Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

giovedì 20 aprile 2017

Bilancio d'esercizio 2017: termini di approvazione per il bilancio d'esercizio 2016.


Le società di capitali devono approvare il bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (o entro il maggior termine di 180 giorni, in casi particolari).
Per quest'anno le scadenze sono le seguenti: 30.04.2017 oppure maggior termine del 29.06.2017.
Per l'approvazione c'è un iter preciso da seguire, che può essere così schematizzato:
  • redazione del progetto di bilancio e relazione sulla gestione (se richiesta) e trasmissione del progetto di bilancio e della Relazione sulla gestione all’organo di controllo (se esistente);
  • deposito del bilancio presso la sede sociale per la presa visione da parte dei soci;
  • deposito del bilancio presso il Registro delle Imprese entro 30 giorni dall'approvazione.
Gli amministratori delle società di capitali devono redigere annualmente:
  • il progetto di bilancio, composto da stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa (ai sensi del nuovo art. 2423 del C.c.). Si segnala che seguito delle modifiche apportate all'art. 2423 del codice civile, il bilancio d'esercizio è composto dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico, dalla Nota Integrativa e anche dal Rendiconto finanziario. Il D.lgs. 139/2015, infatti, ha previsto l'obbligo di redazione del Rendiconto finanziario per tutte le imprese di maggiori dimensioni, per migliorare l'informativa sulla situazione finanziaria della società. Restano esonerati dalla redazione del Rendiconto finanziario: le società che redigono il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis c.c.), le micro imprese, ossia le imprese che superano i limiti previsti dall'art. 2435-ter c.c.;
  • la Relazione sulla gestione (ai sensi dell'art. 2428 del C.c.), se richiesta.
Se nella società c'è l'organo di controllo tali documenti, prima di essere depositati preso la sede sociale, devono essere trasmessi all'organo di controllo (Collegio sindacale, revisore o società di revisione), almeno 30 giorni prima rispetto al giorno fissato per l'approvazione del bilancio.

Se nella società non c'è l'organo di controllo, si procede subito al deposito dei documenti presso la sede sociale.
Il progetto di bilancio, insieme alla Relazione sulla gestione, alla relazione del Collegio sindacale/altro organo di controllo, deve rimanere depositato presso la sede della società, durante i 15 giorni precedenti alla data dell’assemblea e finché viene approvato, in modo tale che i soci possano prenderne visione.

Il bilancio deve essere approvato entro i termini stabiliti dall’art. 2364, comma 2, del Codice civile:
  • entro 120 giorni dalla chiusura d'esercizio (termine ordinario); quest'anno il termine scade il 30.04.2017 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;
  • entro 180 giorni dalla chiusura d'esercizio (termine straordinario); quest'anno il termine scade il 29.06.2017 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. 
La possibilità di approvare il bilancio nel maggior termine di 180 giorni è possibile solo in alcune ipotesi particolari, specificatamente previste dal codice civile:
  • società tenute alla redazione del bilancio consolidato;
  • presenza di particolari esigenze connesse con la struttura e l’oggetto della società; in quest’ultimo caso, il maggior termine deve essere previsto dalla statuto della società.
Per approvare il bilancio è necessario prima convocare l'assemblea. Le modalità e i termini di convocazione sono diversi a seconda che si tratti di srl o spa:
  • per le srl, se non è previsto nulla nell'atto costitutivo, la convocazione avviene mediante lettera raccomandata, da spedire ai soci almeno 8 giorni prima della data fissata per l’adunanza dell’assemblea, presso il domicilio che risulta al Registro Imprese, e in essa deve essere indicato il giorno, l'ora, il luogo e gli argomenti da trattare;
  • per le SpA occorre distinguere ulteriormente a seconda che si tratti di:
  • società non quotate sul mercato: in tal caso la convocazione deve essere effettuata mediante lettera di convocazione inviata ai soci 8 giorni prima, oppure mediante fax, e-mail o altri mezzi di comunicazione che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento;
società quotate sul mercato: in tal caso la convocazione deve essere effettuata mediante la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o su un quotidiano indicato nello statuto sociale almeno 15 giorni prima rispetto al giorno fissato per l'assemblea.

730/2017: Chiarimenti su come indicare le spese universitarie.


Nella dichiarazione dei redditi 730/2017 è possibile detrarre il 19% delle spese universitarie. Alcuni chiarimenti in materia sono contenuti nella Circolare -guida dell'Agenzia delle Entrate n. 7/E del 04.04.2017.
In particolare, per quanto riguarda le spese universitarie, è possibile fruire della detrazione al 19% delle spese sostenute per la frequenza di:
  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione;
  • corsi di perfezionamento;
  • master universitari;
  • corsi di dottorato di ricerca;
  • Istituti tecnici superiori (ITS);
  • nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR 212/2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.
La prima distinzione a cui bisogna prestare attenzione per fruire correttamente di questa agevolazione è la differenza tra spese sostenute per l’università pubblica e quelle sostenute per l’università privata. In particolare, per quanto riguarda le università statali, la detrazione, nella misura del 19%, è calcolata sull’intera spesa sostenuta per:
  • tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà;
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA).
La detrazione non spetta per:
  • i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero”;
  • le spese relative: all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola.
Si ricorda invece che, nel caso di iscrizione ad una università non statale, l’importo ammesso alla detrazione è previsto con decreto del MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca). Gli importi sono distinti per area disciplinare e in base alla regione in cui ha sede l’Ateneo presso il quale è presente il corso di studio. Con il DM 993/2016, è stato individuato l’importo massimo della spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle università non statali, detraibile per l’anno 2016.

La detrazione per le spese sostenute per la frequenza presso le università statali potrà essere calcolata sull’intero importo mentre quelle sostenute presso università non statali in base al decreto MIUR.
Fonte

Dichiarazione dei redditi 2017: la detrazione dell'affitto


La L. 431/98 all’art.2 comma 3, prevede la possibilità di stipulare diverse tipologie di contratti di locazione in base ad accordi territoriali definiti e sottoscritti da diversi comuni dalle organizzazioni di proprietari e inquilini, destinati ad essere rinnovati periodicamente per adeguarne il contenuto al mercato reale.

Le agevolazioni fiscali sono previste sia per i proprietari che per gli inquilini degli immobili situati non solo nei Comuni ad alta tensione abitativa, ma ovunque esistano accordi territoriali.
Il canone di locazione è, ovviamente, inferiore alla misura dei canoni correnti di mercato ed è fissato in base ad accordi tra il proprietario e l’inquilino entro una fascia, che oscilla tra un minimo e un massimo. Le fasce di canone sono elencate negli accordi in base a due criteri:
  • la dislocazione degli appartamenti: che tiene conto del valore immobiliare dei quartieri o degli isolati in cui l’accordo suddivide i singoli comuni;
  • il pregio dell’edificio e del singolo appartamento, determinato in base a criteri di mercato (piano, singola o doppia esposizione, impianti, finiture, ecc.).
Per il proprietario che stipula un contratto di locazione a canone concordato, ai sensi della L. 9 dicembre 1998, n. 431, il reddito da tassare è, come in quello a regime libero, dato dal valore più alto tra la rendita catastale, rivalutata del 5%, e il canone di locazione (aggiornato con le rivalutazioni Istat), ridotto del 5%.
Nel caso di stipulazione di un contratto concordato la riduzione è prevista di un ulteriore 30% , quindi il reddito imponibile derivante al proprietario dai contratti stipulati o rinnovati ai sensi del comma 3 dell'art. 2 a seguito di accordo definito in sede locale, è ulteriormente ridotto del 30 per cento.

Per poter usufruire dell'ulteriore riduzione del 30%, il proprietario deve indicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi della registrazione del contratto di locazione, l'anno di presentazione della denuncia dell'immobile ai fini dell'Imu e il Comune in cui l'immobile è situato.

E' possibile inoltre per il proprietario la facoltà di optare per la cedolare secca che comporterà la tassazione separata del canone con un aliquota del 21% ridotta al 10% per i contratti di locazione concordati.

Altre agevolazioni riguardano l'imposta di registro infatti il corrispettivo annuo da considerare per il calcolo dell'imposta di registro è, infatti, assunto per il 70% del totale. Si ha diritto all'agevolazione (riduzione del 30% della base imponibile) se, comunque, sono presenti altri requisiti:
  • l'immobile locato deve trovarsi in un Comune considerato ad alta "tensione abitativa" dal 2017 nei comuni che hanno previsto un accordo per la determinazione del canone concordato;
  • la locazione deve avere ad oggetto immobili urbani ad uso abitativo.
Le imposte di bollo e registrazione vengono azzerate se si opta per la tassazione con la cedolare secca.
Per i proprietari che concedono con contratto concordato un immobile a titolo di abitazione principale ad una persona che vi prenda la residenza anagrafica, la Legge 208/15 (c.d Legge di stabilità 2016) ai commi 53-54 dell’art 1 prevede l’aliquota ridotta al 75% per IMU e TASI.

Per i contratti stipulati, a favore di inquilini a “basso reddito”, di alloggi adibiti ad abitazione principale locati con contratti stipulati o rinnovati, ai sensi della legge n. 431 del 1998 è prevista le seguente detrazione ai fini Irpef:
  • 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 150 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non superiore a 30.987,41 euro.
Nei contratti a canone concordato, dove il contribuente è intestatario di contratto di locazione stipulato ai sensi della L. n 431 del 9 dicembre 1998, è prevista una detrazione d’imposta di:
  • 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 ma non superiore a 30.987,41 euro.
  • Nessuna detrazione se il reddito è superiore a 30.987,41

Per i contratti stipulati con giovani di età compresa tra i 20 anni e 30 anni, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 43, per l’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale è prevista, in sede della dichiarazione dei redditi una detrazione pari a 991,60 euro.
Tale detrazione spetta per i primi 3 anni, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro. La condizione per fruire dell’agevolazione è che l’immobile in questione sia diverso dall'abitazione principale dei genitori del giovane intestatario del contratto.
Il requisito dell'età è soddisfatto qualora ricorra anche per una parte del periodo d'imposta in cui si intende fruire della detrazione.

Sono previste detrazioni anche a favore dei lavoratori dipendenti, che per motivi di lavoro:
  • trasferiscono la propria residenza nel comune del lavoro o limitrofo;
  • il nuovo comune di trovi ad almeno 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque fuori dalla propria regione;
  • la residenza nel nuovo comune sia stata trasferita da non più di 3 anni dalla richiesta della detrazione.
Tale detrazione può essere fruita nei primi tre anni dal trasferimento della residenza e spetta nella misura di:
  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
  • 495,80 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro.
La detrazione Irpef è prevista anche per gli studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università che stipulano o rinnovano un contratto di locazione ai sensi della L. 9 dicembre 1998, n. 431.
È un’agevolazione che prevede la detrazione del 19% calcolata su un importo massimo di 2.633,00 euro.
Può beneficiarne sia lo studente che il familiare di cui lo stesso risulta fiscalmente a carico.
Le condizioni per ottenere l’agevolazione sono:
  • l'università si trovi in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente;
  • il comune di residenza dello studente appartenga, in ogni caso, ad una provincia diversa da quella in cui è situata l'università;
  • il contratto di locazione sia stipulato, o rinnovato, a canone "convenzionale", ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431.
La circolare n. 7 del 4 aprile 2017 ha chiarito gli schemi contrattuali previsti che consentono la detrazione dei canoni corrisposti da studenti che frequentano università italiane in dipendenza di:
  • contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431 del 1998, e cioè qualsiasi contratto registrato relativo a un’unità immobiliare destinata a uso abitativo. Sono detraibili, quindi, anche i canoni corrisposti in relazione a contratti a uso transitorio o quelli relativi a un posto letto singolo redatti in conformità alla legge senza che sia necessario la stipula di un contratto specifico per studenti;
  • i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.
La detrazione IRPEF è prevista anche per gli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale. Per alloggi sociali si intendono quelli concessi ad individui o nuclei familiari disagiati che non sono in grado di accedere al libero mercato. Sono definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008, in questo modo: “unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.”
Per i contratti di locazione stipulati con inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale l’importo della detrazione spetta nella misura di:
  • 900,00 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
  • 450,00 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro.

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martedì 11 aprile 2017

Super ammortamento 2017: cosa fare se si cede il bene agevolato




Si ricorda che il super ammortamento consiste in una maggiorazione extracontabile del costo di acquisto di beni strumentali nuovi pari al 40%. L’agevolazione, vigente dal 15 ottobre 2015, è stata prorogata dalla Legge di stabilità 2017 (Legge 232/2016) fino al 31.12.2017 con alcune modifiche rispetto alla disciplina prevista per lo scorso anno. 



In particolare, nel caso di cessione del bene agevolato:
  • nell’esercizio di cessione, la maggiorazione sarà determinata secondo il criterio pro rata temporis;
  • le quote di maggiorazione non dedotte non potranno più essere utilizzate, né dal soggetto cedente, né dal soggetto cessionario;
  • le quote di maggiorazione dedotte non saranno oggetto di “restituzione” da parte del soggetto cedente poiché la normativa in esame non prevede alcun meccanismo di recapture.
La cessione del bene agevolato nell’ambito di una operazione di sale and lease back, non comporta il venir meno dell’agevolazione, che continuerà ad essere fruita secondo le regole e la dinamica temporale originaria, indipendentemente dal sopravvenuto contratto di leasing.
Si ricorda che la maggiorazione del costo si applica esclusivamente con “riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento” e, pertanto, essa non rileva ai fini del calcolo della plusvalenza/minusvalenza derivante dalla cessione del bene.

Fonte

venerdì 7 aprile 2017

Cartelle di pagamento: Il nuovo tasso per chi paga in ritardo è del 3,50%


Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora relativi alle somme versate in ritardo, a seguito della notifica di una cartella di pagamento, saranno ancora più bassi.
In generale, il contribuente che riceve una cartella e non effettua il pagamento entro i 60 giorni dalla notifica, deve pagare gli interessi di mora ad un tasso determinato annualmente con provvedimento del Direttore dell’Agenzia. Il tasso d’interesse, che si applica a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, a partire dal 15 maggio prossimo, scenderà dal 4,13% al 3,50% annuo.
La misura, come previsto dall’art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1973, è stata rideterminata in considerazione della media dei tassi bancari attivi, in base alle stime fornite dalla Banca d’Italia.

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Contributi artigiani e commercianti


L'INPS ha comunicato l’inizio dell’emissione degli avvisi bonari relativi alla rata in scadenza a febbraio 2017 per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti.
A breve gli avvisi bonari saranno disponibili all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti al seguente indirizzo:
Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari.
Come di consueto sarà predisposta anche la relativa comunicazione visualizzabile al seguente indirizzo:
Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari generalizzati.
Sarà inviata anche una email di alert ai titolari e ai loro intermediari, sempre che abbiano fornito il loro indirizzo di posta elettronica.
Chi avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo al seguente indirizzo:
Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Sezione Comunicazione bidirezionale – Comunicazioni – Invio quietanza di versamento
Va tenuto presente che in caso di mancato pagamento l’importo dovuto verrà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.

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