Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

martedì 23 maggio 2017

Comunicazione liquidazioni Iva 2017: proroga ufficiale in arrivo


C’è attesa in queste ore per la proroga ufficiale della scadenza delle comunicazioni trimestrali delle liquidazioni IVA.  Si attende solo la pubblicazione ufficiale sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
 

Con la proroga della scadenza per l’invio della comunicazione delle liquidazioni Iva 2017 si avrà più tempo a disposizione. Ancora una volta, dopo le novità introdotte dal DL 193/2016, che ha introdotto ben 8 nuove scadenze fiscali per le imprese, il legislatore cerca di introdurre misure per il contrasto all’evasione fiscale che tuttavia hanno un’efficacia alquanto dubbia e per ora non fanno altro che complicare il quadro degli adempimenti fiscali.

Con la proroga della scadenza al 12 giugno 2017, per la comunicazione delle liquidazioni Iva del primo trimestre, commercialisti e imprese avranno più tempo per adempiere ai nuovi obblighi fiscali introdotti dal Governo e ben accolti dall’Agenzia delle Entrate.

Ricordiamo che oltre alla comunicazione delle liquidazioni Iva 2017 è stato anche introdotto lo spesometro trimestrale; soltanto per il 2017 tuttavia, dopo un tira e molla tra commercialisti e MEF, per lo spesometro si avrà scadenza semestrale. Dal 2018, salvo ulteriori interventi di modifica, nessuna proroga delle scadenze, con invio che a regime diventerà trimestrale.

Per la comunicazione liquidazioni trimestrali Iva 2017 e regime opzionale di fatturazione elettronica bisognerà rispettare le stesse scadenze.

Le scadenze previste per lo spesometro Iva 2017 (semestrale), per le liquidazioni Iva trimestrali 2017 e per la fatturazione elettronica, regime opzionale, sono le seguenti:

AdempimentoScadenza
Spesometro IvaI° semestre - 18 settembre 2017 /II° semestre - 28 febbraio 2018
Comunicazioni trimestrali liquidazioni periodiche IvaI trimestre - 31 maggio 2017 (proroga al 12 giugno) / II° trimestre - 18 settembre 2017 / III° trimestre - 30 novembre 2017 / IV° trimestre - 28 febbraio 2018
Fatturazione elettronica (regime opzionale)I° semestre - 18 settembre 2017 /II° semestre - 28 febbraio 2018

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Compensazioni F24: Bonus Renzi e crediti da 730

Questo il chiarimento fornito dall'Agenzia delle entrate:
Sia il Bonus Renzi di 80 euro che i crediti da 730 possono essere ancora compensati utilizzando l'home banking tradizionale e non obbligatoriamente i canali telematici Entratel e Fisconline.

L'Agenzia ha anche preannunciato un provvedimento che riepilogherà i crediti e i codici tributo sottoposti dal 1 giugno 2017 all'obbligo di utilizzo dei servizi telematici ufficiali dell'amministrazione finanziaria , a seguito dell'entrata in vigore del decreto 50 2017.

Viene di fatto recepito che sia il bonus Renzi che i crediti da 730 non sono crediti da ritenute e non dovrebbero essere fatti rientrare nell' applicazione dell'art 3 comma 21 del DL 50.
Non è stato confermato invece il termine del 1 giugno 2017 da cui,  secondo la risoluzione 
57 /e 2017 dovrebbero iniziare i controlli sull'obbligatorietà dell'F 24 telematico.
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"Se Mi Scordo": nuovo servizio Equitalia

Equitalia crea un nuovo servizio per ricordare ai contribuenti di pagare le rate che ti avvisa su cartelle, pagamenti e scadenze, anche per la definizione agevolata. In particolare, “Se Mi Scordo” è un servizio di avviso tramite sms o e-mail, dedicato a tutti i contribuenti che hanno un piano di rateizzazione attivo e/o che sono interessati a ricevere un promemoria in caso di affidamento ad Equitalia di un nuovo carico da riscuotere (cartelle/avvisi di accertamento esecutivo/avvisi di addebito).

Il servizio ti avvisa:
  • Se hai aderito alla definizione agevolata e vuoi essere avvisato prima della scadenza di ciascuna rata;
  • prima che ti arrivi una cartella e se ad Equitalia è stata affidata la riscossione di una somma a tuo carico;
  • se hai un piano di rateizzazione attivo e non hai pagato la metà del numero massimo delle rate previste per la decadenza;
  • se hai un piano di rateizzazione attivo e manca una sola rata da pagare per decadere.

Il servizio può essere richiesto direttamente in uno degli sportelli Equitalia, oppure entrando nella tua area riservata. Inserisci il numero di cellulare o l’e-mail su cui desideri ricevere i messaggi e sarai informato e aggiornato sulle scadenze. Un servizio che potrai revocare comunque in qualsiasi momento.

Se Mi Scordo è un servizio puramente informativo e non ha alcun valore né vincolo giuridico nel rapporto tra te ed Equitalia.

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IMU E TASI: esonero prima casa.

La prima casa è definitivamente esente da IMU e TASI a patto che siano rispettati i criteri previsti dalla legge. Esenzione dalla TASI anche per gli inquilini se l’affitto riguarda, anche in questo caso, la loro prima casa. Sempre richiesta la residenza anagrafica.
Si ricorda che per poter essere considerati “prima casa” ai fini dell’applicazione delle imposte locali gli immobili debbono rispettare i requisiti stabiliti dalla legge che sono relativi sia alle caratteristiche dell’immobile, sia a caratteristiche soggettive che debbono essere possedute dai proprietari. La normativa in materia fiscali applicabile all’abitazione è automaticamente estesa anche alle sue pertinenze, come espressamente previsto dall’art. 818 del codice civile. Ai fini IMU e TASI l’esenzione è riconosciuta a non più di tre pertinenze della prima casa e purché appartenenti a categorie catastali diverse tra quelle che individuano le pertinenze, ossia C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box), C/7 (tettoie e posti auto scoperti). Non possono essere in ogni caso considerati come prima casa, ai fini dell’esenzione da IMU, gli appartamenti accatastati nelle categorie che contraddistinguono gli immobili di lusso, ossia:
  • A/1 - appartamenti signorili;
  • A/8 - ville;
  • A/9 - castelli.

L’esclusione dalle agevolazioni previste per la prima casa riguarda anche le relative pertinenze. Per gli appartamenti esclusi dall’agevolazione prima casa in quanto di pregio, ai fini IMU continuano ad applicarsi:
  • l’aliquota base dello 0,4%;
  • la detrazione di 200 euro.

Per quel che riguarda i requisiti richiesti ai proprietari per poter usufruire delle agevolazioni occorre che si tratti di immobili adibiti ad abitazione principale e nei quali il proprietario, o i proprietari, risultino anagraficamente residenti. Debbono quindi essere rispettati entrambi i requisiti:
  • residenza angarafica;
  • uso diretto.

Se una delle due condizioni non è soddisfatta, l’immobile non può essere definito “prima casa” ai fini delle esenzioni a prescindere dal fatto che non si possiedano altri immobili per uso abitativo su tutto il territorio nazionale. In base al testo delle norme in materia di IMU vengono inoltre considerati come prima casa ai fini dell’applicazione delle imposte locali:
  • l’ex casa coniugale assegnata dal giudice a seguito di un provvedimento di separazione legale, di divorzio o di annullamento del matrimonio;
  • gli immobili delle cooperative a proprietà indivisa assegnati ai soci;
  • gli alloggi di proprietà di Iacp e/o altri enti di edilizia residenziale pubblica assegnati agli inquilini;
  • per uso abitativo;
  • l’unico immobile di proprietà di personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e della carriera prefettizia anche se il proprietario è residente altrove per motivi di servizio;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) a condizione che si tratti di soggetti già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, e solo nel caso che l’immobile in questione non risulti locato o dato in comodato d’uso.

Le norme consentono poi ai Comuni di assimilare a prima casa esclusivamente gli immobili di proprietà di anziani residenti in case di cura a patto che non siano stati dati in locazione. Quando sono rispettate le condizioni previste e quando gli immobili appartengono ad una delle categorie elencate, i proprietari, o i titolari dei diritti reali, non sono tenuti a versare né IMU né TASI.

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giovedì 18 maggio 2017

F24 e visto di conformità

Ecco i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione del 4 maggio 2017 n. 57, in merito alle novità introdotte con il D.L. n. 50 del 2017 (Manovra correttiva 2017) in tema di visto di conformità e utilizzo in compensazione di crediti tributari.
Poiché il D.L. n. 50 del 2017 non reca alcuna indicazione temporale sulla sua efficacia, è stato chiesto di chiarire se le nuove disposizioni trovino immediata applicazione e, nel caso, entro quali limiti.
Al riguardo si osserva che l’unico riferimento in merito è quello contenuto nell’articolo 67 del provvedimento in esame, a mente del quale «il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale», ossia il 24 aprile 2017.
Dovendo, dunque, fare applicazione dei principi generali previsti dall’ordinamento, in primis quello secondo cui la legge non dispone che per l’avvenire (cfr. l’articolo 11 delle preleggi), se ne trae che le nuove norme trovano applicazione per tutti i comportamenti tenuti dopo la loro entrata in vigore e, pertanto, alle dichiarazioni presentate dal 24 aprile 2017.
Ne consegue che, per le dichiarazioni già presentate entro il 23 aprile scorso prive del visto di conformità (ossia il modello IVA 2017, ma, ad esempio, anche le dichiarazioni relative alle imposte dei redditi e all’IRAP di soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare), restano applicabili i precedenti vincoli. In altri termini, non possono essere scartate le deleghe di pagamento che, pur presentate successivamente al 24 aprile, utilizzano in compensazione crediti emergenti da dichiarazioni già trasmesse per importi inferiori a euro 15.000.
Per le dichiarazioni non ancora presentate alla data del 24 aprile 2017 (ad esempio, modello IVA 2017 presentato con ritardo non superiore a 90 giorni o dichiarazioni integrative da presentare ai sensi degli articoli 2 e 8 del D.P.R. n. 322 del 1998) è necessario apporre il visto di conformità qualora si intenda compensare crediti superiori ad euro 5.000.

Infine si fa presente che, in considerazione dei tempi tecnici necessari per l’adeguamento delle procedure informatiche, il controllo in merito all’utilizzo obbligatorio dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate in presenza di F24 presentati da titolari di partita IVA che intendono effettuare la compensazione di crediti ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241 del 1997 inizierà solo a partire dal 1° giugno 2017.

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Distribuzione utili ai soci

La delibera sulla distribuzione degli utili è adottata dall’assemblea dei soci che approva il bilancio e il verbale inerente la delibera di distribuzione deve essere stampato sul libro delle decisioni dei soci e registrato prima di essere depositato presso il registro imprese.

Entro 20 giorni dalla data del verbale di delibera occorre:
  • recarsi all'Agenzia delle Entrate con due copie del verbale in bollo e il libro delle decisioni dei soci in visione;
  • versare contestualmente l’imposta di registro in misura fissa, pari a € 200, utilizzando il mod. F23 codice tributo 109T Imposta registro causa RP ;
  • la delibera di distribuzione degli utili, se contestuale all’approvazione del bilancio, deve essere depositata al Registro delle Imprese entro 30 giorni dalla data della sua adozione, a cura degli amministratori;
  • al percettore dovrà inoltre essere rilasciato il modello Cupe entro la scadenza del 31 marzo dell'anno successivo.
Ultimo adempimento la presentazione del modello 770 entro il 31 luglio.

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venerdì 12 maggio 2017

Imu e Tasi: acconto 2017


Nel 2017 le regole per il pagamento del primo acconto IMU e Tasi in scadenza il 16 giugno 2017 sono sostanzialmente invariate rispetto alle regole stabilite per il 2016.
Le ultime modifiche risalgono alla legge di Stabilità 2016 ha modificato sostanzialmente l’applicazione dell’Imu e della Tasi che dalla loro entrata in vigore non trovano pace.

Ecco in sintesi le regole per il calcolo dell’IMU e Tasi 2017:
1 – Abolizione della TASI – E’ stata prevista l’abolizione dal 2016 della TASI per gli immobili adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze, sempre se trattasi di categorie catastali non di lusso (cioe’ diverse da A/1, A/8 e A/9). La TASI non è  dovuta nemmeno  dall’inquilino, per la sua quota di competenza, qualora l’immobile occupato sia la sua abitazione principale. L’abolizione della TASI si applica anche all’immobile assegnato all’ex coniuge legalmente separato e all’immobile degli appartenenti alle forze dell’ordine trasferiti per ragioni di servizio. Nel caso di locazioni a canone concordato e’ prevista una riduzione dell’aliquota Tasi del 25%.
2 – IMU abitazioni – Continua l’esenzione IMU per gli immobili non di lusso adibiti ad abitazione principale. È prevista una riduzione del 25% delle aliquote IMU deliberate dai comuni per chi stipula (o ha già stipulato) un contratto di locazione a canone concordato.
È stata abrogata la disposizione che permetteva ai Comuni di disporre con propria delibera l’assimilazione all’abitazione principale delle unità immobiliari concesse in comodato a parenti di 1° grado. Queste abitazioni saranno nel 2017 come per il 2016 soggette ad aliquota ordinaria, salvo che non si rispettino le condizioni previste per il nuovo comodato, il quale però non prevede più l’assimilazione ma solo una riduzione al 50% della base imponibile.
Viene stabilita la riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato tra figli e genitori a condizione che:
a) il contratto di comodato sia regolarmente registrato (costo circa € 232);b) il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato. Tuttavia, l’agevolazione in questione si estende anche al caso in cui il comodante sia possessore, nello stesso comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato, di un altro immobile adibito a propria abitazione principale (non di lusso).La novita’ e’ che non bisogna piu’ dipendere da quanto deliberato dai Comuni, queste disposizioni prevalgono e anche i Comuni ne dovranno tener conto.
3 – IMU terreni agricoli – È’ confermata l’esenzione per i terreni agricoli ubicati in comuni montani e parzialmente montani (questi ultimi solo se posseduti da coltivatori diretti e IAP) ed è introdotta l’esenzione per tutti i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP.
4 – Tasi dei fabbricati invenduti delle imprese costruttrici – E’ prevista la riduzione all’1 per mille dell’aliquota TASI dei fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, fintanto che permanga tale destinazione e gli stessi non siano locati.
I Comuni hanno la possibilità di aumentare tale aliquota fino al 2,5 per mille o diminuirla fino ad azzerarla.

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mercoledì 10 maggio 2017

Liquidazione Iva mensile/trimestra: ecco il codice tributo per il versamento di somme dovute.

Con la Risoluzione 58/e del 9 maggio 2017 , al fine di consentire il versamento delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, è stato istituito il seguente codice tributo:
“9035” denominato “Articolo 54-bis Versamento IVA mensile/trimestrale – IMPOSTA”.

La previsione del nuovo codice si è resa necessaria dopo l’introduzione, da parte del decreto legge collegato alla manovra di bilancio 2017 (Dl 193/2016), dell’obbligo di comunicare i dati delle liquidazioni periodiche Iva.

Il codice è utilizzabile nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’articolo 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente ivi richiesto.
In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale il codice istituito è esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”) reperibili all’interno della stessa comunicazione.

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Compensazione modello F24 2017: chiarimenti e novità

Il 24 Aprile 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 50/2017 che nella stessa data è entrato in vigore.

Il decreto contiene una serie di misure che stabiliscono nuove regole in materia di compensazione dei cediti fiscali (Iva, redditi, Irap, Ritenute) e obbligano i titolari di Partita Iva ad utilizzare i servizi telematici per il pagamento mediante l’utilizzo del modello di pagamento F24.

Il D.L. 50/2017, con l’obiettivo di contrastare le indebite compensazioni, ha disposto i seguenti provvedimenti:
  • Riduzione da 15.000 a 5.000 Euro del limite oltre il quale, per poter utilizzare in compensazione di un credito fiscale con debiti fiscali di altra natura, (compensazione orizzontale) è obbligatoria l’apposizione del visto di conformità. Non è soggetta ad alcun vincolo la compensazione di crediti con debiti della stessa natura come ad esempio compensazione del credito Iva con debito IVA (compensazione verticale).
  • Introduzione per i titolari di partita Iva, dell’obbligo generalizzato di utilizzare i canali telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per il pagamento e la compensazione di Iva, imposte sui redditi, Irap, ritenute, addizionali, imposte sostitutive. 
Per i titolari di Partita Iva, non sarà più possibile in nessun caso, effettuare pagamenti o compensazioni di imposte mediante l’utilizzo del servizio Home Banking offerto dalla propria banca.

Da quanto esposto ne consegue che:

TITOLARI DI PARTITA IVA: i titolari di partita IVA sono obbligati ad effettuare il pagamento dei modelli F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate: Fisco on Line o tramite un intermediario abilitato, in presenza di compensazioni. Il contribuente che intende effettuare i pagamenti autonomamente dovrà accreditarsi per avere accesso a “Fisco on line” ed effettuare i pagamento tramite le applicazioni messe a disposizione dell’Agenzia: F24 web, F24 online, F24 cumulativo, F24 addebito unico)

NON TITOLARI DI PARTITA IVA: i soggetti non titolari di partita IVA sono soggetti ad obblighi diversi secondo la natura del pagamento da effettuare, in particolare:

F24 a saldo zero: si origina nel caso in cui l’importo a debito è compensato per intero con importi a credito. In tal caso il modello F24 può essere presentato, esclusivamente tramite Fisco On Line o tramite un intermediario abilitato.

F24 con saldo a debito (compensazione parziale): si origina nel caso in cui, nonostante l’utilizzo di crediti fiscali disponibili, le somme a debito sono comunque maggiori dei crediti utilizzati. In questo caso, oltre i canali telematici, possono ancora essere utilizzati servizi di internet banking offerti dalle proprie banche.

F24 a debito senza compensazioni: si origina nel caso in cui vengano corrisposte imposte in assenza di crediti. In questo caso, oltre i canali telematici ed i servizi di Home banking, il modello F24 può essere presentato agli sportelli bancari anche in modalità cartacea.


Il contribuente che compensa senza l’apposizione del visto di conformità, oppure nel caso in cui sia posto da un soggetto non abilitato, sarà punito con il recupero dell’ammontare del credito utilizzato, maggiorato di interessi e sanzioni al 30%.

Sostituti d’imposta

Con specifico riferimento ai sostituti d’imposta, la novità introdotta dal D.L. 50/2017 potrà avere effetti già sul Mod. 770/2017, il cui termine di trasmissione è, ad oggi fissato, al 31 luglio 2017. Qualora l’eventuale credito d’imposta residuo al 31 dicembre 2016 (evidenziato nel Quadro SX del Mod. 770/2017) risultasse di importo superiore a 5.000 Euro, il relativo utilizzo nel corso del 2017, in compensazione orizzontale (mediante l’utilizzo del mod. F24) sarebbe necessariamente subordinato all’apposizione del visto di conformità nel Frontespizio della dichiarazione ad opera di un intermediario abilitato.

Il DL dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In sede di conversione la disposizione commentata potrà essere oggetto di modifiche.

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