Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

mercoledì 13 dicembre 2017

Acconto IVA 2018



L'acconto IVA 2018 scadenza 27 dicembre 2017, è il termine entro il quale i contribuenti obbligati al versamento con F24 dell'imposta valore aggiunto annuale devono pagare l'imposta dovuta per le liquidazione periodiche di chiusura ultimo mese o trimestre annuale, utilizzando per il calcolo o il metodo storico,o il metodo previsionale o il metodo analitico.
Vediamo quindi chi sono i contribuenti che hanno l'obbligo di versare l'acconto IVA entro dicembre, come effettuare il pagamento, il codice tributo F24 e come fare a rimediare con il ravvedimento operoso in caso di omesso, ritardato o insufficiente acconto IVA.

I contribuenti obbligati a versare l'acconto IVA 2018 al 27 dicembre, sono tutti quelli tenuti alla liquidazione periodiche IVA, mensili e trimestrali.

Il 27 dicembre è il termine massimo entro il quale i contribuenti obbligati alla liquidazione IVA annuale devono versare, dopo aver calcolato l'imposta con il metodo storico, previsionale o analitico.

Il pagamento dell'imposta dovuta va versata tramite modello F24 Agenzia delle Entrate utilizzando gli appositi codici tributo distinti tra contribuenti mensili e contribuenti trimestrali ordinari e speciali.

Il calcolo acconto Iva 2018 da versare con F24 entro il 27 dicembre, deve essere effettuato con 3 diverse modalità che il contribuente obbligato può scegliere in base alla sua convenienza.
Metodo storico, previsionale e analitico:

- Calcolo acconto IVA con metodo storico: il contribuente deve calcolare come percentuale l'88% sul lordo dell’acconto dovuto per l’anno precedente.
per i contribuenti mensili dalla liquidazione periodica, la base di calcolo è quella relativa al mese di dicembre dell’anno precedente, per i contribuenti trimestrali ordinari, la base di calcolo è quella relativa alla dichiarazione annuale Iva o dal modello Unico.

- Calcolo acconto IVA con metodo previsionale: il contribuente deve calcolare l'importo in base alla stima delle operazioni che si ritiene di effettuare fino al 31 dicembre. Anche in questo caso la percentuale da considerare è pari all’88% dell’Iva che si prevede di dover versare al netto dell'eventuale eccedenza detraibile a dicembre, se si tratta di contribuenti mensili, per i contribuenti trimestrali con la dichiarazione annuale Iva o di Unico, per i contribuenti trimestrali speciali per il quarto trimestre.

- Calcolo acconto IVA con metodo analitico: il contribuente deve prendere in esame le operazioni effettuate fino al 20 dicembre. Nello specifico l’acconto deve essere pari al 100% dell’importo che risulta dalla liquidazione Iva tenendo conto delle operazioni annotate nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi dal 1° dicembre al 20 dicembre per i contribuenti mensili e dal 1° ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali.

L’acconto IVA 2018 si versa con il modello F24 che va trasmesso all'Agenzia delle Entrate nella sola modalità telematica.
I codici tributo F24 acconto IVA 2018 che i contribuenti devono indicare come causale di versamento sono: 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per quelli trimestrali.

I contribuenti che entro la scadenza non provvedono a pagare l'acconto IVA, possono rimediare alla violazione attraverso il cd. ravvedimento operoso.
Se il pagamento avviene entro 14 giorni: la sanzione è pari all'1%;
Se il versamento avviene tra il 15 ed il 30° giorno: la sanzione è dell'1,5% dell’imposta da versare (1/10 di 15%);
Se il pagamento avviene entro il 90° giorno: la sanzione risotta è pari all'1,67% dell’imposta (1/9 del 15%);
Se il versamento acconto IVA avviene oltre i 90 giorni ma entro 1 anno dalla scadenza originaria: la sanzione è del 3,75% dell’imposta (1/8 di 30%).

Dal versamento acconto IVA con F24, sono invece esclusi, ad esempio i seguenti contribuenti:
  • agricoltori esonerati;
  • ex regime per le nuove iniziative produttive;
  • enti pubblici che effettuano operazioni rilevanti ai fini IVA;
  • contribuenti che non possiedono dati storici o previsionali per effettuare il calcolo ossia coloro che hanno cessato l'attività entro il 30 novembre se la liquidazione era mensile e 30 settembre per quelli trimestrali o quelli che hanno iniziato l'attività in corso d'anno;
  • coloro che hanno chiuso l'anno precedente con un credito d'imposta;
  • coloro che prevedono di chiudere l'anno con una maggiore detrazione IVA;
  • contribuenti con acconto dovuto calcolato sotto o pari a 103,29 euro;
  • contribuenti che hanno effettuato solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell'imposta
  • produttori agricoli;
  • coloro che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale;
  • associazioni sportive dilettantistiche, ASD;
  • associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetario;
  • raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;
  • imprenditori individuali che hanno dato in affitto l'unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all'Iva;
  • contribuenti in regime dei minimi.

Fonte

venerdì 1 dicembre 2017

Legge di Stabilità: Approvato il DDL


Approvato definitivamente ieri 30 novembre 2017, il DDL di conversione del decreto fiscale collegato alla Legge di stabilità 2018. Si attende oggi la pubblicazione in Gazzetta.
Ecco le principali novità fiscali approvate:
  • Rottamazione delle cartelle esattoriali:  Icontribuenti che hanno aderito alla prima “versione” della definizione agevolata  hanno tempo fino al 7 dicembre 2017 per il pagamento delle rate riferite al 2017 in scadenza nei mesi di luglio, settembre e novembre; mentre il termine per il pagamento della rata in scadenza nel mese di aprile 2018 è fissato nel mese di luglio 2018. 
    Infine, possono essere rottamati i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 per i quali in precedenza non è stata presentata istanza di adesione e si consente la riammissione alla “rottamazione” di tutti coloro che in precedenza non erano stati ammessi perché non in regola con il pagamento delle rate scadute relative ai piani di rateazione in essere al 24 ottobre 2016 .
  • Trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute: nessuna sanzione per i soggetti passivi Iva che hanno erroneamente trasmesso i dati delle fatture emesse e ricevute per il primo semestre 2017 se la stessa sia stata correttamente trasmessa entro il 28 febbraio 2018. Introdotta la facoltà di effettuare la trasmissione dei dati con cadenza semestrale. Semplificate anche le informazioni da trasmettere.
  • Split payment: l'applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti viene esteso anche alle operazioni effettuate nei confronti degli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona, fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%, società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri, società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment, società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment, società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana identificate agli effetti dell’Iva.
  • Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari e in materia di audiovisivo: modifiche anche per la disciplina del credito d’imposta relativo agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali tramite l'estensione anche agli enti non commerciali e anche per investimenti effettuati sulla stampa online. 
  • Detraibilità degli alimenti a fini medici speciali Prevista la detrazione per spese sanitarie per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali.
  • Collaborazione volontaria per l’emersione di redditi prodotti all’estero: possibile regolarizzare attività depositate e somme detenute su conti correnti e su libretti di risparmio all’estero, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero.Per la regolarizzazione è necessario versare il 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi. 
  • Detrazione per studenti fuori sede: La detrazione d’imposta per canoni di locazione, prevista per gli studenti universitari fuori sede, viene estesa all’ipotesi in cui l’università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza  50 km e gli studenti fuori sede siano residenti in zone montane o disagiate

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IMU TASI 2017


La legge di bilancio per il 2017 ha confermato le disposizioni in vigore lo scorso anno, per cui i comuni non posso aumentare le aliquote rispetto a quelle deliberate nel 2015. 
Stop anche alle maggiorazioni: l’aumento di 0,8 punti per la sola aliquota della TASI, infatti, è applicabile nel 2017 solo se già deliberato e applicato per il 2016.

La prima casa è ormai definitivamente esente da IMU e TASI a patto che siano rispettati i criteri previsti dalla legge. Esenzione dalla TASI anche per gli inquilini se l’affitto riguarda, anche in questo caso, la loro prima casa. Sempre richiesta la residenza anagrafica.
Si ricorda che per poter essere considerati “prima casa” ai fini dell’applicazione delle imposte locali gli immobili debbono rispettare i requisiti stabiliti dalla legge che sono relativi sia alle caratteristiche dell’immobile, sia a caratteristiche soggettive che debbono essere possedute dai proprietari. La normativa in materia fiscali applicabile all’abitazione è automaticamente estesa anche alle sue pertinenze, come espressamente previsto dall’art. 818 del codice civile. Ai fini IMU e TASI, l’esenzione è riconosciuta a non più di tre pertinenze della prima casa e purché appartenenti a categorie catastali diverse tra quelle che individuano le pertinenze, ossia C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box), C/7 (tettoie e posti auto scoperti). Non possono essere in ogni caso considerati come prima casa, ai fini dell’esenzione da IMU, gli appartamenti accatastati nelle categorie che contraddistinguono gli immobili di lusso, ossia:
  • A/1 - appartamenti signorili;
  • A/8 - ville;
  • A/9 - castelli.
L’esclusione dalle agevolazioni previste per la prima casa riguarda anche le relative pertinenze. Per gli appartamenti esclusi dall’agevolazione prima casa in quanto di pregio, ai fini IMU continuano ad applicarsi:
  • l’aliquota base dello 0,4%;
  • la detrazione di 200 euro.
Per quel che riguarda i requisiti richiesti ai proprietari per poter usufruire delle agevolazioni occorre che si tratti di immobili adibiti ad abitazione principale e nei quali il proprietario, o i proprietari, risultino anagraficamente residenti. Devono quindi essere rispettati entrambi i requisiti:
  • residenza angarafica;
  • uso diretto.
Se una delle due condizioni non è soddisfatta, l’immobile non può essere definito “prima casa” ai fini delle esenzioni a prescindere dal fatto che non si possiedano altri immobili per uso abitativo su tutto il territorio nazionale. In base al testo delle norme in materia di IMU vengono inoltre considerati come prima casa ai fini dell’applicazione delle imposte locali:
  • l’ex casa coniugale assegnata dal giudice a seguito di un provvedimento di separazione legale, di divorzio o di annullamento del matrimonio;
  • gli immobili delle cooperative a proprietà indivisa assegnati ai soci;
  • gli alloggi di proprietà di Iacp e/o altri enti di edilizia residenziale pubblica assegnati agli inquilini;
  • per uso abitativo;
  • l’unico immobile di proprietà di personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e della carriera  prefettizia anche se il proprietario è residente altrove per motivi di servizio;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) a condizione che si tratti di soggetti già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, e solo nel caso che l’immobile in questione non risulti locato o dato in comodato d’uso.
Le norme consentono poi ai Comuni di assimilare a prima casa esclusivamente gli immobili di proprietà di anziani residenti in case di cura a patto che non siano stati dati in locazione. Quando sono rispettate le condizioni previste e quando gli immobili appartengono ad una delle categorie elencate, i proprietari, o i titolari dei diritti reali, non sono tenuti a versare né IMU né TASI.

Fonte