Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

venerdì 31 marzo 2017

Spesometro 2017: Le principali istruzioni per la compilazione.


Sono obbligati alla compilazione e all'invio dello spesometro tutti i soggetti passivi Iva che effettuano operazioni rilevanti Iva.

Sono esonerati dallo spesometro:
  • i contribuenti forfetari (regime agevolato forfetario introdotta dalla Finanziaria 2015);
  • i contribuenti minimi di cui all’art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011. L'esonero non opera se, in corso d'anno, viene meno il regime a causa del superamento di oltre il 50% del limite dei ricavi/compensi. In tal caso vanno comunicate le operazioni effettuate dalla data in cui sono venuti meno i requisiti per l'applicazione del regime agevolato.
Con il Comunicato stampa del 24.03.2017 l'Agenzia delle Entrate ha confermato l'esonero, come l'anno scorso, per:
  • i commercianti al minuto e soggetti equiparati, che consente di escludere dalla comunicazione i dati relativi alle fatture di importo inferiore a 3.000 Euro (al netto IVA);
  • i tour operator, che consente di escludere dalla comunicazione i dati relativi alle operazioni attive di importo unitario inferiore a 3.600 Euro (al lordo dell'Iva).
Lo spesometro riguarda le operazioni:
  • con obbligo di emissione della fattura, a prescindere dall'importo;
  • senza obbligo di emissione della fattura di ammontare pari o superiore a 3.600,00 euro, al lordo dell’IVA.
L'emissione della fattura, in sostituzione di altro documento, comporta comunque l'obbligo di comunicazione dell'operazione, a prescindere dall'importo.

Rientrano nello spesometro anche le operazioni soggette:
  • a reverse charge, per le quali non è stata addebitata l'Iva in fattura;
  • allo split payment (art. 17-ter D.p.r. 633/72), per le quali l'Iva viene versata direttamente all'Erario
Sono escluse dall'obbligo di comunicazione le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria.
In particolare:
  • le operazioni che sono già oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria (es. fornitura di energia elettrica e servizi di telefonia, contratti di assicurazione, contratti di mutuo, contratti di compravendita di immobili);
  • le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 Euro, effettuate nei confronti dei contribuenti non soggetti passivi Iva, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto tramite carte di credito, di debito e prepagate;
  • operazioni finanziarie esenti Iva art. 10 del D.p.r. 633/72;
  • le operazioni effettuate o ricevute in ambito extra Ue, se già oggetto di dichiarazione in Dogana (importazioni ed esportazioni di beni). Sono, invece, incluse le operazioni effettuate nei confronti degli esportatori abituali e le triangolazioni UE.
  • le operazioni intracomunitarie oggetto di dichiarazione ai fini Intrastat.
Con il Comunicato stampa del 24.03.2017 l'Agenzia delle Entrate ha confermato che:
  • sono escluse dall'obbligo in esame le operazioni già comunicate tramite il sistema tessera sanitaria (STS), compresi gli iscritti agli albi professionali degli psicologi, degli infermieri e ostetriche/i e dei tecnici sanitari. Il chiarimento da parte dell'Amministrazione era doversoso in quanto l'esonero dell'anno scorso era inserito all'interno della Finanziaria 2016, che lo prevedeva in via sperimentale solo per il 2016. Nel comunicato l'Agenzia delle Entrate chiarisce, inoltre, che qualora risulti più agevole dal punto di vista informatico, è possibile comunque inviare, oltre ai dati obbligatori, anche i dati già trasmessi al sistema Tessera sanitaria;
  • sono esluse dall'obbligo dello spesometro le Amministrazioni pubbliche e quelle autonome.
Ai contribuenti viene data la possibilità di scegliere se comunicare o meno le operazioni 2016 con controparte black list. Il d.l. 193/2016, infatti, ha soppresso l'obbligo di comunicazione delle operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi black list con effetto dal 2016. Tali informazioni, quindi, non devono essere incluse nello spesometro ma, qualora più agevole, è possibile inserirle coomunque, nel quadro BL o in alternativa nei quadri FN e SE.

Si ricorda che, a seguito delle novità introdotte dal D.l. 193/2016 (c.d. Collegato alla Finanziaria 2017), sono state soppresse le seguenti comunicazioni, che venivano effettuate con il modello polivalente:
  • la comunicazione black list già dal 2016;
  • la comunicazione dei dati relativi ai contratti di leasing e di locazione/noleggio dal 2017;
  • la comunicazione degli acquisti di beni senza IVA effettuati presso operatori di San Marino dal 2017
Resta, invece, la comunicazione delle operazioni in contanti legate al turismo, di importo pari o superiore a mille Euro, e inferiori a 15mila Euro, utilizzando il quadro TU del Modello di comunicazione polivalente (si veda il nostro speciale del 22.03.2017 "La comunicazione delle operazioni legate al turismo").

Per lo spesometro 2017, relativo alle operazioni del 2016, le scadenze erano quelle fissate a regime:
  • 10.4.2017 per i soggetti mensili;
  • 20.4.2017 per gli altri soggetti.
Per stabilire il termine di riferimento è necessario considerare la periodicità di liquidazione IVA dell’anno in cui è effettuato l’invio della comunicazione.

Fonte

Corrispettivi giornalieri dei distributori automatici


Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici.

Sono considerati tali apparecchi automatizzati che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo, e sono costituiti dalle seguenti componenti hardware tra loro collegate:
  • uno o più “sistemi di pagamento”
  • un sistema elettronico (cd. “sistema master”)
  • un “erogatore” di beni e/o servizi.
Rientrano in tale definizione anche gli apparecchi che erogano indirettamente prodotti e servizi agli utenti finali (come, ad esempio, il distributore che eroga, previo pagamento, gettoni o schede elettroniche da inserire in altre macchine per usufruire del prodotto o del servizio) ed è considerato sistema di pagamento anche la cosiddetta “torre di ricarica”, apparecchio mediante il quale, previo pagamento di una determinata somma, è possibile generare un credito, utilizzabile mediante una “chiavetta” o altro apparecchio mobile, per l’erogazione di beni e servizi da vending machine.

I soggetti passivi IVA che utilizzano tali vending machine comunicano all’Agenzia delle entrate, entro la data di messa in servizio degli stessi, la matricola identificativa dei sistemi master che gestiscono, l’informazione che l’apparecchio non è dotato di una porta di comunicazione nonché le altre informazioni dettagliatamente indicate nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento. Il processo di censimento si conclude con la produzione di un QRCODE che i soggetti obbligati appongono in luogo visibile e protetto sulla singola vending machine. Il QRCODE contiene l’indirizzamento ad una pagina web gestita dall’Agenzia delle entrate sulla quale sarà possibile verificare pubblicamente i dati identificativi dell’apparecchio e del relativo gestore.

L’attività di accreditamento dei gestori dei distributori automatici e di censimento dei loro dispositivi (che potrà iniziare dal 1° settembre 2017) è identica a quella delineata dal provvedimento del 30 giugno. Infatti, la differenza tra i due provvedimenti consiste nell’acquisizione dei dati dal sistema master:
per i distributori automatici dotati di porta di comunicazione l’acquisizione avviene automaticamente mediante un dispositivo mobile,
per i distributori privi di “porta” l’acquisizione è manuale (è responsabilità del gestore o dei suoi incaricati imputare, mediante apposito software reperibile sul libero mercato, i dati di vendita rilevati manualmente dalla vending machine sul dispositivo mobile).

Terminata la fase di acquisizione dati, il dispositivo mobile genera, per entrambe le ipotesi, un file xml secondo il tracciato riportato nell’allegato “Tipi Dati per i Corrispettivi”, lo sigilla elettronicamente con il certificato dispositivo e lo trasmette telematicamente al sistema dell’Agenzia.

Il provvedimento contiene due ulteriori rilevanti “semplificazioni”:
la possibilità se si opta per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri di adempiere all’obbligo tramite un “registratore telematico” con determinate aratteristiche tecniche. La semplificazione riguarda esclusivamente i corrispettivi generati da distributori automatici presenti nella medesima unità locale dell’attività commerciale dove è ubicato il “registratore telematico”
i Comuni che gestiscono direttamente distributori automatici possono adempiere all’obbligo secondo le modalità e i termini definiti nella convenzione di cooperazione informatica sottoscritta con l’Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento chiarisce che le specifiche tecniche valgono per una “fase transitoria” che avrà termine il 31 dicembre 2022.
Fonte

Deducibilità auto in leasing


La legge di bilancio 2017 ha previsto dal
1 °gennaio 2017 l'aumento del costo massimo deducibile per agenti e rappresentati per le auto in leasing da 3.615,20 a 5.164,57 euro.

Com'è noto l’articolo 164 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) detta i limiti di deducibilità dei costi degli automezzi utilizzati nell’esercizio d’impresa, arte o professione prevedendo che per il veicolo:
  • esclusivamente strumentale “nell’attività propria” dell’impresa o adibita ad uso pubblico (art. 164 c. 1 lett. a)) la deducibilità è pari al 100%
  • dato in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta (art. 164 c. 1 lett. b-bis)) la deducibilità è pari al 70%;
  • generalità dei casi (art. 164 c. 1 lett. b)) la deducibilità è pari al 20% nel limite del costo massimo di € 18.075,99.
Nel caso degli agenti e rappresentanti di commercio e relativamente alle autovetture, autocaravan, ai ciclomotori e motocicli il cui utilizzo è diverso da quello esclusivamente strumentale all’attività d’impresa, la percentuale di deducibilità è all'80%. Per questi soggetti e limitatamente alle autovetture, il limite quantitativo di 18.075,99 euro è elevato a 25.822,84 euro.
Fino al 31.12.2016 in base a quanto previsto dall’art. 164, TUIR, i costi relativi al noleggio dei veicoli da parte dell’agente e rappresentante di commercio erano deducibili:
nella misura dell’80% ed entro un tetto di spesa massimo pari a:
  • € 3.615,20 per autovetture ed autocaravan (di cui alle lett. a) ed m), art. 54, D.Lgs. n. 285/1992);
  • € 774,69 per motocicli (di cui all’art. 53, D.Lgs. n. 285/1992);
  • € 413,17 per ciclomotori (di cui all’art. 52, D.Lgs. n. 285/1992).
Il comma 37 della Legge di Stabilità 2017 ha introdotto una differenziazione in relazione al limite massimo di deducibilità per la locazione/noleggio in relazione agliagenti di commercio (analogamente a quanto già previsto per l’acquisto/leasing) dell’autovettura.
In particolare a partire dal 1° gennaio 2017 tale costo massimo fiscale passa da € 3.615,20 a € 5.164,57
Fonte

lunedì 27 marzo 2017

Deducibilità costi dell'auto: le novità per il 2017



La Legge di stabilità 2017 (Legge 232/2016) ha introdotto due novità in merito alle auto: l'esclusione delle auto dal super ammortamento e l'aumento dei limiti di deducibilità per gli agenti di commercio.

Per quanto riguarda il primo aspetto, il comma 8 dell’articolo 1 ha prorogato il super ammortamento ma per espressa previsione “sono esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all'articolo 164, comma 1, lettere b) e b-bis), del testo unico delle imposte sui redditi DPR 917/86”.

Attenzione: per i veicoli utilizzati da noleggiatori, autoscuole e taxisti, cioè per le autovetture che costituiscono beni ad utilizzo esclusivamente strumentale, il super ammortamento vale anche per il 2017.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, l'articolo 1 comma 37) ha modificato i limiti di deducibilità previsti all'art. 164 comma 1 lett. b) del TUIR, dei veicoli a favore degli agenti di commercio in caso di noleggio a lungo termine, con l'intento di estendere anche al noleggio il trattamento di favore di cui già beneficiano questi contribuenti per l'acquisto delle auto. In particolare mentre prima della modifica, il limite di rilevanza fiscale per:

  • l’acquisto/leasing di autovetture era pari a € 18.075,99 per le imprese / lavoratori autonomi e € 25.822,84 per gli agenti di commercio;
  • il noleggio a lungo termine di autovetture era pari a € 3.615,20 sia per le imprese / lavoratori autonomi che per gli agenti di commercio;


ora, il limite di rilevanza fiscale del noleggio a lungo termine a favore degli agenti di commercio passa da € 3.615,20 a € 5.164,57.

In concreto, come evidenziato nella Relazione illustrativa alla legge di bilancio, la disposizione vigente stabilisce che gli agenti o rappresentanti di commercio possono dedurre dal proprio reddito il costo di acquisizione di autovetture e autocaravan fino a un limite massimo di 25.822,84 euro, soglia del 43% più alta di quella (18.075,99 euro) riconosciuta a coloro che utilizzano la medesima tipologia di bene nell'esercizio di imprese, arti e professioni. Applicando la stessa percentuale di beneficio, con la modifica in esame, viene innalzato di 1.549,37 euro il limite di deducibilità dei costi di locazione e di noleggio per autovetture e autocaravan. Gli agenti o rappresentanti di commercio possono dunque dedurre dal proprio reddito tali costi fino a un limite massimo di 5.164,57 euro, rispetto alla soglia base di 3.615,20 euro.


Riepilogo detraibilità IVA e costi dell'auto: il super ammortamento 2016


La casistica aziendale, sia per la detraibilità dell’Iva che per la deducibilità degli ammortamenti e delle spese d’impiego, puo’ essere cosi’ riepilogata:
- Autocarri > =35 q.li:
si detrae il 100% dell’Iva, anche su tutte le spese d’impiego, compreso pedaggi autostradali. Nel caso in cui essi vengano utilizzati occasionalmente per scopi extraziendali (es.: trasloco mobili di casa) e’ sufficiente autofatturarsi il servizio.
- Autovetture o autocarri < 35 q.li non affidate a dipendenti:
  • b1) se ammettiamo un utilizzo promiscuo del mezzo, si detrae il 40% dell’Iva, anche su tutte le spese d’impiego. Il costo e’ ammortizzabile al 20% (con il limite del 20% di 18.076 elevato a 25.306,39 per gli acquisti dal 15/10/2015 al 31 dicembre 2016), Le spese d’impiego si deducono al 20%.
  • b2) se ammettiamo un utilizzo esclusivo impresa/professione, si detrae il 100% dell’Iva creando le prove di tale utilizzo esclusivo (es.: giornale di bordo con nominativi conducente, percorrenze e causali). L’Iva sulle spese d’impiego si detrae al 100% (compresi pedaggi autostradali). Ma il costo e’ ammortizzabile al 20% ( con il limite del 20% di 18.076 elevato a 25.306,39 per gli acquisti dal 15/10/2015 al 31 dicembre 2016), Le spese d’impiego si deducono al 20%. Per il professionista la deducibilità parziale è ammessa solo per un veicolo.
Per i vecoli nuovi acquistati tra il 15.10.2015 e il 31.12.2016 la Legge si Stabilità 2016 ha previsto l’incremento del 40% del costo di acquisizione e di conseguenza l’aumento nella medesima misura (40%) dei limiti di deducibilità di cui all’art. 164, comma 1, lett. b), TUIR. 

Autovetture o autocarri < 35 q.li affidate a dipendenti dietro pagamento di un corrispettivo:
si detrae il 100% dell’Iva, anche sulle spese d’impiego (compresi pedaggi autostradali). Il costo e’ ammortizzabile al 70% senza limiti, le spese d’impiego si deducono al 70%. Per effetto delle agevolazioni introdotte dalla legge di Stabilità (L. 208/215) il costo di acquisto potra' essere maggiorato del 40%.

Agenti e Rappresentanti:
di regola detraggono il 100% dell’Iva sia all’atto dell’acquisto dell’auto che sulle spese d’impiego. Quanto alla deducibilita’ del costo d’acquisto dell’auto, essi deducono l’80%, col massimale per l’ammortamento dell’auto dell’80% di euro 25.823 elevato a 36.151,98 per gli acquisti dal 15/10/2015 al 31/12/2016, per effetto dell'agevolazione introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. Anche le spese d’impiego sono deducibili all’80%.



Riepiloghiamo qui di seguito i limiti di spesa degli auto-motoveicoli fiscalmente deducibili per imprese (esclusi agenti e rappresentanti) e professionisti :
Autovetture:
  • Per gli acquisti effettuati fino al 14/10/2015: costo massimo fiscalmente ammortizzabile = euro 18.076, percentuale di deducibilita’ 20%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 3.615;
  • per gli acquisti effettuati dal 15/10/2015 fino al 31/12/2016: costo massimo fiscalmente ammortizabile = euro 25.306,39, percentuale di deducibilita’ 20%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 5.061,27;
  • Stessa autovettura affidata a dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta:
  • nessun limite di costo massimo aumentabili del 40% per gli acquisti dal 15/10/2015 al 31 dicembre 2016, e percentuale di deducibilita’ del 70%;
  • Autovettura acquisita in leasing: 
  • l’importo massimo fiscalmente deducibile dei canoni e’ il 20% di (18.076 : costo auto concedente elevato a 25.306,39 per i contratti stipulati dal 15/10/2015 al 31/12/2016) x canoni annui di competenza, per un periodo non inferiore a 48 mesi indipendentemente dalla durata del contratto;
  • Autovettura acquisita in leasing ed affidata a dipendente per la maggior parte del periodo:
  • l’importo annuo fiscalmente deducibile dei canoni e’ il 70% dei canoni di competenza, senza limiti;

Autovetture
Autovetture acquisite in leasing
Acquisti fino al 14/10/2015
Acquisti dal 15/10/2015 al 31/12/2016 (*)
Affidata ad un dipendente per la > parte del periodo d’imposta (**)
Costo massimo fiscalmente ammortizzabile
18.076
25.306,39
-
Percentuale di deducibilità
20%
20%
70%
Massimo ammortamento fiscale nei 4 anni
3.615
5.061,27
-



(*): Si ricorda il requisito della novità del bene strumentale, che nel caso delle autovetture comprende anche i veicoli a chilometri zero, i veicoli in esposizione e per le società concedenti anche le autovetture in noleggio a lungo termine.

(**) Si ricorda che nel caso di auto affidata ad un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta non c’è un limite al costo massimo fiscalmente detraibile, e che tale costo è aumentabile del 40% per effetto della Legge di Stabilità 2016, per gli acquisti dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.
  • Canoni di noleggio auto:
  • costo massimo annuo fiscalmente ammesso = euro 3.615 (e’ previsto il ragguaglio ad anno), percentuale di deducibilita’ 20%, pertanto l’importo annuo fiscalmente deducibile = euro 723,00 (euro 154,80 per noleggio moto, euro 82,64 per noleggio ciclomotore);
  • Canoni di noleggio auto affidata a dipendente:
  • nessun costo massimo annuo e deducibilita’ del 70% del costo del noleggio;
  • Motocicli:
  • costo massimo fiscalmente ammortizzabile = euro 4.132 elevato a 5.784,32 per gli acquisti dal 15/10/2015 al 31/12/2016, percentuale di deducibilita’ 20%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 826,40 elevato a 1.156,86 a seguito dell'agevolazione introdotta dalla Legge di Stabilità 2016; se affidati a dipendente sparisce il limite massimo e la percentuale e’ sempre del 70%;

Acquisti fino al 14/10/2015
Acquisti dal 15/10/2015 al 31/12/2016
Affidata ad un dipendente per la > parte del periodo d’imposta
Costo massimo fiscalmente ammortizzabile
4.132
5.784,32
-
Percentuale di deducibilità
20%
20%
70%
Massimo ammortamento fiscale nei 4 anni
826,40
1.156,86
-

  • Ciclomotori:
  • costo massimo fiscalmente ammortizzabile = euro 2.066 elevato a 2.892,16 per gli acquisti dal 15/10/2015 al 31/12/2016, percentuale di deducibilita’ 20%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 413,20 elevato a 578,43 per effetto dell'agevolazione introdotta dalla legge di Stabilità 2016; se affidati a dipendente sparisce il limite massimo e la percentuale e’ sempre del 70%.

Acquisti fino al 14/10/2015
Acquisti dal 15/10/2015 al 31/12/2016
Affidata ad un dipendente per la > parte del periodo d’imposta
Costo massimo fiscalmente ammortizzabile
2.066
2.892.16
-
Percentuale di deducibilità
20%
20%
70%
Massimo ammortamento fiscale nei 4 anni
413,20
578,43
-




Fonte

Certificazione utili 2017: CUPE entro il 31 marzo 2017


Entro venerdì 31 marzo 2017 i soggetti che nel 2016 hanno corrisposto utili o proventi ad essi equiparati, devono rilasciare ai soggetti che li hanno percepiti, l’apposito modello di certificazione CUPE. Coloro che ricevono la certificazione dovranno conservarla e utilizzare i dati in essa contenuti per la compilazione della dichiarazione annuale dei redditi 730/2017 o REDDITI 2017. L'obbligo di certificazione riguarda la corresponsione di:

- utili: per la partecipazione in soggetti Ires, residenti o non residenti, in qualunque forma corrisposti;
distribuzioni di riserve di capitale che sono considerate utili e riserve di utili (art. 47, c. 1 Tuir);
- esclusi gli utili e altri proventi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva (di cui agli artt. 27 e 27-ter del D.p.r. 600/1973);
- gli utili e i proventi relativi a partecipazioni detenute nell’ambito delle gestioni individuali di portafoglio (art. 7 D. Lgs. 461/1997).
- proventi equiparati agli utili, proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni;
- proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza esclusi quelli con apporto di solo lavoro;
- remunerazione dei finanziamenti eccedenti, di cui all'art. 98 del tuir (in vigore fino al 31.12.2007) direttamente erogati dal socio o da sue parti correlate, riqualificati come utili.

Il trattamento fiscale in capo ai soci che percepiscono gli utili deliberati dall’assemblea dipende dalla natura del soggetto, e dalla tipologia della partecipazione posseduta. Si ricorda che:
  • la partecipazione si intende qualificata se rappresenta una percentuale superiore al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria o al 25% del capitale o patrimonio sociale;
  • la partecipazione si intende non qualificata se rappresenta una percentuale pari o inferiore al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria ovvero al 25% del capitale o patrimonio sociale;
  • il contratto di associazione in partecipazione è qualificato, se il valore dell'apporto è superiore al 25% del patrimonio dell'associante risultante dall'ultimo bilancio approvato prima della stipula del contratto;
  • il contratto di associazione in partecipazione è non qualificato, se il valore dell'apporto è pari o inferiore al 25% del patrimonio dell'associante risultante dall'ultimo bilancio approvato prima della stipula del contratto.
Fonte

Spesometro 2017


Anche per il 2016 le Amministrazioni pubbliche sono esonerate dall'invio dello spesometro. A chiarirlo il comunicato stampa del 24 marzo dell'Agenzia delle Entrate che ha precisato che è in corso di emanazione un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che recepirà anche le richieste di commercianti al dettaglio e tour operator, limitando, anche per quest’anno, l’obbligo di comunicazione delle operazioni Iva per questi soggetti.

In particolare, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti di natura tributaria, inoltre, i contribuenti che hanno già trasmesso i dati al sistema Tessera sanitaria, compresi gli iscritti agli albi professionali degli psicologi, degli infermieri e ostetriche/i e dei tecnici sanitari, possono non indicare nel Modello polivalente dello Spesometro i medesimi dati. Tuttavia, qualora risulti più agevole dal punto di vista informatico, è possibile comunque inviare, oltre ai dati previsti dal Dl 78/2010 (art. 21, comma 1), anche i dati già trasmessi al sistema Tessera sanitaria.

Il Dl 193/2016 ha eliminato l’obbligo della comunicazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede in Paesi cosiddetti black list a partire dall’anno di imposta 2016. Le operazioni con questi Paesi non devono essere più incluse, quindi, nella Comunicazione Polivalente 2017 ma, qualora sia più agevole per il contribuente continuare a trasmetterle per ragioni di carattere informatico, le medesime possonoancora essere inserite nel quadro BL o, in alternativa, nei quadri FN e SE.

Anche quest’anno i soggetti che operano al dettaglio (art. 22 del Dpr n. 633/1972) non devono comunicare le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3mila euro, al netto dell’Iva, effettuate nel 2016 mentre i tour operator (art. 74-ter del Dpr n. 633/1972) non devono comunicare le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3.600 euro, al lordo dell’Iva.

Fonte

Tassa annuale vidimazione libri sociali: come rimediare all’omesso e/o ritardato versamento



L’omesso e/o il ritardato versamento della tassa annuale di vidimazione libri sociali, secondo l’orientamento prevalente, prevede una sanzione amministrativa che va dal 100% al 200% della tassa stessa (articolo 9 comma 1 DPR n. 641/1972).
In caso di mancato o ritardato pagamento le società che intendano regolarizzare spontaneamente la propria posizione, possono ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso.
Questo istituto consente di pagare:
-       il tributo omesso, la sanzione ridotta in percentuale diversa a seconda di quando viene effettuato il versamento, e gli interessi di mora calcolati in base al numero dei giorni di ritardato pagamento  al tasso ufficiale (che per l'anno 2017 è pari allo 0,1%).

Nel caso specifico del ravvedimento operoso della tassa di vidimazione dei libri sociali la sanzione prevista dall’art. 9 comma 1 DPR n. 6181972 si ridurrà secondo lo schema seguente:
Ø  entro 14 giorni dalla scadenza:  aliquota applicabile 0,1% per ogni giorno di ritardo;
Ø  dal 15 giorno al 30 giorno dalla scadenza (30,99€ ovvero 1/10 del 100%);
Ø  dal 31 giorno al 90 giorno dalla scadenza (34,43€ ovvero  1/9 del 100%);
Ø  dal 91 giorno e entro 1 anno dalla scadenza (38,73€ ovvero 1/8 del 100%);
Ø  entro due anni dalla scadenza del versamento (44,26€ ovvero 1/7 del 100%);
Ø  oltre due anni dalla scadenza del versamento (51,64€  ovvero 1/6 del 100%).

ESEMPIO
La società Rossi Srl ha un capitale sociale di 30.000,00 alla data del 01.01.2017. Il 16.03.2017 doveva versare la tassa annuale per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali per € 309,87. Provvederà ad effettuare il versamento in ritardo il 12.04.2017.

Importo da versare
€ 309,87
Data dell'omesso versamento
16/03/2017
Data del ravvedimento
12/04/2017




GG DI RITARDO
27
OMESSO VERSAMENTO
309,87
SANZIONE

Ravvedimento 'breve' ex D.Lgs. 472/97, art. 13, c. 1, lett. a) (*)
30,99
INTERESSI
0,02








Per il versamento dell’imposta e degli interessi va utilizzato il Modello F24 (con il consueto codice tributo “7085”), mentre per il versamento della sanzione è necessario utilizzare il Modello F23 (causale "SZ" da evidenziare al campo "9" - codice tributo "678T"da indicare al campo "11" - codice Ufficio delle Entrate "RCC" da rilevare al campo "6").
Sistema sanzionatorio (Omesso  insufficiente versamento)
Sanzione
Riduzione
Modalità




Dal 100% al 200% della tassa medesima e, in ogni caso, non inferiore a 103 euro.




RAVVEDIMENTO  OPEROSO
Per il versamento della sanzione, va utilizzato il Mod. F23 riportando:
Ø  il    codice     ufficio RCC;
Ø  la causale SZ;

Ø  codice tributo 678T.

Gli interessi vanno, invece, cumulati al codice tributo “7085” nel Modello F24.

DEDUCIBILITA’ DELLA TASSA DEGLI INTERESSI E DELLE SANZIONI
L’importo versato è deducibile ai fini delle imposte (IRES ed IRAP) nel periodo d’imposta del pagamento e può essere compensato nel caso in cui il contribuente abbia dei crediti compensabili con Modello F24.
Per le sanzioni amministrative l’Agenzia delle Entrate si è più volte espressa disconoscendone la deducibilità dal reddito d’impresa in quanto, derivando le stesse dal comportamento illecito tenuto dal contribuente, non possono essere considerate inerenti all’attività d’impresa (Circolare 98 del 17.5.2000, Risoluzione 89 del 12.6.2001).
In definitiva poiché, la sanzione (anche da ravvedimento operoso) è volta a punire una violazione tributaria del contribuente, l’Agenzia delle Entrate non ne ammette la conseguente deducibilità. Si ritengono, invece, ammessi in deduzione gli interessi dovuti.

Sanzioni (anche da ravvedimento)
Interessi (anche da ravvedimento)
NON DEDUCIBILI
DEDUCIBILI





Fonte

giovedì 23 marzo 2017

Spesometro 2017

Invio dei dati 2016 entro il 10 e il 20 aprile 2017 e le comunicazioni trimestrali per il 2017.

L'obbligo dello Spesometro è stato introdotto dall'art. 21 del DL 31 maggio 2010, n. 78, che ha previsto l'invio telematico di tutte le operazioni attive e passive rilevanti ai fini Iva (cessioni ed acquisti di beni, prestazioni di servizi rese e ricevute) da intendersi al netto dell’Iva. Lo spesometro altro non è che il vecchio Elenco clienti e fornitori sotto diverso nome.

Il 2016 è l'ultimo anno in cui questo adempimento è annuale perche dal 2017 il decreto 193/2016 ha introdotto l'obbligo di comunicazione trimestrale che si trasforma in semestrale solo per il primo semestre.
Le date da ricordare per lo spesometro sono:
  • 10 aprile 2017 per i mensile e 20 aprile 2017 per i trimestrali - Spesometro relativo al 2016
  • 25 luglio 2017 - 1°invio Spesometro 2017: comunicazione fatture emesse e ricevute I semestre 2017
  • 30 Novembre 2017 - 2° invio Spesometro 2017: comunicazione fatture emesse e ricevute III trimestre 2017
  • 28 febbraio 2018 - 3° invio Spesometro 2017: Comunicazione fatture emesse e ricevute IV trimestre 2017

Equitalia: quali cartelle si possono rottamare


Ecco alcuni chiarimenti da parte di Equitalia:

- Può aderire alla definizione agevolata anche chi ha già rateizzato le cartelle esattoriali e ha già pagato parzialmente in base ai provvedimenti di dilazione già emessi da Equitalia, a condizione che, rispetto ai soli piani rateali già in essere al 24.10.2016 (data di entrata in vigore del decreto legge), risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza tra ottobre e dicembre 2016 e il debitore sia, quindi, in regola con i pagamenti a tutto il 31.12.2016.

- Equitalia non può fornire ai contribuenti una simulazione di pagamento delle cartelle rottamate. I contribuenti possono però effettuare un calcolo approssimativo degli importi che andrebbero a risparmiare con la rottamazione, considerando che per ogni ruolo interessato, devono essere decurtati sanzioni e interessi di mora.

- Alla luce delle indicazioni fornite dall’Inps, nel caso di definizione agevolata di carichi di natura contributivi, per effetto della definizione stessa, non sono dovute le c.d. sanzioni civili ivi comprese quelle di cui al codice 1A54.

- Solo in seguito alla presentazione della dichiarazione, l’Agente della riscossione, per i carichi definibili (quelli cioè rientranti nell’ambito applicativo della definizione agevolata) e compresi nella dichiarazione, non può avviare nuove azioni cautelari e/o esecutive (pignoramenti) e non può proseguire quelle già avviate a condizione che le medesime non siano già in una fase avanzata dell’iter procedurale.
Relativamente alle azioni esecutive che non siano in fase avanzata, l’agente della riscossione comunica al terzo la “non prosecuzione” delle azioni esecutive già avviate, a fronte dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.

- Con la definizione agevolata non sono da corrispondere le somme residue dovute a titolo di interessi di rateizzazione nel caso di carichi oggetto di provvedimenti di rateizzazione.
Restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme già versate per interessi di rateazione, anche anteriormente alla definizione.
Gli interessi di rateazione, in caso di definizione agevolata, non sono dovuti, se derivanti da precedenti provvedimenti di dilazione, ma non ancora versati.
In caso di pagamento dilazionato delle somme da corrispondere a titolo di definizione agevolata, sono dovuti gli interessi nella misura prevista dall’art. 21 del Dpr 29/9/1973 n. 602 a decorrere dal 1° agosto 2017.

- Sono rottamabili, esclusivamente, i carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016. Non sono quindi rottamabili, per esempio, gli avvisi di accertamento del 2016 non ancora affidati ad Equitalia.

- In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento della prima o unica rata, la definizione non produce effetti e l’agente della riscossione riprende le attività volte al recupero dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico. Possono, tuttavia, essere ripresi i versamenti rateizzati relativi a provvedimenti di dilazione in essere alla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

- Sono compresi nella definizione agevolata i carichi affidati agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori ai sensi della cosiddetta “legge salvasuicidi”.
Nelle proposte di accordo o del piano del consumatore i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni, gli interessi di mora e le somme aggiuntive, provvedendo al pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalità e nei tempi previsti nel decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore.

- Il pagamento delle somme dovute a seguito dell’adesione per la definizione agevolata non può essere effettuata compensando a mezzo F24 con crediti d’imposta risultanti da dichiarazione.

- Con riferimento alle sanzioni amministrative irrogate per violazioni al Codice della strada, aderendo alla definizione agevolata non sono da corrispondere, per ciascuna partita, le somme dovute a titolo di interessi, restando, invece, integralmente dovuta la sanzione.

- Sono esclusi dall’ambito applicativo le altre sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali.

- Dopo la presentazione della dichiarazione di adesione l’Agente della riscossione, relativamente ai soli carichi definibili, non può avviare nuove azioni cautelari e/o esecutive e non proseguire quelle già avviate a condizione che le medesime non siano già in una fase avanzata dell’iter procedurale (non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati).

Fonte

Detrazioni per figli, coniuge e familiari a carico

Prima di stabilire quali sono le detrazioni per figli, coniuge e familiari a carico, nonché il limite di reddito previsto per far scattare i vantaggi concessi dalla normativa fiscale, è bene individuare il novero dei soggetti ai quali si applica tale disciplina
Si considerano a carico i seguenti soggetti:
  • coniuge o parte dell’unione civile ossia marito o moglie, esclusi i semplici conviventi. Il coniuge non deve essere legalmente ed effettivamente separato. È familiare a carico anche il coniuge non convivente o residente all’estero;
  • il coniuge separato o divorziato (anche a seguito di scioglimento dell’unione civile), solo se convivente o se percepisce assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
  • figli (compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati), a prescindere dall’età del figlio, dalla residenza in Italia o all’estero, dalla convivenza con i genitori e dalla eventuale circostanza che il figlio sia portatore di handicap. Questo significa che se il figlio è, ad esempio, residente in un’altra città perché sta studiando all’università, può ugualmente essere considerato «familiare a carico»;
  • genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi), ma solo se conviventi o se percepiscono assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione;
  • nonni (anche naturali);
  • discendenti dei figli (nipoti);
  • fratelli e sorelle (anche unilaterali);
  • suoceri, nuore e generi.
Come detto non si può considerare «familiare a carico» il convivente.
Per essere considerati familiari a carico, il reddito personale non deve superare 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Tale limite deve riferirsi ai redditi di ciascun familiare.
Se durante l’anno viene superato il limite di reddito, la deduzione non spetta nemmeno parzialmente. Infatti il limite di reddito suddetto è fissato con riferimento all’intero periodo d’imposta.
Per il calcolo del limite di reddito si deve tener conto dei redditi che rientrano nel reddito complessivo (RC), a cui vanno aggiunti solo i seguenti redditi (esclusi dal reddito complessivo):

– i canoni di locazione tassati con la cedolare secca;

– il reddito di impresa o di lavoro autonomo assoggettati al regime forfettario;

– il reddito degli sportivi dilettanti se inferiore a € 7.500 e, in assenza di altri redditi, se inferiore a € 28.158,28.
Se, durante l’anno d’imposta, viene superato il tetto di 2.840,51 euro la detrazione non spetta nemmeno parzialmente, poiché il limite di reddito fa riferimento all’intero periodo d’imposta.
Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate fino a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. Ad esempio: il figlio nato il 19 marzo 2017, deve essere considerato a carico dal mese di marzo al mese di dicembre (10 mesi).
Le detrazioni per familiari a carico operano direttamente sulla busta paga e, pertanto, è necessaria la collaborazione dell’azienda presso cui il contribuente lavora.
In particolare, l’Irpef che paga il contribuente sulla busta paga viene versata attraverso la cosiddetta «trattenuta alla fonte» che esegue il datore di lavoro. In altre parole, è quest’ultimo a pagare le tasse per conto del dipendente, sottraendole direttamente dall’importo che gli deve versare e prima del materiale versamento.
L’imposta viene determinata applicando l’aliquota Irpef al reddito percepito, ma l’importo può essere ridotto per via dell’applicazione dalle detrazioni fiscali che diminuiscono, appunto, l’imposta calcolata sul reddito. In termini pratici, il dipendente che usufruisce di detrazioni fiscali si troverà un netto in busta paga più elevato rispetto a chi non ha questi benefici.
Vediamo ora come funzionano le detrazioni per figli a carico.
Dall’Irpef da pagare si detrae, per ciascun figlio (anche quelli nati fuori dal matrimonio o adottati), i seguenti importi teorici:
  • 950 euro;
  • 220 euro se il figlio ha più di 3 anni;
  • per chi ha più di 3 figli a carico, gli importi appena detti vengono aumentati di 200 euro per ogni figlio a partire dal primo;
  • se il figlio è portatore di handicap, la detrazione aumenta di 400 euro;
  • con almeno quattro figli a carico, spetta ai genitori un’ulteriore detrazione di 1.200 euro che non spetta per ogni figlio a carico, ma rappresenta un bonus complessivo e unitario: trova applicazione nell’intera misura, anche se la sussistenza dei quattro figli a carico è presente solo per una parte dell’anno.
La legge non consente ai genitori di suddividere liberamente tra loro l’importo per figli a carico in base alla convenienza economica. La norma stabilisce che, per i genitori non legalmente ed effettivamente separati, la detrazione per figli a carico possa essere:
- attribuita al 100% al genitore con il reddito più elevato;
- ripartita nella misura del 50% ciascuno.

Tuttavia, in caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione per i figli compete a quest’ultimo per l’intero importo.

Se i genitori sono separati,la ripartizione della detrazione fiscale varia a seconda delle modalità di affidamento dei figli:
  • in caso di affidamento ad uno solo dei genitori: la detrazione spetta interamente al genitore affidatario, a meno che un diverso accordo ripartisca la detrazione nella misura del 50% o la attribuisca interamente al genitore che ha il reddito più elevato;
  • in caso di affidamento congiunto o condiviso oppure figli maggiorenni (quindi non affidabili  la detrazione è ripartita a metà tra i due genitori (50% ciascuno) salvo un diverso accordo che attribuisca l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato.
Quando il genitore affidatario (o uno dei genitori affidatari, in caso di affidamento congiunto) ha un reddito incapiente, la detrazione è assegnata per intero all’altro genitore. In questo caso, salvo diverso accordo tra le parti, il genitore che sfrutta l’intera detrazione ha l’obbligo di riversare all’altro genitore affidatario un importo pari alla maggiore detrazione fruita.

Le detrazioni per figli a carico spettano anche se questi sono nati fuori dal matrimonio, ossia in una coppia di conviventi. In tal caso, se sono presenti provvedimenti di affidamento relativi ai figli, si applica la medesima disciplina prevista con riferimento ai genitori separati.
Invece, in assenza di provvedimenti, la detrazione va ripartita al 50% tra i genitori, salvo accordo per attribuire l’intera detrazione a quello dei due con il reddito più elevato.

Fonte