Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

martedì 23 gennaio 2018

Prestazioni occasionali 2018



La prestazione occasionale è uno strumento che deve essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico e che, per tale ragione, sono esonerati dall’apertura di una partita Iva.

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica ed occasionale rappresentano uno degli aspetti di maggiore interesse tra i contribuenti. Questo in quanto permettono loro di effettuare, accanto alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente, autonomo o di impresa), un’attività professionale saltuaria, senza particolari obblighi fiscali.
Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.
Si definisce lavoratore che effettua una prestazione occasionale, chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.
Un’attività di lavoro autonomo, affinché possa rientrare tra quelle di tipo occasionale, è necessario che rispetti alcuni limiti qualitativi legati alla prestazione svolta, che di seguito riepiloghiamo:
• Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo che può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo;
• Mancanza di coordinamento della prestazione. Occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti o il lavoro dipendente, se c’è l’elemento della coordinazione, oppure il lavoro autonomo,con partita Iva, per più prestazioni autonome abituali.
Il contribuente che effettua la prestazione occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale“.
Ricevuta nella quale è tenuto ad indicare i seguenti elementi obbligatori:
• I propri dati personali;
• Le generalità del committente;
• La data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
• Il corrispettivo lordo concordato;
• La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
• L’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione.
In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale. La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione occasionale è svolta nei confronti di sostituti di imposta.
Ai sensi di quanto previsto dal DPR n. 600/73, sono sostituti di imposta, ad esempio:
• Imprese e professionisti (che non applicano il regime forfettario);
• Società di persone e di capitali;
• Associazioni ed enti di ogni tipo;
• Condomini.

Per la compilazione della ricevuta per prestazione occasionale è necessario prestare attenzione alla data da attribuire alla ricevuta. Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.
La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.
Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo. Trattandosi di una ricevuta “non fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da €. 2,00, nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di €. 77,47.
La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta. Altrimenti si incorrerà in sanzione.
L’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione. Infine, se la ricevuta è nei confronti di committente estero, è comunque opportuno apporla.
Ai fini fiscali, il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei “redditi diversi“. Da un punto di vista dichiarativo, i redditi derivanti da prestazioni occasionali devono essere indicati nel quadro D del modello 730. Oppure, nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.
I soggetti che hanno percepito soltanto redditi da prestazione occasionale sotto i €. 4.800 lordi annui hanno la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Nel caso in cui il prestatore di lavoro occasionale raggiunga nell’anno la soglia di €. 5.000 lorde di prestazioni c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, con il contestuale obbligo del versamento contributivo.
La soglia di €. 5.000 lorde deve essere così conteggiata:
• Prendendo a riferimento solo le prestazioni occasionali;
• Sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento;
• Considerando tutti i committenti;
• Escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente).
I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei
€. 5.000. In pratica tale soglia funge da franchigia per i contributi previdenziali.
L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi. Pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a €. 5.000 nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata né al versamento di contributi previdenziali.
Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto, in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.
Dal 24 giugno 2017 è entrata in vigore la nuova disciplina del Lavoro Occasionale. Si tratta della disciplina che è andata a sostituire gli abrogati buoni-lavoro c.d. “Voucher Inps“.
Alle prestazioni legate al Lavoro Occasionale possono fare ricorso:
• Le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, attraverso il Libretto Famiglia;
• Imprese e professionisti per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale.
In particolare, il Legislatore ha introdotto il “libretto di famiglia” per le prestazioni occasionali rese ai privati e il “contratto di Prestazione Occasionale (PrestO)” per le imprese ed i professionisti. Questo con il dichiarato intento di consentirne l’utilizzo per prestazioni occasionali o saltuarie e, nel contempo, garantire un minimo di tutele previdenziali, normative e assistenziali a favore dei prestatori.
Privati e famiglie possono utilizzare il Lavoro Occasionale per svolgere:
• Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
• Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
• Insegnamento privato supplementare.
Imprese e professionisti possono sfruttare il Lavoro Occasionale per effettuare attività occasionali nella generalità dei settori produttivi.
E’ fatto divieto di utilizzare la disciplina del Lavoro Occasionale nelle seguenti fattispecie.
Per imprese e professionisti:
• Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
• Da parte degli utilizzatori che occupano pi di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
• Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
• Imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
• Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per tutte le categorie di utilizzatori valgono regole comuni.
La possibilità di attuare attività di Lavoro Occasionale è ammessa per ciascun anno civile, entro il limite di:
• €. 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
• €. 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
• €. 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.
Con riferimento alla soglia di utilizzo relativa alla totalità dei prestatori, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionale rese dai seguenti soggetti:
• Titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità;
• Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;
• Disoccupati che abbiano reso la DID;
• Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.
In ogni caso non può essere superato il limite massimo di 280 ore lavorative nell’arco dell’anno.
L’acquisto dei buoni deve essere effettuato sulla piattaforma Inps dedicata, con pagamento anticipato.
Il valore dei buoni acquistabili è di €. 12,00 lorde a cui corrisponde un entrata netta per il lavoratore di €. 9,00.
Il buono deve essere attivato almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa.
Per l’accesso alle prestazioni di cui al presente articolo, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti. Questo anche tramite un intermediario autorizzato ad intrattenere i rapporti con l’Inps.
I pagamenti possono essere effettuati anche utilizzando il modello di versamento F24.
E' esclusa la possibilità di compensazione con eventuali crediti. Le regole di registrazione sono diverse a seconda che si tratti di utilizzatore privato o professionale.
In caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso da una pubblica amministrazione, dei limiti di cui sopra, avverrà la trasformazione del rapporto da occasionale a rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione ,e quindi di attivazione del buono, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria. Sanzione che prevede il pagamento di una somma da €. 500 a €. 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione. Senza possibilità di diffida ad adempiere.
Ogni ora di lavoro deve essere retribuita con un importo minimo di €. 9,00.
A questo devono aggiungersi:
• La contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso;
• Il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nella misura del 3,5% del compenso;
• Infine, l’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.
I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono:
• Esenti da imposizione fiscale;
• Non incidono sul suo stato di disoccupato;
• Sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
L’utilizzatore del buono lavoro  è tenuto a trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, con le medesime modalità, una dichiarazione che deve contenente:
• I dati anagrafici e identificativi del prestatore;
• Il luogo di svolgimento della prestazione;
• L’oggetto della prestazione;
• La data e l’ora di inizio ed il termine della prestazione. Ovvero, se imprenditore agricolo la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni;
• Il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a €. 36, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata.
Se la prestazione non è stata resa, è possibile trasmettere la comunicazione di revoca attraverso la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contac center messi a disposizione dall’Inps, entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione.


lunedì 22 gennaio 2018

Spesometro, semplificazioni e proroga in arrivo.



Arriva la semplificazione dello spesometro e con lei anche la proroga del termine fissato per il 28 febbraio per l'invio dei dati delle fatture 2017.
La semplificazione delle comunicazioni consiste nel rendere light lo spesometro e semplificare così le operazioni e le procedure per imprese e intermediari.
Il provvedimento recepisce le novità introdotte dal decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio (148/2017) con cui si punta a ridurre drasticamente le informazioni che i contribuenti dovranno inviare al Fisco.
L'altra novità di rilievo riguarda la scadenza del prossimo 28 febbraio, data entro cui i contribuenti titolari di partita Iva dovranno inviare i dati delle fatture relative al secondo semestre 2017 e le integrazioni, senza sanzioni, delle comunicazioni relative al primo semestre dello scorso anno.
In conclusione, senza poter ancora indicare la data certa della proroga, l'invio del prossimo 28 febbraio slitterà tra fine marzo e inizio aprile.

mercoledì 17 gennaio 2018

Bonus assunzioni giovani 2018



L'obiettivo del bonus assunzioni giovani 2018, contenuti nell’ultima Legge di Bilancio,è quello di rendere più semplice l’inserimento nel mondo del lavoro degli under 35 che non hanno mai messo una firma su un contratto a tempo indeterminato.
La Legge di Stabilità prevede un incentivo triennale, cioè un bonus assunzioni giovani per il 2018, per i contratti a tutele crescenti (o a tempo indeterminato). Il traguardo che il Governo vorrebbe raggiungere è quello di creare almeno 400 mila nuovi posti di lavoro nel corso dell’anno, attraverso uno sconto del 50% dei contributi versati dal datore con un tetto massimo di 3.000 euro l’anno.
Il tutto, ovviamente, a certe condizioni.
Il giovane da assumere under 35 non deve avere mai avuto un contratto a tempo indeterminato, cioè un posto fisso.
Per quanto riguarda gli apprendisti, il bonus assunzioni giovani 2018 prevede che possano avere un contratto stabile i giovani fino a 30 anni ma con un incentivo di 1 anno. L’agevolazione può essere raddoppiata (dal 50% al 100% per 3 anni) se si tratta di uno studente che ha svolto in azienda dei periodi di apprendistato per la qualifica, per il diploma o di alta formazione.
Per poter beneficiare del bonus assunzioni giovani 2018 il lavoratore deve avere innanzitutto due requisiti di base:
  • non avere compiuto 35 anni di età nel 2018;
  • non avere mai avuto un contratto a tempo indeterminato sia nella stessa azienda sia presso un altro datore di lavoro.
Su quest’ultimo punto resta l’eccezione dell’apprendistato, purché sia stato svolto presso un’altra realtà lavorativa e non siano culminati in un rapporto a tempo indeterminato. Un elemento che verrà verificato anche dalle agenzie e dai servizi per il lavoro tramite i dati sulla disoccupazione.
Del bonus assunzioni giovani 2018 e dell’esonero contributivo, può beneficiare l’azienda se:
  • non ha licenziato lavoratori per giustificato motivo oggettivo o non ha effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione presso la stessa unità produttiva;
  • l’assunzione non costituisce attuazione di un obbligo preesistente;
  • non viene violato il diritto di precedenza stabilito dal contratto collettivo o dalla legge;
  • non ci siano delle sospensioni dal lavoro per crisi o riorganizzazione aziendale.
Queste condizioni valgono anche nel caso in cui venga trasformato un rapporto a termine in contratto a tempo indeterminato, se ci sono le condizioni per l’agevolazione.



martedì 16 gennaio 2018

Certificazione Unica 2018



Pubblicato il Modello della Certificazione Unica “CU 2018”, per l'anno 2017, e le relative istruzioni per la sua compilazione.
Entro il 7 marzo i sostituti d’imposta devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, per il periodo d’imposta 2017,da rilasciare al percipiente entro il 31 marzo.
Le certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata potranno essere trasmesse entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770), ossia entro il 31 ottobre 2018.

Detraibilità spese mediche 2018



Le spese mediche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi al 19% per l’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro a condizione che la spesa sia certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati:
  • la natura, 
  • la quantità dei prodotti acquistati,
  • il codice alfanumerico identificativo della qualità del farmaco, posto sulla confezione del medicinale,
  • il codice fiscale del destinatario,
    così come indicato nel Testo Unico delle imposte sui redditi all’art 10, comma 1, lett.b).
Sono detraibili le spese sostenute per l'acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001.
Sono eslcusi gli alimenti ai fini medici speciali destinati ai lattanti.

Danno diritto alla detrazione le spese indicate nello scontrino con le seguenti diciture:
  • Farmaco, medicinale: Queste indicazioni sullo scontrino danno diritto alla detrazione al 19%.
  • Aic (codice di autorizzazione all’immissione in commercio): per motivi di privacy del contribuente lo scontrino può indicare anche un unico codice univoco di autorizzazione anziché il nome specifico del farmaco che sarà rilevato mediante lettura ottica del codice a barre. 
  • Omeopatici: i farmaci omeopatici sono considerati medicinali e a questi sono equiparati. 
  • Ticket: questa dicitura c’è per i medicinali erogati unicamente dal servizio sanitario e pertanto da diritto alla detrazione. 
  • Farmaco/medicinale preparazione galenica: le preparazioni galeniche sono i medicinali preparati in farmacia in base ad una prescrizione medica destinata ad un determinato paziente (formule magistrali) o in base alle indicazioni della Farmacopea europea o delle Farmacopee nazionali in vigore negli Stati membri dell’Unione Europea (formule officinali). Sono detraibili se è specificata la loro natura, per questo è necessaria l’indicazione farmaco/medicinale.
  • SOP-OTC: sono sigle utilizzate per i medicinali che non necessitano di prescrizione medica e sono suddivisi tra medicinali da banco o di automedicazione (OTC) e le restanti tipologie. Trattandosi di medicinali sono detraibili, così come chiarito dall'Agenzia. 
  • Medicinali fitoterapici: sono medicinali che contengono esclusivamente come sostanze attive sostanze vegetali o preparazioni vegetali. Tali medicinali sono ufficialmente approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che ne autorizza l’immissione in commercio dopo averne verificato la qualità, l’efficacia e la sicurezza e per tale motivo possono essere venduti esclusivamente nelle farmacie. Come indicato dalla Risoluzione n.396 del 2008 sono detraibili i prodotti fitoterapici esclusivamente quando sono medicinali.

Non danno diritto alla detrazione le spese indicate nello scontrino con le seguenti diciture:
  • Integratori alimentari:  In ragione della loro composizione, gli integratori si qualificano come prodotti appartenenti all’area alimentare e per tale motivo non sono detraibili.
  • Parafarmaci: la spesa relativa all’acquisto di parafarmaci, siano essi prodotti fitoterapici, pomate colliri, ecc., non può essere equiparata a quella per medicinali così come precisato dall'Agenzia nella Risoluzione n.396 del 2008
Nella dichiarazione dei redditi precompilata sono comprese le spese mediche. Infatti grazie al sistema Tessera Sanitaria i medici hanno dovuto comunicare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati in loro possesso suddivisi per singolo contribuente tramite il codice fiscale. L'obbligo di comunicare i dati delle spese sanitarie è stato introdotto per permettere all'Agenzia delle Entrate di elaborare le dichiarazioni dei redditi precompilate(730 e Unico PF).

Dichiarazione 730/2018: pubblicati i Modelli con relative istruzioni



Pubblicato dall'Agenzia delle Entrate il modello di dichiarazione dei redditi 730/2018 e le relative istruzioni.

Ecco di seguito le principali novità contenute nel modello dei redditi 730/2018:
  • Presentazione mod. 730: anche i contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale dei Caf e dei professionisti abilitati, possono presentare il modello 730/2018 entro il 23 luglio 2018;
  • Cedolare secca: dal 1° giugno 2017 i comodatari e gli affittuari che locano gli immobili per periodi non superiori a 30 giorni possono assoggettare a cedolare secca i redditi derivanti da tali locazioni;
  • Locazioni brevi: dal 1° giugno 2017 i redditi dei contratti di locazione non superiori a 30 giorni, che sono stati conclusi con l’intervento di soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on-line, sono assoggettati ad una ritenuta del 21% se tali soggetti intervengono anche nel pagamento o incassano i canoni o i corrispettivi derivanti dai contratti di locazione breve. La ritenuta è effettuata nel momento in cui l’intermediario riversa le somme al locatore;
  • Premi di risultato e welfare aziendale: innalzato da 2.000,00 euro a 3.000,00 euro il limite dei premi di risultato da assoggettare a tassazione agevolata. Il limite è innalzato a 4.000 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’ organizzazione del lavoro e se i contratti collettivi aziendali o territoriali sono stati stipulati fino al 24 aprile 2017;
  • Sisma-bonus: da quest’anno sono previste percentuali di detrazione più ampie per le spese sostenute per gli interventi antisismici effettuati su parti comuni di edifici condominiali e per gli interventi che comportano una riduzione della classe di rischio sismico;
  • Eco-bonus: percentuali di detrazione più ampie per alcune spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali;
  • Spese d’istruzione: è aumentato a 717,00 euro il limite delle spese d’istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale d’istruzione;
  • Spese sostenute dagli studenti universitari: per gli anni d’imposta 2017 e 2018 il requisito della distanza, previsto per fruire della detrazione del 19 per cento dei canoni di locazione, si intende rispettato anche se l’Università è situata all ’interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate;
  • Spese sanitarie: limitatamente agli anni 2017 e 2018 sono detraibili le spese sostenute per l'acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l'esclusione di quelli destinati ai lattanti;
  • Art-bonus: dal 27 dicembre 2017 è possibile fruire del credito d’imposta per le erogazioni cultura anche per le erogazioni liberali effettuate nei confronti delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
  • Borse di studio: sono esenti le borse di studio nazionali per il merito e per la mobilità erogate dalla Fondazione Articolo 34;
  • 5 per mille: da quest’anno è possibile destinare una quota pari al cinque per mille della propria imposta sul reddito a sostegno degli enti gestori delle aree protette.


lunedì 15 gennaio 2018

Contabilità semplificata per cassa 2017 e rimanenze di magazzino



La Legge di Bilancio 2017 ha riformato il regime contabile dei semplificati, introducendo il regime di cassa come unica modalità di gestione contabile e fiscale per questa categoria di soggetti.

Una delle problematiche più rilevanti della contabilità semplificata 2017 per cassa è stata quella relativa alla gestione delle rimanenze di magazzino. Secondo diversi professionisti e parte della stampa specializzata, infatti, il passaggio al regime di cassa non determina automaticamente l’abbandono della contabilità di magazzino.
E tale impostazione è stata recentemente confermata dall’Agenzia delle Entrate con la pubblicazione degli indicatori di affidabilità fiscale (ISA) che tra i vari dati prevedono proprio quelli relativi alla gestione delle rimanenza di magazzino.
Nella circolare numero 11/E dello scorso 13 aprile 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi chiarimenti in materia di regime di cassa per i contribuenti in contabilità semplificata.

Occorre redigere l’inventario delle merci per due ragioni:
  • in primo luogo poiché questi dati sono necessari per la corretta compilazione degli indicatori di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno gli studi di settore;
  • in secondo luogo perché tali dati saranno comunque necessari nel caso di passaggio dal regime contabile semplificato a regime contabile ordinario.

Di fatto il nuovo regime delle contabilità semplificate per cassa 2017 rappresenta quindi un ibrido, considerando come alcuni elementi reddituali si debbano comunque attribuire per competenza all’esercizio considerato (ammortamenti e accantonamenti).

venerdì 12 gennaio 2018

Detrazione Irpef per gli abbonamenti ai trasporti pubblici



Dal 2018 sono detraibili gli abbonamenti ai trasporti regionali ed interregionali

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto la detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per gli abbonamenti al trasporto pubblico regionale ed interregionale, nella misura massima di 250 Euro di spesa. 
La norma consente di portare in detrazione, in sede di dichiarazione dei redditi le spese, fino ad un massimo di 250 Euro, sostenute nel 2018 per l'abbonamento al trasporto locale, regionale ed interregionale (quindi autobus, metropolitane, tram, treni ecc…). Ai fini della detrazione vale il principio di cassa, che costituisce il principio tipico in materia di oneri. La detrazione pertanto può essere calcolata sull'intera spesa sostenuta nel 2018, anche se l'abbonamento scade nel periodo d'imposta successivo.
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari a carico, fermo restando il limite complessivo di spesa di 250 Euro.
Per usufruire in maniera corretta della detrazione è necessario conservare copia delle spese sostenute per gli abbonamenti, in modo che tali documenti siano visionabili da parte del Caf/professionista abilitato che predisporrà la dichiarazione e dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate in caso di futuri controlli. 
La Legge di Bilancio ha previsto, inoltre, la possibilità per il datore di lavoro di rimborsare al dipendente l'abbonamento al trasporto pubblico in completa esenzione.

La nuova disposizione, infatti, prevede che le somme erogate o rimborsate ai dipendenti da parte del datore di lavoro, o quelle da quest'ultimo direttamente sostenute, per l'acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale del dipendente o dei suoi familiari fiscalmente a carico, non costituiscono reddito in capo al dipendente.

Il datore di lavoro può quindi utilizzare tre diverse modalità:

•    pagamento diretto al fornitore del servizio di trasporto;
•    erogazione di denaro al dipendente, come anticipo della spesa;
•    rimborso della spesa al dipendente.

Negli ultimi due casi è bene che il datore di lavoro conservi la documentazione provante l'utilizzo delle somme da parte del dipendente per le finalità per cui sono state corrisposte.

L'agevolazione è valida anche per gli abbonamenti utilizzati dai familiari indicati all'art. 12 del TUIR, purché fiscalmente a carico del dipendente.

martedì 9 gennaio 2018

Allarme tasse sulle sigarette elettroniche.


 Dal 1° gennaio i liquidi per le ricariche sono sotto il controllo dei Monopoli di Stato, come sono già il tabacco tradizionale e i superalcolici. E' stata  fissata  un' imposta pari a 0,37344 euro più Iva per ogni millilitro di ricarica, con o senza nicotina, ciò significa, più o meno, 5 euro ogni flacone da 10 millilitri di liquido da vaporizzare. 
Inoltre, le sigarette elettroniche potranno essere vendute solo nelle tabaccherie e nelle rivendite autorizzate. L'obiettivo è di contrastare l'evasione fiscale connessa al mercato illegale del fumo elettronico e garantire gli adeguati controlli sul fronte sanitario dei liquidi venduti. A partire da aprile i rincari interesseranno anche per il glicerolo, prodotto utilizzato da molti consumatori di sigarette elettroniche per prodursi da soli il liquido di ricarica
Si tratta di prodotti che vengono venduti anche in farmacia e in erboristeria per preparazioni alimentari e cosmetiche ma che, in questi casi, non sono soggetti a questo tipo di tassazione.
Fonte

lunedì 8 gennaio 2018

Legge di stabilità 2018, Bonus sport



Sono numerose le misure contenute nel cd. Pacchetto Sport nella Legge di bilancio 2018.

In primo luogo è previsto un credito d'imposta ammodernamento impianti calcistici (Comma 352) a favore delle società appartenenti:

  • alla Lega di serie B;
  • alla Lega Pro;
  • alla Lega nazionale dilettanti;che ammodernano gli impianti calcistici.
Il credito è pari al 12% dell'ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti, fino ad un massimo di 25.000 Euro.
Le società interessate potranno accedere al credito d'imposta nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento UE 14097/2013 del 18.12.2013 relativo agli aiuti de minimis.
Un decreto, da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, individuerà le modalità di attuazione del credito.

La seconda novità riguarda l'istituzione di società sportive dilettantistiche con scopo di lucro (Commi 353-361) che si concretizza nella possibilità di esercitare attività sportive dilettantistiche anche con scopo di lucro, attraverso una delle forme di società previste dal Libro V del codice civile.
In tal caso lo statuto deve contenere:

  • nella denominazione o ragione sociale, la dicitura «società sportiva dilettantistica lucrativa»;
  • nell'oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l'organizzazione di attività sportive dilettantistiche;
  • il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell'ambito della stessa disciplina;
  • l'obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell'apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un «direttore tecnico» che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e tecniche dello sport (LM68), purché in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.
Queste società, nel caso in cui abbiano ottenuto il riconoscimento da parte del CONI, godono della riduzione alla metà dell'IRES. L'agevolazione si applica nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento UE 14097/2013 del 18.12.2013 relativo agli aiuti de minimis.
I servizi di carattere sportivo, resi dalle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI, nei confronti di chi pratica l'attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società, sono soggetti all'aliquota IVA del 10% (n. 123-quater della Tabella A, parte III, del DPR 633/72).
Le collaborazioni rese a favore delle società sportive dilettantistiche lucrative costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata continuativa, e i relativi compensi costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. I collaboratori, a partire dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, sono iscritti al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo istituito presso l'INPS. Per i primi 5 anni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, la contribuzione a tale fondo è dovuta nei limiti del 50% del compenso spettante al collaboratore.

La Legge di stabilità 2018 istituisce anche un credito d'imposta erogazioni liberali per ristrutturazione impianti sportivi pubblici (Commi 363-366) prevedendo un credito d'imposta per coloro che nel corso del 2018 effettuano erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 Euro per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, anche se destinati ai soggetti concessionari.

Il credito è pari al 50% delle erogazioni effettuate, nel limite del 3 per mille dei ricavi annui, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione in 3 quote annuali di pari importo. Il credito non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap.
I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali devono comunicare all'Ufficio per lo Sport, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione.
Entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di erogazione, e fino all'ultimazione dei lavori di ristrutturazione, i soggetti devono comunicare all'Ufficio per lo sport lo stato di avanzamento lavori.
Con decreto, da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, dovranno essere fornite le disposizioni applicative necessarie.

Prevista una nuova franchigia per compensi da attività sportiva dilettantistica (Comma 367). In particolare viene aumentato da 7.500 a 10.0000 Euro il limite entro cui le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi erogati (di cui alla lett. m) del comma 1 dell'art. 67 del TUIR):


  • ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche;
  • nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall'Unione Nazionale per l'Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto
non concorrono a formare il reddito.

Farmacie private: apertura alle società di capitali

La legge 124/2017 «legge annuale per il mercato e la concorrenza» ha apportato numerose innovazioni al settore della distribuzione farmaceutica i cui punti salienti possono così essere sintetizzati:
  1. ingresso di società di capitali nella titolarità dell'esercizio della farmacia privata;
  2. rimozione del limite delle 4 licenze, attualmente previsto, in capo ad una identica società;
  3. divieto di controllo, diretto o indiretto da parte di un medesimo soggetto, di una quota superiore al 20 per cento delle farmacie della medesima regione o provincia autonoma;
  4. soppressione dei requisiti soggettivi per la partecipazione alle società che gestiscono farmacie, ovvero, anche una società di non farmacisti può essere titolare di farmacia privata, fermo restando la direzione della stessa a capo di un farmacista;
  5. la direzione della farmacia può essere affidata anche ad un farmacista non socio;
  6. incompatibilità per il socio persona fisica della società titolare dell’esercizio della farmacia privata con l’esercizio della professione medica e con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione ed informazione scientifica del farmaco; compatibile parrebbe l’attività di intermediazione (distribuzione) del farmaco;
  7. concessione, ai titolari delle farmacie ubicate nei comuni con popolazione inferiore a 6.600 abitanti, che risultino essere soprannumerarie per decremento della popolazione, di ottenere il trasferimento territoriale presso comuni della medesima regione. La domanda di trasferimento è ammessa verso i comuni che presentino un numero di farmacie inferiore a quello spettante. Il trasferimento è concesso sulla base di una graduatoria regionale per titoli e previo il pagamento di una tassa di concessione governativa una tantum pari a 5.000 euro;
  8. modifica della disciplina sulla partecipazione in forma associata ai concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche in riferimento all'obbligo di mantenimento della conseguente gestione associata, che passa da dieci a tre anni;
  9. concessione di fornitura di medicinali utilizzabili in ambiente ospedaliero.
La novità che probabilmente ha suscitato maggior stupore con l’entrata in vigore della legge 124/2017 è stata l’opportunità data alle società di capitali (s.r.l., s.p.a, s.a.p.a.) di essere titolari dell'esercizio della farmacia privata che sino ad ora veniva preclusa a tali enti di diritto dotati di personalità giuridica e perfetta autonomia patrimoniale.

Le leggi che regolavano la titolarità delle farmacie private ammettevano infatti esclusivamente le forme della ditta individuale, società di persone, società cooperativa, impresa familiare o associazione in partecipazione (ex art. 7 L. 362/91, art. 2549 c.c.).

Fisco 2018: nuovo calendario fiscale.


La manovra di bilancio ha provveduto a modificare il calendario fiscale.

Ecco alcune modifiche:

- Il termine per la presentazione della dichiarazione precompilata slitterà al 23 luglio, mentre la dichiarazione dei redditi passa al 31 ottobre insieme a IRAP e 770.

- Sarà, invece, spostata al 30 settembre la data ultima per comunicare i dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. spesometro) riguardanti il secondo trimestre (il primo se si è scelta la periodicità semestrale).

- Passa dal 7 luglio al 23 luglio il termine per presentare il modello 730 a un Caf-dipendenti.

- A partire dal 2019 l'obbligatorietà della disciplina della fatturazione elettronica sarà estesa anche alle operazioni eseguite B2B, ovverosia tra soggetti privati residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato.
La manovra di bilancio, infatti, ha razionalizzato il graduale passaggio dal cartaceo al digitale che si svolgerà in due step temporali.
Ben presto, con l'evidente obiettivo di contrastare l'evasione fiscale, non saranno più i soli fornitori della P.A. obbligati a inviare fatture in formato elettronico.
Una prima fase, a decorrere già dal 1° luglio 2018, coinvolgerà la filiera dei carburanti: sarà obbligatoria, pertanto, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei pagamenti riguardanti le cessioni di benzina o di gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori.
Un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate definirà le informazioni da trasmettere, le regole tecniche e i termini per la trasmissione telematica e le modalità con cui garantire la sicurezza e l'inalterabilità dei dati, definendo, eventualmente, anche modalità e termini graduali per l'adempimento dell'obbligo.

Invece, la seconda fase, a partire dal 1° gennaio 2019, coinvolgerà i settori che effettuano operazioni B2B obbligando alla fatturazione elettronica sempre utilizzando il già noto Sistema di Interscambio (Sdi).

- Si applicherà a partire dal 1° gennaio 2018 la disciplina dell'imposta sul reddito d'impresa (Iri), introdotta dalla legge di bilancio 2017.

- A partire dal 2018,  la manovra prevede che il meccanismo della scissione dei pagamenti (Split payment)  sia applicato anche agli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona, nonché alle fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70 per cento.

NUOVO SPESOMETRO: LA SCADENZA DEL 28 FEBBRAIO 2018


Il 28 febbraio 2018 è il termine per l'invio delle Comunicazione Dati delle Fatture Emesse e Ricevute, (Spesometro), relative al secondo semestre 2017.
Risulta pertanto utile richiamare quelle che sono le modifiche introdotte dall'articolo 1-ter del Decreto Legge 148/2017 all'articolo 21 del Decreto Legge 78/2010.

In merito ai dati da trasmettere viene concessa la facoltà di fornire meno informazioni per quanto riguarda i dati anagrafici delle controparti. Nella formulazione originale della norma, infatti, era necessario fornire i dati identificativi completi: codice Paese, partita IVA oppure codice fiscale, denominazione, nome e cognome e sede.
Secondo la nuova formulazione, con riferimento ai dati anagrafici basterà indicare la partita IVA (o il codice fiscale nel caso dei privati), potendo omettere denominazione, nome e cognome e indirizzo.
Si tratta di una semplificazione che i contribuenti potranno adottare, fermo restando la facoltà di continuare ad inviare tutti i dati se questo risulti essere più agevole.

Resta invece confermato l'obbligo di indicare data e numero di fattura, e le informazioni relative alla composizione della stessa, distinte per base imponibile, aliquota ed imposta, o codice che identifichi la natura dell'operazione laddove l'IVA non sia esposta in fattura.

Un'altra semplificazione introdotta, anch'essa adottabile già in sede di invio dei dati relativi al secondo semestre 2017, è quella che si riferisce alla trasmissione dei documenti annotati riepilogativamente in contabilità.
In sede di primo invio, infatti, in caso di annotazione cumulativa di fatture di importo inferiore a 300 euro, si era reso necessario l'invio singolo di ciascuna fattura. Ora, il documento riepilogativo viene nuovamente 'riconosciuto' anche nell'ambito della Comunicazione Dati Fatture.

In caso di annotazione in contabilità di un documento riepilogativo, pertanto, anche in sede di spesometro potrà essere trasmesso l'insieme delle fatture annotate cumulativamente, indicando: partita IVA della controparte, data e numero del documento riepilogativo e ammontare complessivo dell'imponibile e dell'IVA, chiaramente distinti a seconda dell'aliquota applicata.

Con il D.L. 148/2017 è stata infatti introdotta una nuova ipotesi di esonero, riservata alle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001. Questi soggetti, già esonerati dall'invio con riferimento alle fatture emesse in formato elettronico (in quanto già presenti nel SDI, Sistema di Interscambio), sono ora esonerate anche dall'invio dei dati delle fatture emesse nei confronti dei privati, per quanto queste non siano presenti nel SDI.

Nulla invece cambia, rispetto alla previgente normativa, per gli agricoltori in regime di esonero ai sensi dell'articolo 34 comma 6 del D.P.R. 633/62. Restano pertanto valide le norme preesistenti: l'agricoltore in regime di esonero articolo 34 non dovrà mai inviare i dati relativi alle fatture ricevute, posto che non è tenuto a contabilizzarle, ma solo a conservarle, mentre potrebbe essere soggetto all'invio dei dati delle fatture emesse, o meglio delle autofatture che i suoi clienti sono tenuti ad emettere e delle quali deve essere consegnata copia all'agricoltore.

La discriminante è legata al luogo di esercizio dell'attività agricola: laddove l'agricoltore in regime di esonero svolga in prevalenza la propria attività (il riferimento pertanto è all'ubicazione dei terreni condotti) in area montana, varrà l'esonero totale dall'adempimento.
Laddove, invece, l'attività agricola non sia svolta in area montana, o non lo sia in prevalenza, l'agricoltore dovrà continuare a trasmettere la Comunicazione Dati delle Fatture Emesse, indicando i dati relativi alle operazioni attive compiute e documentate dalle autofatture dei propri clienti.

Per completezza si ricorda che con il D.L. 148/2017 è stata altresì introdotta la possibilità di continuare a trasmettere i dati con cadenza semestrale anche per quanto riguarda l'anno 2018, in luogo della cadenza trimestrale che costituisce la scadenza “naturale”. Si tratta, precisiamo, di un termine opzionale pertanto, in assenza di opzione, la trasmissione dei dati del 2018 dovrà essere effettuata trimestralmente. Vi è da dire, tuttavia, che attualmente le modalità di comunicazione di tale opzione non sono ancora state rese note.

Per concludere, si ricorda che entro il 28 febbraio 2018 si potrà procedere alla correzione di dati non correttamente trasmessi in sede di primo invio (primo semestre 2017), ed in tal caso la correzione potrà essere effettuata in assenza di sanzioni. Tuttavia, si sottolinea che la facoltà è stata concessa solo con riferimento alla correzione di dati, non all'omesso invio.

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