permette, dal 1° luglio 2015, di verificare con un’interrogazione in tempo reale la regolarità contributiva di un’impresa nei confronti dell’Inail, dell’Inps e, per le imprese nel settore dell’industria, artigianato e nell’edilizia, le Casse edili.
Il Durc On Line ha sostituito i precedenti documenti unici di regolarità contributiva, previsti
  • per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici; 
  • nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia; 
  • per il rilascio dell’attestazione SOA; per la fruizione di determinati benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale.
Il documento unico si richiede online, tramite il servizio “Durc Online” sul sito dell’Inps, Inail e Casse edili. Basterà indicare il codice fiscale del soggetto da verificare e la pec ove ricevere le notizie.
Attestata la non regolarità della posizione del soggetto, l’Inps, Inail, Cassa edili trasmetteranno via pec all’interessato l’invito a regolarizzare la posizione contributiva, indicando le cause di irregolarità in modo analitico. L’interessato potrà regolarizzare la posizione entro 15 giorni dalla notifica dell’invito; invito che impedisce altre verifiche da parte degli enti: in caso di mancata regolarizzazione entro 30 giorni dall’interrogazione, sempre previa comunicazione dell’interessato, le stazioni appaltanti e le amministrazioni dovranno attivare il procedimento teso al pagamento diretto delle somme agli enti previdenziali.
Tuttavia la disciplina di legge non chiariva alcuni aspetti relativi alle cartelle esattoriali, il che aveva spinto le associazioni di categoria, circa un mese fa, a richiedere una sospensione del Durc per le imprese che aderiscono alla definizione agevolata. Le procedure di rottamazione delle cartelle esattorali, secondo le associazioni, sono di intralcio al procedimento. Ciò in quanto le imprese che aderiscono alla definizione agevolata non riescono ad avere il documento unico di regolarità contributiva fino al momento del pagamento della prima rata, con i ritardi e le difficoltà che ne conseguono. Le associazioni hanno pertanto chiesto un intervento chiarificatore da parte dell’Inps, sperando nella sospensione.
È arrivata il 23 febbraio la risposta dell’Inps: il contribuente che presenta la dichiarazione di adesione finalizzata alla rottamazione di cartelle esattoriali contenenti debiti con l’Inps, per tutto il tempo necessario al perfezionamento della sanatoria, resta un soggetto non regolare nei riguardi dell’Istituto.
Nonostante lo stato di rottamazione delle cartelle, dunque, il soggetto non può ricevere il Durc fino a che non interviene la conclusione della procedura di accoglimento dell’istanza. Ciò in quanto, secondo quanto chiarito dall’Inps, il solo presentare la richiesta di rottamazione di per sé rappresenta solo una manifestazione di intenti, che andrà in ogni caso verificata dall’ente. Il soggetto che non ha pagato i contributi previdenziali, quindi, rimane comunque inadempiente fino a che non riceve risposta relativamente a quelle cartelle che vuole rottamare e fino al pagamento della prima rata. Ciò fa si che il soggetto non possa ottenere il Durc.
La delicatezza del tema ha spinto l’Inps ad interpellare la Direzione generale dell’attività ispettiva del ministero del Lavoro, che dal canto suo si è espresso in modo negativo, sottolineando che, d’altra parte sin dal pagamento della prima rata sarà possibile per l’Inps e l’Inail attestare la regolarità contributiva.
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Fatture 2017: ecco come si applica la marca da bollo

La marca da bollo è un tributo che va applicato esclusivamente per le fatture emesse senza l’addebito dell’iva.

Il meccanismo generale è il seguente:
  • sulle fatture con importi superiori ad € 77.47 la marca da bollo va applicata sia se sono in formato cartaceo che elettronico;
  • sulle fatture con importi inferiori a € 77.47 la marca da bollo non va mai applicata;
  • se le fatture presentano contemporaneamente importi soggetti ad IVA ed importi non soggetti, la marca da bollo va applicata solo qualora gli importi non soggetti ad IVA siano superiori a € 77.47.
In ogni caso l'importo della marca da bollo,qualora sia dovuta, è di € 2.00.
Oltre a questa regola generale, ci sono molte casistiche specifiche: in questo approfondimento l'autore ne presenta una carellata facendo sempre riferimento alla normativa.

Con il principio di alternatività sono sempre esenti dalla marca da bollo:
  • Fatture, note di credito e addebito e documenti simili che riguardano operazioni soggette ad IVA;
  • Fatture riguardanti operazioni non imponibili relative ad esportazioni di merci (Art. 8 lett. a) e b) DPR 633/1972) ed a cessioni intracomunitarie di beni (Art. 41, 42 e 58 DL 331/1993);
  • Fatture soggette al reverse charge (Art. 17, comma 6 lett. a), a-bis) e a-ter) DPR 633/1972) e cessione dei rottami (Art. 74 comma 7 e 8 DPR 633/1972).
Sono soggette alla marca da bollo, invece le fatture di importo superiore ad € 77.47 riguardanti:
  • Operazioni fuori campo IVA per mancanza del presupposto soggettivo o oggettivo (Art. 2, 3, 4 e 5 DPR 633/1972), territoriale (Art. da 7 a 7-septies DPR 633/1972);
  • Operazioni escluse dalla base imponibile dell’ IVA (Art. 15 DPR 633/1972);
  • Operazioni esenti da IVA (Art. 10 DPR 633/1972);
  • Operazioni non imponibili perché effettuate in operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali e connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali (esportazioni indirette Art. 8 lett. c) DPR 633/1972);
  • Operazioni effettuate dai soggetti passivi che usufruiscono del nuovo regime dei minimi e del regime forfettario.
La marca da bollo sulla fattura è a carico del debitore come stabilito dall’art 1199 c.c., sebbene per il pagamento dell’imposta e per eventuali sanzioni amministrative sono obbligatamente solidali entrambi le parti, cioè, sia chi emette la fattura e sia chi la riceve senza la corretta applicazione della marca da bollo. Se nella fattura manca la marca da bollo, chi la riceve è esente da responsabilità solo se la presenta entro 15 giorni all’Agenzia delle Entrate e provvede a pagare la sola imposta. In questo caso la sanzione colpisce solo chi doveva applicare l’imposta.
La marca da bollo deve essere affrancata sulla copia originale della fattura consegnata al cliente. Sulle altre copie sarà necessario riportare la dicitura “ imposta di bollo assolta sull’originale”.
Quando il costo della marca da bollo è a carico del cliente, l’importo deve essere indicato in fattura tra le operazioni escluse dalla base imponibile dell’IVA (Art. 15 DPR 633/1972). Se invece il costo grava sul fornitore, l’importo della marca da bollo non deve essere specificato in fattura.
L’omissione della marca da bollo o l’apposizione del contrassegno telematico di assolvimento della marca da bollo con data posteriore a quella della fattura prevede una sanzione amministrativa, per ogni singola fattura considerata irregolare, di importo pari al doppio o al quintuplo dell’imposta o della maggiore imposta evasa.
La marca da bollo è deducibile o detraibile ai fini IRPEF sempre se si può considerare accessoria al costo principale.
La marca da bollo sulle fatture cartacee va assolta tramite l’acquisto del contrassegno telematico acquistato dal tabaccaio mentre per le fatture elettroniche la marca da bollo va assolta in modo virtuale mediante il versamento con il modello F24.
I contribuenti che assolvono in maniera virtuale la marca da bollo su fatture elettroniche, sono tenuti a versarla in maniera cumulativa entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, cioè entro e non oltre il 30 aprile dell’anno successivo d’imposta.
Le copie conformi delle fatture rilasciate ad esempio per causa di smarrimento dell’originale da parte del cliente, seguono il medesimo trattamento ai fini della marca da bollo prevista per le fatture originali.
La fattura emessa in applicazione del reverse charge è esente da marca da bollo perché risulta comunque assoggettata ad IVA, anche per il reverse charge interno. (CM 29/12/2006 n37/E).
La non imponibilità IVA riconosciuta alla fattura emessa con Art. 8-bis, a favore delle cessioni di navi e aeromobili effettuate nello stato, ha carattere autonomo e non generale, perciò la fattura deve essere assoggettata alla marca da bollo, fatta eccezione alla fattura emessa per l’imbarco di provviste e dotazioni di bordo in quanto inerenti alle esportazioni di merci.
La fattura emessa per servizi internazionali godono delle esenzione assoluta purchè tali servizi siano diretti alla esportazione di merci con esclusione ai servizi relativi a beni intransito doganale, trasporti di persone, ecc. (RM 6/6/1978, n. 290586).

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Regole sull'agevolazione dei beni strumentali

Le modalità per fruire della Nuova Sabatini sono state definite dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) con la circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017 e con quella del 24 febbraio 2017. In generale, l’intervento agevolativo è così articolato:

La PMI presenta alla banca/intermediario finanziario la domanda di agevolazione e la correlata richiesta di finanziamento per l’acquisizione di investimenti.
La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande di finanziamento pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo.
La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista resa disponibile da CDP, ovvero mediante diversa provvista. La concessione del finanziamento può essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia, nella misura massima dell’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.
La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, adotta la relativa delibera e la trasmette al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.
Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario. Il contributo concesso dal Ministero alla PMI, a fronte del finanziamento, è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento quinquennale convenzionale con rate semestrali posticipate, al tasso del 2,75 % annuo per gli investimenti ordinari e del 3,575% annuo per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione ovvero, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo.
La PMI, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la richiesta di erogazione della prima quota di contributo e le trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta

La circolare ricorda che possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che alla data di presentazione della domanda:
  • sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese, ovvero nel Registro delle imprese di pesca;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare “imprese in difficoltà” così come individuate, per i settori agricolo, forestale e zone rurali, al punto 14 dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 702/2014, per il settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, al punto 5 dell’art. 3 del regolamento (UE) n. 1388/2014 e per i settori non ricompresi nei precedenti, al punto 18 dell’art. 2 del regolamento GBER.

Possono, inoltre, presentare domanda di agevolazione le imprese estere, con sede in uno Stato membro e che alla data di presentazione della domanda non hanno una sede operativa in Italia. In tal caso, le imprese proponenti, pena la revoca delle agevolazioni concesse, devono provvedere all’apertura della predetta sede operativa entro il termine massimo consentito per l’ultimazione dell’investimento ed attestarne l’avvenuta attivazione, nonché la conseguente iscrizione al Registro delle imprese di riferimento, in sede di trasmissione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

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Detrazione spese veterinarie redditi 2017

Dal 1 gennaio 2016  la platea dei soggetti interessati all’obbligo della trasmissione telematica dei dati è estesa anche alle strutture autorizzate alla vendita al dettaglio dei medicinali veterinari che, come previsto dalla legge di Stabilità 2016, sono tenute a comunicare al Sistema tessera sanitaria (Sts) le spese, in questo caso quelle veterinarie, sostenute dai cittadini, ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.
Sul tema, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una risoluzione, la n. 24/E specificando che non è necessario conservare la prescrizione medica ai fini della detrazione, essendo sufficiente lo scontrino “parlante”. Si tratta quindi di un ulteriore chiarimento sulla via della semplificazione e dello snellimento degli adempimenti a carico dei contribuenti, grazie all’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata.
In pratica è possibile detrarre dall’Irpef il 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno, fino ad un importo massimo di 387,34 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro . Il limite di detraibilità è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.
La possibilità di portare in detrazione tali esborsi è limitata alle sole spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva, mentre non sono detraibili le spese per la cura di animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali o agricole, né in relazione ad animali utilizzati per attività illecite.
La risoluzione conclude facendo chiarezza sulle singole voci di spesa che comunque non possono usufruire della detrazione del 19%. In particolare, ne sono escluse le spese per mangimi speciali e per antiparassitari perché tali prodotti non sono classificati come farmaci veterinari da parte del Ministero della Salute.

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venerdì 24 febbraio 2017

Rottamazione cartelle esattoriali 2017

Entro il 28 febbraio 2017 Equitalia dovrà comunicare per posta ordinaria i carichi definibili non ancora manifestati al debitore.
In genere i tempi con cui il debitore viene a conoscenza del carico sono piuttosto lunghi:
  • per l'iscrizione a ruolo, Equitalia ha undici mesi di tempo per notificare la cartella di pagamento al contribuente senza perdere il diritto al discarico per inesigibilità;
  • per gli accertamenti esecutivi, l’agente della riscossione deve darne con raccomandata semplice o per posta elettronica senza un termine per la spedizione di questa raccomandata né l’omissione della stessa inficia la validità della procedura accertativa. 
Da qui l’esigenza a norma dell’articolo 6, comma 3-ter, del Decreto fiscale 193/2016 dell’invio entro fine mese della comunicazione di Equitalia che informa il debitore dell’esistenza di partite potenzialmente definibili non ancora ufficializzate.

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Bilancio 2016: nuove regole

Con il bilancio 2016 debuttano le nuove regole introdotte dal D.Lgs. 139/2015 che avranno impatto sia sui dati di chiusura che su quelli comparativi dell’esercizio precedente.
L'elaborazione del bilancio si svilupperà nei seguenti passaggi:
  • applicazione dei nuovi schemi di bilancio e dei principi di valutazione. Si dovranno distinguere schemi e principi che hanno un’applicazione retroattiva obbligatoria da quelli per i quali, invece, è prevista l’opzione di applicazione prospettica (ammortamento avviamento e costo ammortizzato). I nuovi schemi e principi troveranno applicazione a seconda del tipo di bilancio: ordinario, abbreviato per le piccole società e semplificato per le micro imprese ex 2435-ter.
  • riclassificazione delle voci del bilancio dell’esercizio 2015 nel nuovo schema di stato patrimoniale e di conto economico;
  • elaborazione del rendiconto finanziario in forma comparativa che risulta obbligatorio esclusivamente per le imprese che adottano lo schema di bilancio ordinario.
Il principio di comparazione è uno dei principi di redazione del bilancio più importanti disciplinato dal comma 5 dell’art. 2423-ter c.c. dove si prevede:
  • per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto economico l’indicazione dell’importo della voce corrispondente dell’esercizio precedente;
  • nel caso in cui le voci non siano comparabili, quelle relative all’esercizio precedente devono essere adattate;
  • la non comparabilità e l’adattamento o l’impossibilità di questo devono essere segnalati e commentati nella nota integrativa.
In questa fase di transizione i principi contabili svolgono una funzione adeguatrice e interpretativa della norma e il principio OIC 29 prevede che:
  • gli effetti dei cambiamenti di principi contabili sono determinati retroattivamente;
  • ne deriva che il cambiamento di un principio contabile e i relativi effetti sono contabilizzati sul saldo d’apertura del patrimonio netto dell’esercizio in corso;
  • solitamente la rettifica viene rilevata negli utili (perdite) portati a nuovo. Tuttavia, la rettifica può essere apportata utilizzando un’altra componente del patrimonio netto se più appropriata;
  • l’applicazione retroattiva di un nuovo principio contabile comporta, ai soli fini comparativi, la rideterminazione degli effetti che si sarebbero avuti nel bilancio comparativo come se da sempre fosse stato applicato il nuovo principio contabile.
Da un punto di vista operativo la società deve rettificare il saldo d’apertura del patrimonio netto dell’esercizio e i dati comparativi dell’esercizio precedente come se le nuove regole fossero da sempre in vigore. Ciò determina, in sede di redazione del bilancio dell’esercizio 2016, proprio per poter rispettare il principio di comparazione, la necessità di intervenire con una serie di operazioni contabili in quanto il bilancio 2015 potrebbe esporre alcuni elementi che non saranno previsti nel bilancio 2016 oppure sono di nuova istituzione, come, ad esempio:
  • i costi di ricerca e pubblicità;
  • la voce azioni proprie e la voce riserva negativa per acquisto azioni proprie;
  • i derivati;
  • i rapporti con le società consorelle;
  • i conti d’ordine in calce allo stato patrimoniale;
  • l’area straordinaria del conto economico.
Per gestire al meglio la transizione alle nuove norme, il redattore del bilancio dovrà innanzitutto effettuare un’attenta analisi volta ad individuare le voci oggetto di rettifica o di riclassifica. Durante tale attività, che è consigliabile anticipare rispetto alle normali tempistiche di formazione del bilancio, particolare attenzione dovrà essere posta ai nuovi principi di valutazione che hanno un’applicazione retroattiva obbligatoria (distinguendoli da quelli per i quali le norme transitorie del citato decreto prevedono l’opzione di applicazione prospettica), con conseguenti effetti sui dati comparativi 2015.
Lo scopo del principio di comparabilità dei bilanci d’esercizio è quello di rendere agevole la comparazione temporale dei bilanci mettendo a confronto schemi, principi di redazione e criteri di valutazione omogenei tra loro. Qualora, dopo aver fatto ogni ragionevole sforzo, la rideterminazione risulti non fattibile o eccessivamente onerosa, l’informazione comparativa non è dovuta.
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Spesometro 2017 e liquidazioni Iva

Una tabella di marcia serrata di scadenze impegnative quella del 2017 che riguarda la comunicazione dell'elenco dei clienti e fornitori 2016 e 2017 a cui si aggiunge la comunicazione trimestrale delle liquidazioni Iva.
Ricordiamo che lo spesometro annuale per il 2016 andrà presentato entro il 10 aprile 2017 dai contribuenti Iva mensili e entro il 20 aprile 2017 per quelli trimestrali.
Dal 2018 lo spesometro non sarà più annuale ma sara' trimestrale;
Solo per il 2017 e' previsto l'invio semestrale che dopo la pubblicazione del decreto Milleproroghe avrà le seguente scadenze:
  • 1° semestre 2017 entro il 18 settembre 2017 (invece del 25 luglio)
  • 2° semestre 2017 entro il 28 febbraio 2018 (invece dei due invii trimestrali)
Nessuna novità per le liquidazioni Iva che dovranno essere trasmesse trimestralmente in via telematica, anche per chi e' a credito. Sono esonerati da questo adempimento i soggetti passivi Iva non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche.

Ecco di seguito il nuovo scadenziario:

Termine
Adempimento
28 febbraio 2017
Dichiarazione annuale IVA relativa al 2016
10 aprile o 20 aprile 2017
Spesometro relativo al 2016
31 maggio 2017
Comunicazione liquidazioni Iva I trimestre 2017
18 settembre 2017
1° Spesometro 2017: comunicazione fatture emesse e ricevute I semestre 2017
18 settembre 2017
Comunicazione liquidazioni Iva II trimestre 2017
30 novembre 2017
Comunicazione liquidazioni III trimestre 2017
28 febbraio 2018
Comunicazione liquidazioni IV trimestre 2017
Spesometro 2017: Comunicazione fatture emesse e ricevute 2 semestre 2017
30 aprile 2018
Dichiarazione annuale IVA relativa al 2017


Fonte

Approvato il Decreto Milleproroghe

Il Decreto Milleproroghe è stato approvato definitivamente.
Ecco le principali novità:
  • per il 2017 le comunicazioni dei dati delle fatture possono essere effettuate, per il primo semestre, entro il 16 settembre 2017 e, per il secondo semestre, entro il mese di febbraio 2018.
  • Viene ripristinato fino al 31 dicembre 2017 l’obbligo di comunicazione dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell’Unione europea (Intra-2). 
  • Posticipato al 1° novembre 2017 l’avvio dell’applicazione sperimentale della lotteria nazionale legata agli scontrini relativi agli acquisti di beni o servizi, effettuati da persone fisiche residenti, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito.
  • Dal 1° gennaio 2018 la presentazione degli elenchi riepilogativi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è effettuata anche per finalità statistiche e gli obblighi di presentazione non riguardano più anche gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi 
  • Comunicazione beni ai soci abrogata
  • Abrogata la norma che subordina la facoltà del proprietario di usufruire dell’ulteriore riduzione del 30% del reddito imponibile, derivante dai contratti di locazione stipulati (o rinnovati) a canone concordato, all’indicazione nella dichiarazione dei redditi degli estremi di registrazione del contratto di locazione, nonché di quelli della denuncia dell’immobile ai fini Ici e Imu
  • Prorogato al 30 aprile 2017 il termine entro cui i lavoratori dipendenti trasferiti in Italia possono esercitare l’opzione per il regime fiscale di favore loro applicabile, scegliendo tra quello disciplinato dalla legge 238/2010 e quello previsto dall’articolo 16 del Dlgs 147/2015. 
  • Proroga al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento, del termine previsto per l’invio al Sistema tessera sanitaria, da parte dei veterinari iscritti agli Albi professionali, dei dati relativi alle spese veterinarie sostenute da persone fisiche
  • Proroga fino al 31 dicembre 2017 della detrazione ai fini Irpef del 50% dell’Iva pagata per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici
  • Estesa al 31 dicembre 2017 la possibilità di non computare, ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente, i sussidi occasionali, le erogazioni liberali o i benefici di qualsiasi genere, concessi da parte sia dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 sia da parte dei datori di lavoro privati operanti negli stessi territori, a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni.
  • Proroga al 31 dicembre 2017 l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per le istanze presentate alla pubblica amministrazione in relazione agli eventi sismicidalle persone fisiche, residenti o domiciliate, e dalle persone giuridiche, che hanno la sede legale od operativa, nei comuni colpiti dal terremoto del 2016. 
  • proroga al 31 dicembre 2017 del termine fino al quale i fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, sono esenti dall'applicazione dell'Imu. 

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giovedì 23 febbraio 2017

Milleproroghe: le novità

Il decreto Milleproroghe è legge. Diventano, dunque, definitive le novità inserite nel testo originario del decreto, tra cui il raccordo tra le nuove norme sul bilancio e le disposizioni fiscali, l’eliminazione di alcuni adempimenti fiscali e lo slittamento di altri, oltre ad alcune importanti proroghe in materia di lavoro, previdenza, che impattano sugli adempimenti di professionisti ed aziende.
Ecco 
alcune delle novità introdotte dal decreto Milleproroghe (D.L. n. 244/2016) che diventano ufficiali dopo che la Camera dei Deputati ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge: 
  • scompare, a decorrere dal 2017, la comunicazione dei beni concessi in uso ai soci;
  • gli spesometri diventano, sempre nel 2017, semestrali;
  • il TUIR viene raccordato con le nuove norme sui bilanci;
  • torna, anche se con alcune modifiche, il modello INTRASTAT. 

Ma le novità non si fermano solo sul fisco: vengono previste anche altre proroghe che abbracciano sia il lavoro che la pubblica amministrazione che, in generale, il mondo delle imprese.
Tra le novità più importanti si segnalano le seguenti:
  • - riapre al 30 aprile 2017 il termine per l’esercizio della scelta sul regime fiscale di favore applicabile ai lavoratori che rientrano in Italia (art. 6, D.Lgs. n. 147/2015);
  • - si dispone una proroga dei termini vigenti (dal 31 gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo al sostenimento di spese veterinarie) per l'invio al Sistema tessera sanitaria (STS), da parte dei veterinari iscritti agli Albi professionali, dei dati relativi alle predette spese - in relazione ad animali da compagnia e destinati alla pratica sportiva - sostenute da persone fisiche a partire dal 1° gennaio 2016;
  • - si estende all’anno 2017 la detrazione dell’IVA pagata per l’acquisto di immobili a destinazione residenziale di classe energetica A o B da parte delle imprese costruttrici;
  • - si proroga al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale continuano ad applicarsi alla produzione combinata di energia elettrica e calore gli specifici coefficienti necessari a individuare i quantitativi di combustibile che, impiegati nei predetti impianti, possano ritenersi utilizzati per la produzione di energia elettrica e che sono dunque soggetti ad accisa agevolata;
  • - si posticipa dal 3 dicembre 2016 al 1° ottobre 2017 (in luogo del termine del 1° luglio 2017, originariamente previsto dal D.L.) l’applicazione delle norme che:
  • a) dispongono l’effettuazione del pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali sul conto corrente di tesoreria dei medesimi enti locali, mediante F24, ovvero attraverso strumenti di pagamento elettronici che gli enti impositori rendano disponibili, ferme restando le modalità di versamento previste per l'IMU e la TASI;
  • b) prevedono, per le entrate diverse da quelle tributarie, che il versamento sia effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti di pagamento elettronici; per tali entrate non è possibile l’utilizzo dell’F24. Inoltre, si dispone che dal 1° ottobre 2017 il versamento di tutte le entrate riscosse dal gestore del servizio consenta l’acquisizione da parte degli enti locali degli importi riscossi nel medesimo giorno del pagamento. Si precisa, infine, che le norme in commento non si applicano ai versamenti effettuati al nuovo ente incaricato della riscossione nazionale, ovvero l'Agenzia delle entrate-Riscossione, operativa dal 1° luglio 2017;
  • si consente agli enti locali, in deroga al blocco degli aumenti di tributi e addizionali previsto dalla legge di Stabilità 2016, di disporre gli aumenti connessi al contributo di sbarco a decorrere dal 2017;
  • - si ripristinano fino al 31 dicembre 2017 gli obblighi di comunicazione dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni ed alle prestazioni di servizio ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell'Unione europea, previsti dall'art. 50, comma 6, D.L. n. 331/1993, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016);
  • - viene sostituita la normativa concernente gli obblighi di comunicazione relativi ad operazioni intracomunitarie, nel senso di snellire gli adempimenti e limitare detti obblighi agli acquisti intracomunitari e se ne regola l’applicazione nel tempo (gli effetti decorrono dal 1° gennaio 2018);
  • - viene abrogata la disciplina delle comunicazioni al fisco e dei controlli dell’Agenzia delle entrate, relative alla concessione di beni d’impresa in godimento ai soci (art. 2, commi 36-sexiesdecies e 36-septiesdecies D.L. n. 138/2011);
  • - si abroga, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, l'articolo 8, comma 2, della legge n. 431/1998; tale norma subordina la facoltà di usufruire dell'abbattimento al 30% dell’imponibile derivante da contratti di affitto a canone concordato all'indicazione nella dichiarazione dei redditi, da parte del locatore, degli estremi di registrazione del contratto di locazione, nonché quelli della denuncia dell'immobile ai fini dell'applicazione dell'ICI;
  • - si estendono le modalità di determinazione del reddito previste per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali IAS/IFRS anche alle imprese che redigono il bilancio sulla base dei nuovi principi contabili nazionali redatti dall’Organismo italiano di contabilità (OIC), ad eccezione delle micro-imprese, modificando l’articolo 83 del TUIR. Si consente a tali soggetti il pieno riconoscimento della rappresentazione di bilancio fondata sul principio della prevalenza della sostanza sulla forma mediante la disattivazione delle regole di competenza fiscale; sono inoltre apportate alcune modifiche di coordinamento al TUIR;
  • - coerentemente con le modifiche di cui al punto precedente, viene prorogato di 15 giorni il termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni IRAP in favore delle imprese interessate dalle novità contabili in commento, con riferimento al periodo di imposta nel quale vanno dichiarati i componenti reddituali e patrimoniali rilevati in bilancio, a decorrere dall'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015;
  • - si estende fino al 31 dicembre 2017 l’esclusione dalla base imponibile IRPEF dei sussidi occasionali, delle erogazioni liberali o dei benefici di qualsiasi genere, concessi sia da parte dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 (elencati negli allegati del D.L. n. 189/ 2016), sia da parte dei datori di lavoro privati operanti nei predetti territori a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni;
  • - i fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012 (terremoti che colpirono l'Emilia-Romagna e altre regioni), distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente sono esenti da IMU, fino alla loro definitiva ricostruzione e agibilità o comunque entro il 31 dicembre 2017;
  • - vengono estese dal 2015 al 2019 alcune agevolazioni fiscali per le zone franche urbane Emilia;
  • - per il primo anno di applicazione la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute (nuovo spesometro) è effettuata su base semestrale. Il temine per la comunicazione analitica dei dati delle fatture relative al primo semestre è prorogato dal 25 luglio al 16 settembre 2017. Per la comunicazione relativa al secondo semestre si prevede il termine del mese di febbraio 2018. Per quanto riguarda l’adempimento relativo alla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (ai sensi dell’art. 21-bis del D.L. n. 78/2010) rimangono ferme le scadenze trimestrali, previste dalla norma vigente;
  • - slitta dal 1° marzo 2017 al 1° novembre 2017 l’avvio dell’applicazione sperimentale della lotteria nazionale legata agli scontrini limitatamente agli acquisti di beni o servizi, fuori dall'esercizio di attività d'impresa, arte o professione, effettuati da persone fisiche residenti in Italia mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito.

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Dichiarazione IVA 2017

Il 28 febbraio 2017 scade il termine per la presentazione della dichiarazione annuale IVA per il periodo d’imposta 2016. Il modello contiene molte novità in quanto recepisce le norme sui nuovi termini per la presentazione delle dichiarazioni integrative di precedenti dichiarazioni, l'estensione del reverse charge al settore informatico e le modifiche in materia di liquidazione IVA di gruppo.
Le prime novità riguardano il termine di presentazione, 28 febbraio, e le modalità di presentazione, separata rispetto alla dichiarazione dei redditi, della dichiarazione IVA 2017 anno di imposta 2016.
Evidenziamo le novità per i singoli quadri del modello di dichiarazione, in particolare in merito al quadro VN che è riservato ai soggetti IVA che nel corso del 2016 hanno usufruito della possibilità di presentare una dichiarazione integrativa di una precedente dichiarazione al fine di rettificare le omissioni e gli errori che hanno comportato l’indicazione di un maggior debito o di un minor credito IVA. Nel quadro in parola deve, in particolare, essere indicato l’anno cui si riferisce la dichiarazione integrativa (c.d. dichiarazione integrativa a favore) presentata nel 2016 e l’importo del credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile indicata in tale dichiarazione.
Altre novità sono contenute nei quadri VE e VJ dove è stata recepita l'estensione del reverse charge alla cessione di prodotti elettronici.
Infine nel modello IVA/2017 è stato inserito il nuovo quadro VG, che deve essere compilato dalle società controllanti che intendono avvalersi, nel corso del 2017, del particolare sistema di liquidazione dell’IVA riservato alle società che fanno parte di un gruppo. 

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Dichiarazione di intento dal 1° marzo 2017

Cambiano le Dichiarazioni d’intento degli esportatori abituali.
Rispetto al passato, il nuovo modello esclude la possibilità  di indicare un utilizzo del plafond in relazione ad un periodo prefissato, essendo stati soppressi i campi 3 e 4 del frontespizio e dovendosi sempre fornire l’indicazione dell’importo che si intende utilizzare.
In sostanza gli esportatori abituali dovranno indicare, per ciascun fornitore, l’importo fino a concorrenza del quale il fornitore potrà emettere, per l’anno solare di riferimento, fatture senza applicazione dell’IVA.
Secondo l‘Agenzia ciò consentirà un più puntuale monitoraggio, potendo riscontrare in tempo reale l’importo del plafond indicato in tutte le lettere d’intento trasmesse rispetto a quello risultante dalla Dichiarazione Iva.

Ecco quanto disposto dalla nuova normativa:
  • – il nuovo modello può essere utilizzato solo per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017, pertanto per le operazioni da effettuare sino al 28 febbraio 2017 deve essere utilizzato il vecchio modello;
  • – nel caso in cui venga presentata una dichiarazione d’intento con il vecchio modello nel quale siano stati compilati i campi 3 e 4 “operazioni comprese nel periodo da … a …” (es. dall’1/1/2017 al 31/12/2017), la dichiarazione non ha validità per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017. Per tali operazioni deve essere quindi presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello;
  • – nel caso in cui venga presentata una dichiarazione d’intento con il vecchio modello nel quale sia stato compilato il campo 1 “una sola operazione per un importo fino ad euro” o il campo 2 “operazioni fino a concorrenza di euro”, la dichiarazione ha validità, fino a concorrenza dell’importo indicato, rispettivamente per la sola operazione o per le più operazioni di acquisto effettuate anche dopo il 1° marzo 2017. In tali casi, quindi, non deve essere presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello;
  • – l’importo da indicare nel campo 2 della sezione “dichiarazione” deve rappresentare l’ammontare fino a concorrenza del quale si intende utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva nei confronti dell’operatore economico al quale è presentata la dichiarazione.
Particolare attenzione deve essere riservata alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione, che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione d’intento. Qualora l’esportatore abituale, nel medesimo periodo di riferimento, voglia acquistare senza Iva per un importo superiore a quello inserito nella dichiarazione d’intento presentata, deve produrne una nuova, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva.

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martedì 21 febbraio 2017

INTRA-2: invio del modello entro il 27 febbraio 2017










Entro il prossimo 25 febbraio 2017 deve essere trasmesso il modello per gli acquisti intracomunitari di beni del mese di gennaio 2017 da parte di tutti i soggetti passivi:
  • tenuti nel 2016 alla presentazione mensile dell’INTRA-2,
  • che rientrano in tale periodicità nel 2017 per aver superato la soglia di 50.000 euro nell’ultimo trimestre 2016 o nel gennaio 2017.
Il termine passa dal 25 febbraio al 27 dato che il 25 è sabato.Recentemente i modelli INTRA-2 sono stati prima aboliti poi reintrodotti. In particolare, il D.L. 193/2016 aveva previsto la soppressione di tale adempimento dal 1° gennaio 2017 in quanto non sarebbe stato più necessario presentare gli INTRASTAT per gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti Ue.
Giovedì scorso è stato approvato in senato il cd. Decreto milleproroghe 2017, DDL di conversione del D.L. 244/2016, che ha recepito il maxiemendamento presentato dal Governo che prevede che la soppressione degli INTRA sia rimandata di un anno. 


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lunedì 20 febbraio 2017

Attenzione alle e-mail truffa su avvisi di pagamento di Equitalia

Continuano ad arrivare segnalazioni di e-mail truffa contenenti presunti avvisi di pagamento di Equitalia e che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni.
Equitalia è assolutamente estranea all’invio di questi messaggi e raccomanda nuovamente di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato. Equitalia ha avuto conferma dal Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), l’unità specializzata della Polizia Postale e dal CERT-PA (Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione), che in questi giorni è in atto una nuova campagna di phishing, cioè di tentativi di truffa informatica architettati per entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate e raccomanda nuovamente di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato.
Di seguito, a titolo esemplificativo, sono riportati alcuni dei domini utilizzati per l’invio delle false e-mail di cui Equitalia ha avuto conoscenza sulla base delle segnalazioni, anche informali, dei destinatari delle medesime:
  • assistenza@creval.it, 
  • assistenza@protocol.it, 
  • autorizzata@postcert.it, avviso@eq.it, 
  • avviso@equ.it, 
  • avviso@equitalia.it, 
  • b4g112693.329597469@gruppoequitalia.it,
  • b4g116353.654618283@gruppoequitalia.it, 
  • b4g232024.871969135@gruppoequitalia.it, 
  • b4g340831.290834225@gruppoequitalia.it, 
  • b4g37105.7327400958@gruppoequitalia.it, 
  • b4g484809.283418861@gruppoequitalia.it, 
  • b4g589127.28767122@gruppoequitalia.it, 
  • b4g829188.595601231@gruppoequitalia.it, 
  • b4g829823.325938126@gruppoequitalia.it, 
  • b4g959117.53274326@gruppoequitalia.it, 
  • cifre@equitliaroma.it, 
  • eqeuitalia@sanzioni.it, 
  • equitalia@avvia.it, 
  • equitalia@sanzioni.it, 
  • eqeuitalia@sanzioni.it, 
  • equitaliat@raccomandata.it, 
  • esecuzionipressoterzi.pugla@pec.equitaliasud.it, 
  • fatture@gruppoequitalia.it, 
  • fatture-equitalia@fatture-gruppoequitalia.it, 
  • info@unipol.it, 
  • info@venetobanca.it, 
  • info_9@intesasanpaolo.it, 
  • info14@bcpp.it, 
  • info17@bcpp.it, info19@cse.it, 
  • info6@bcpp.it, 
  • info28@bper.it, 
  • info55@bper.it, 
  • info76842@bcca.it, 
  • multe@equitalia.online, 
  • noreplay@bancoposta.it, 
  • noreply@certificazione.it, 
  • noreply@equitalia.it, 
  • noreply@legge.it,
  • noreply@pec.it, 
  • noreply@postecert.it, 
  • noreply@protocol.it, 
  • noreply-equit@eq.it, 
  • pagamenti@equitalia.it, 
  • pagamento@equitalia.it, 
  • pagamento@gruppoequitalia.it, 
  • pagammento@equitalia.it, 
  • reply-equi@riscossioni1.it, 
  • servizio@equitalia.it, 
  • servizio@unicredit.it, 
  • servizio_clienti@poste.it, 
  • support@update.it, 
  • veneziagiulia@pec.equitalia.it, 
  • zaeaisrl@pec.it, zuhadsrl@pec.it, 
  • web_1@postepay.it

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Dichiarazaione dei redditi 2017: ecco le novità.

Le principali novità contenute nel modello 730/2017 sono le seguenti:
  • Da quest’anno ai dipendenti del settore privato a cui sono stati corrisposti premi di risultato d’importo non superiore a 2.000 euro lordi o nel limite di 2.500 euro lordi se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, è riconosciuta una tassazione agevolata. Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione altrimenti si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite (quadro C - rigo C4);
  • Per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70% del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese;
  • A decorrere dal periodo d'imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19%;
  • A decorrere dall’anno d’imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20% delle erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficienza;
  • Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo;
  • E' riconosciuto un credito d’imposta per le spese sostenute nel 2016 per la videosorveglianza dirette alla prevenzione di attività criminali;
  • Alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50% delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale;
  • E' riconosciuta la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale, ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto avevano un reddito non superiore a 55.000 euro;
  • A chi nel 2016 ha acquistato un’abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50% dell’IVA pagata nel 2016;
  • E' riconosciuta la detrazione del 65% delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative;
  • A decorrere dal periodo d’imposta 2016 è possibile destinare l’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche anche all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG);
  • Da quest’anno è possibile indicare l’importo del maggior credito o del minor debito, non già chiesto a rimborso, risultante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta successivo.
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Comunicazione dei beni ai soci: abolita dal Milleproroghe

La comunicazione dei beni concessi in uso ai soci viene abrogata a decorrere dal 2017, questo quanto previsto dal maxi emendamento al decreto Milleproroghe approvato il 16 febbraio 2017 dal Senato.
La disposizione contenuta nel maxi emendamento non abroga la norma contenuta nell’articolo 67, lettera h-ter), del Tuir, la quale prevede che costituisce reddito diverso la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore, ma prevede l’abolizione del solo obbligo formale, ovvero all’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, i commi 36-sexiesdecies e 36-septiesdecies sono abrogati.
In un’ottica di antievasione, i suddetti commi abrogati prevedevano l’obbligo di comunicare con invio telematico all’Agenzia delle Entrate, i dati anagrafici dei soci o dei familiari che avevano ricevuto in godimento i beni dell’impresa per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento.
Allo stesso tempo viene eliminata anche la norma che affidava all'Agenzia delle Entrate il compito di controllare sistematicamente la posizione delle persone fisiche che avevano utilizzato i beni concessi in godimento, tenendo conto, ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, dei finanziamenti e delle capitalizzazioni a favore della società.
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Iperammortamento

La Legge di Bilancio 2017 (Legge n. 232/2016) ai commi dal 9 a 13 introduce un nuovo incentivo fiscale per le imprese, l' iperammortamento. Si tratta di una maggiorazione ai fini fiscali del 150% dei costi; per investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti alla trasformazione in chiave industria 4.0, acquistati o in leasing, e consentendo così una supervalutazione del 250% degli del costo ammortizzabile.
L’ambito applicativo del beneficio in commento riguarda quei beni individuati nell’allegato A della stessa manovra di Bilancio. Si rivolge a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, esclusi i professionisti, e il diritto matura a condizione che l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018.
E’ altresì cumulabile con altre agevolazioni quali:
  • la Nuova Sabatini; il credito d’imposta per attività di R & S; 
  • patent box; incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE); incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative; 
  • fondo centrale di garanzia.
Con la stessa Legge di Bilancio 2017, è stato previsto, nei confronti dei soggetti che beneficiano dell’iperammortamento di cui sopra e che investono in beni immateriali strumentali nuovi, la possibilità di procedere a un ammortamento fiscale di questi beni applicando la maggiorazione del 40% (superammortamento). Anche in tal caso deve essere rispettato lo stesso requisito temporale visto per l’iperammortamento.
Per gli investimenti in iperammortamento la normativa prevede che l'impresa acquisisca una dichiarazione del legale rappresentante (resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445). Se trattasi di acquisti di costo unitario superiori a 500.000 euro, sarà, invece, necessaria una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato.
A tal proposito l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la predetta perizia deve essere fatta per singolo bene acquisito il cui costo unitario sia superiore alla soglia di 500.000 e non, invece, nel complesso per tutti i beni strumentali acquistati nello stesso esercizio.
La dichiarazione del rappresentante legale o la perizia servono ad attestare che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui agli allegati A o B della manovra ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
E' stato inoltre precisato che, affinché un bene possa essere definito “interconnesso” ai fini dell'ottenimento del beneficio dell’iperammortamento, è necessario e sufficiente che:
  • scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

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Leasing abitazione principale

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto, per le persone fisiche, la possibilità di acquisire l’immobile da adibire a propria abitazione principale ricorrendo al contratto di leasing, prevedendo una serie di disposizione che disciplinano il rapporto tra le parti del contratto; dal punto di vista fiscale, il legislatore ammette la detraibilità nella misura del 19% dei costi relativi al contratto di locazione finanziaria e del costo d’acquisto sostenuto per l’eventuale esercizio dell’opzione del riscatto finale dell’immobile.
L’agevolazione fiscale si sostanzia nella possibilità di portare in detrazione nella misura del 19%, nella dichiarazione dei redditi, i canoni e i relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000 euro e, del costo di acquisto dell’immobile all’eventuale esercizio dell’opzione finale, fino a un importo massimo di 20.000 euro.
I limiti di cui sopra trovano applicazione in riferimento ai contribuenti con età inferiore a 35 anni, con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria e che non siano titolari di altri diritti di proprietà su altri immobili a destinazione abitativa.
Per i soggetti di età pari o superiore a 35 anni, nel rispetto dei limiti reddituali di cui sopra, la detraibilità è dimezzata, e di conseguenza i limiti saranno individuabili per la parte corrispondente alla metà di quanto sopra indicato, ossia 4.000 euro per i canoni di locazione e 10.000 per il costo di acquisto.
Le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate - Le precisazioni hanno riguardato:
  • il momento di verifica dell’età e del reddito del contribuente ai fini dell’accesso alla detrazione nella misura massima prevista;
  • le spese accessorie che possono essere annoverate tra gli oneri che danno diritto alla detrazione
La detrazione dall’imposta lorda dei corrispettivi periodici (canoni di leasing) e del prezzo finale di acquisto è concessa ai contribuenti che possiedono “un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro”. Tale condizione non è richiesta per l’intera durata del contratto di locazione finanziaria e, pertanto, l’agevolazione, come risulta dalla relazione tecnica, può essere fruita anche se nel corso di vigenza del contratto il conduttore risulti titolare di un maggior reddito. Anche il requisito anagrafico, cosi come quello reddituale, rileva solo al momento della stipula del contratto.

La detrazione del 19%, di cui all’articolo 15, comma 1, lettere isexies.1) e i.sexies.2), del TUIR, è riconosciuta sui “canoni e i relativi oneri accessori” pattuiti nel contratto di leasing abitativo ed è subordinata all’effettivo pagamento degli stessi da parte dell’utilizzatore, attestato dall’ente concedente. Con riferimento agli oneri accessori, analogamente a quanto previsto in caso di mutuo ipotecario:
  • non sono detraibili gli oneri sostenuti per l’eventuale stipula di contratti di assicurazione sugli immobili;
  • non sono riconosciuti gli eventuali costi di intermediazione sostenuti dalla parte concedente il finanziamento per l’individuazione ed il reperimento dell’immobile richiesto dalla parte conduttrice, ribaltati sulla stessa.
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venerdì 17 febbraio 2017

Proroghe 2017




Approvato l'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del Ddl n. 2630 di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini.



Di seguito le principali novità a carattere fiscale:
  • spesometro semestrale con invio delle fatture emesse e ricevute (le nuove date sono 18 settembre 2017 e febbraio 2018);
  • abrogata la comunicazione di beni ai soci;
  • stop all’indicazione dei canoni di affitto a canone concordato in dichiarazione dei redditi;
  • reintroduzione delle comunicazioni Intrastat almeno per l’anno in corso;
  • proroga al 31 dicembre 2017 della detrazione Iva al 50% per l'acquisto di case in classe energetica A e B cedute dalle imprese costruttrici. 
Per quanto riguarda la sperimentazione della lotteria dello scontrino, inizialmente prevista a partire dal 1° marzo 2017, limitatamente ai pagamenti di beni e servizi effettuati con carta di debito e di credito è stata fatta slittare al 1° novembre prossimo.
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Certificazione Unica 2017


Con provvedimento del 16 gennaio 2017 dell’Agenzia delle Entrate è stato approvato il modello CU 2017 da utilizzare per certificare la corresponsione nel corso dell’anno 2016 di:

• redditi da lavoro dipendente, equiparati e assimilati (borse di studio, collaborazioni coordinate e continuative, compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione delle società);
• redditi di lavoro autonomo, dei professionisti, redditi diversi, provvigioni che non possono più essere certificati in “forma libera”.

Attraverso la certificazione unica il sostituto d’imposta invia all’Agenzia delle Entrate, oltre ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, anche i redditi di lavoro autonomo e dei professionisti necessari per il modello 730 precompilato.
Ne consegue che, se un contribuente ha percepito, nel corso dell’anno, più redditi, ad esempio, di lavoro dipendente e per prestazioni occasionali o collaborazioni, riceverà al proprio domicilio, via internet, un modello 730 che comprenderà tutti i redditi percepiti, il totale delle ritenute fiscali subite e delle detrazioni applicate.
Qualora il modello 730 ricevuto dall’Agenzia delle Entrate risultasse incompleto, potrà essere corretto o integrato dal contribuente.
La certificazione unica è suddivisa in due modelli:

• Modello CU sintetico: da consegnare ai dipendenti, equiparati e assimilati, nonché ai lavoratori autonomi entro il 31 marzo 2017.
Detta certificazione deve essere compilata per ogni percettore di redditi soggetti a ritenuta a titolo di imposta o di acconto. Inoltre sono tenuti coloro i quali nell’anno 2016 hanno l’obbligo di certificare ai lavoratori i contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS e/o i premi assicurativi dovuti all’INAIL.

• Modello CU ordinario
: da trasmettere all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo 2017.
Detta certificazione prevede una serie di informazioni aggiuntive rispetto a quelle riportate nel modello CU sintetico da consegnare ai lavoratori, informazioni utili all’Agenzia delle Entrate sia per il 730 precompilato, sia per effettuare i controlli d’ufficio e gli accertamenti in tempi più rapidi rispetto al passato.

Il modello CU ordinario si suddivide in due parti:

1° “Certificazione lavoro dipendente, assimilati ed assistenza fiscale” nella quale sono previste sezioni per:

• l’assistenza fiscale del dichiarante, l’assistenza sospesa e l’assistenza del coniuge;
• la previdenza complementare (per l’identificazione, attraverso il codice fiscale, del Fondo di previdenza al quale sono stati versati i contributi);
• compensi relativi ad anni precedenti;
• somme erogate per premi di risultato;
• i casi particolari di operazioni straordinarie;
• i casi particolari di operazioni societarie;
• i dati previdenziali ed assistenziali (lavoratori subordinati e parasubordinati);
• il trattamento di fine rapporto e altre indennità soggette a tassazione separata;
.
2° “Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi” nella quale sono previste sezioni per:

• i dati fiscali e previdenziali;
• i casi particolari di operazioni societarie (per l’individuazione del sostituto d’imposta estinto e con la prosecuzione dell’attività da parte di altro soggetto);
• somme liquidate a seguito di pignoramento verso terzi;
• somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità e interessi.

Il sostituto d’imposta deve consegnare la certificazione unica 2017 al contribuente (dipendente, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, percettore di redditi di lavoro autonomo) in duplice copia con allegate le istruzioni per il contribuente.

Per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista una sanzione di 100 euro con un massimo di 50,000 euro per ogni sostituto di imposta.
La sanzione non si applica se la trasmissione è effettuata o rettificata entro i 5 giorni successivi alla scadenza, cioè entro il 12 marzo 2017, mentre se trasmessa entro 60 giorni dal termine previsto, la sanzione è ridotta a un terzo, pari a 33,33 euro per singola certificazione con un limite massimo di 20.00 euro per anno e per sostituto d’imposta.
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Trasmissione telematica fatture



Entro il 31 marzo i soggetti che vogliono procedere alla trasmissione telematica delle fatture e dei corrispettivi devono esercitare apposita opzione.

La trasmissione telematica delle fatture per opzione da al contribuente sostanziosi vantaggi quali l'esonero dalla presentazione delle:
  •  comunicazioni relative allo spesometro;
  • comunicazioni black list,
  • comunicazione acquisti effettuati da operatori di San Marino;
  • Modelli Intrastat;
  • comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing
ed inoltre prevede priorità per i rimborsi Iva entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione e
termini di accertamento ridotti di un anno solo per i soggetti che garantiscano anche la tracciabilità dei pagamenti.
I vantaggi piu’ sostanziosi sono quelli relativi alla riduzione dei termini di accertamento e, per chi interessato, alla priorità nei rimborsi Iva, perché gli altri esoneri sono la conseguenza del fatto che i dati sono già in possesso dell'Agenzia attraverso la trasmissione telematica delle fatture.
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Calendario delle scadenze

Dichiarazione IvaA partire da quest'anno  non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi ma deve essere presentata solo in forma autonoma entro il 28 febbraio.


730/2017
Il 730 è essenzialmente il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Esistono due tipologie di 730: il precompilato e l'ordinario.
Il 730 precompilato è, come suggerisce la parola, il modello già compilato dall'Agenzia delle Entrate, attraverso i dati in suo possesso. Il modello è consultabile dal 15 aprile 2017 su una sezione apposita del sito internet dell'Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediario o sostituto d'imposta. La scelta della modalità di accesso comporta vantaggi e svantaggi, in termini di costi e di successivi controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Una volta effettuato l'accesso è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure non accettarlo e scegliere il 730 ordinario.
Il modello 730 ordinario viene utilizzato quando il contribuente non può o non vuole usare il precompilato. Tale modello, a differenza del precompilato, non può essere presentato autonomamente, pertanto occorrerà rivolgersi ad un intermediario o al sostituto.
Il termine di presentazione è fissato al 7 luglio 2017. Tuttavia è possibile utilizzare il maggior termine del 24.7.2017  se si tratta di modello 730 precompilato e il contribuente lo invia autonomamente, oppure se l'invio del 730, sia precompilato sia ordinario, avviene a mezzo di un Caf o di un intermediario abilitato che, al 7.7.2017, abbia effettuato la trasmissione di almento l'80% delle dichiarazioni prese in carico.

Redditi PF/2017
I contribuenti sono obbligati a presentare il Mod. Redditi PF 2017 esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, entro il 30 settembre 2017, tranne coloro che:
  • pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il mod. 730, non possono presentare il mod. 730;
  • pur potendo presentare il mod. 730, devono dichiarare alcuni redditi o comunicare dati utilizzando i relativi quadri del modello Redditi (RM, RT, RW);
  • devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti;
 possono presentare l’Unico in forma cartacea all’ufficio postale fino al 30 giugno 2017.

Redditi SP/2017

Il Mod. Redditi 2017 SP - Società di persone ed equiparate, deve essere utilizzato per dichiarare i redditi prodotti nell’anno 2016, al fine di determinare la quota di reddito (o perdita) imputabile a ciascun socio o associato. Deve essere presentato esclusivamente con modalità telematica (direttamente o tramite intermediari abilitati) entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Quindi 02.10.2017 per il periodo d'imposta 2016 in quanto il 30.09 cade di sabato.
Non devono, invece, presentare il modello Redditi SP:
  • le aziende coniugali non gestite in forma societaria (i coniugi, in questo caso, devono presentare il modello Redditi Persone fisiche);
  • le società di persone ed equiparate non residenti nel territorio dello Stato (in questo caso va compilato il modello Unico Società di capitali, enti commerciali ed equiparati o il modello Redditi enti non commerciali ed equiparati);
  • i condomini che devono, invece, presentare la dichiarazione modello 770 semplificato se, in qualità di sostituti d’imposta, hanno effettuato ritenute.
Redditi SC/2017

Il Modello “Redditi - Società di capitali 2017”, deve essere presentato dai soggetti IRES entro l’ultimo giorno del 9° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Poiché la chiusura del periodo d’imposta avviene generalmente il 31.12, la scadenza cade il 30.09. Quest'anno, tuttavia, il 30.09 cade di sabato per cui l'adempimento slitta al 2.10.2017
Tutti i soggetti IRES presentano la dichiarazione esclusivamente per via telematica.

Modello IRAP/2017

La dichiarazione IRAP è presentata in forma autonoma:
  • per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché per le società e associazioni a esse equiparate (articolo 5 del Tuir), entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta,quest’anno entro il 02.10.2017 perché il 30.09 cade di sabato;
  • per i soggetti Ires e per le Amministrazioni pubbliche, entro il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
Ricordiamo che se il contribuente presenta la dichiarazione Redditi PF, SP, SC ed IRAP entro 90 giorni dalla scadenza del termine stabilito, la dichiarazione è considerata ancora valida ma, per il ritardo, l’Agenzia delle Entrate applicherà una sanzione da 250 a 1.000 euro, che può aumentare fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. E' possibile evitare la sanzione pagando spontaneamente, quindi ravvedendosi, entro lo stesso termine di 90 giorni, una sanzione ridotta di 25 euro. Superati i 90 giorni la dichiarazione si considererà omessa.

  • RIEPILOGO SCADENZE DICHIARAZIONI 2017
    Dichiarazione Iva 2017
    28.2.2017
    presentazione telematica
    Modello 730/2017
    precompilato
    15.04.2017
    disponibile on line, sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il modello 730 precompilato
    7.7.2017
    consegna ai sostituti d’imposta, ai Caf, o ai professionisti abilitati e relativo invio da parte di questi ultimi
    24.7.2017 (il 23.7 cade di domenica)
    invio diretto da parte del contribuente
    24.7.2017 (il 23.7 cade di domenica)
    Invio da parte dei caf o professionisti nel caso in cui, al 7.7.2017, abbiano effettuato la trasmissione di almeno l'80% delle dichiarazioni prese in carico
    Modello 730/2017 ordinario
    7.7.2017
    consegna ai sostituti d’imposta, ai Caf, ai professionisti abilitati e relativo invio da parte di questi ultimi
    24.7.2017 (il 23.7 cade di domenica)
    Invio da parte dei caf o professionisti nel caso in cui, al 7.7.2017, abbiano effettuato la trasmissione di almeno l'80% delle dichiarazioni prese in carico
    Modello 770/2017
    31.07.2017
    Modello redditi 2017 PF
    30.06.2017
    cartaceo presso gli uffici postali
    2.10.2017 (il 30.9 cade di sabato)
    telematico
    Mod. redditi 2017 soggetti Ires
    2.10.2017 (il 30.9 cade di sabato)
    Per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare
    Ultimo giorno del 9° mese successivo a quello di chiusura  del periodo d’imposta
    Mod. Irap/2017
    2.10.2017 (il 30.9 cade di sabato)
    Per i soggetti Irpef e società di persone, nonché per i soggetti ires con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare
    Ultimo giorno del 9° mese successivo a quello di chiusura  del periodo d’imposta per i soggetti ires

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