lunedì 8 gennaio 2018

NUOVO SPESOMETRO: LA SCADENZA DEL 28 FEBBRAIO 2018


Il 28 febbraio 2018 è il termine per l'invio delle Comunicazione Dati delle Fatture Emesse e Ricevute, (Spesometro), relative al secondo semestre 2017.
Risulta pertanto utile richiamare quelle che sono le modifiche introdotte dall'articolo 1-ter del Decreto Legge 148/2017 all'articolo 21 del Decreto Legge 78/2010.

In merito ai dati da trasmettere viene concessa la facoltà di fornire meno informazioni per quanto riguarda i dati anagrafici delle controparti. Nella formulazione originale della norma, infatti, era necessario fornire i dati identificativi completi: codice Paese, partita IVA oppure codice fiscale, denominazione, nome e cognome e sede.
Secondo la nuova formulazione, con riferimento ai dati anagrafici basterà indicare la partita IVA (o il codice fiscale nel caso dei privati), potendo omettere denominazione, nome e cognome e indirizzo.
Si tratta di una semplificazione che i contribuenti potranno adottare, fermo restando la facoltà di continuare ad inviare tutti i dati se questo risulti essere più agevole.

Resta invece confermato l'obbligo di indicare data e numero di fattura, e le informazioni relative alla composizione della stessa, distinte per base imponibile, aliquota ed imposta, o codice che identifichi la natura dell'operazione laddove l'IVA non sia esposta in fattura.

Un'altra semplificazione introdotta, anch'essa adottabile già in sede di invio dei dati relativi al secondo semestre 2017, è quella che si riferisce alla trasmissione dei documenti annotati riepilogativamente in contabilità.
In sede di primo invio, infatti, in caso di annotazione cumulativa di fatture di importo inferiore a 300 euro, si era reso necessario l'invio singolo di ciascuna fattura. Ora, il documento riepilogativo viene nuovamente 'riconosciuto' anche nell'ambito della Comunicazione Dati Fatture.

In caso di annotazione in contabilità di un documento riepilogativo, pertanto, anche in sede di spesometro potrà essere trasmesso l'insieme delle fatture annotate cumulativamente, indicando: partita IVA della controparte, data e numero del documento riepilogativo e ammontare complessivo dell'imponibile e dell'IVA, chiaramente distinti a seconda dell'aliquota applicata.

Con il D.L. 148/2017 è stata infatti introdotta una nuova ipotesi di esonero, riservata alle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001. Questi soggetti, già esonerati dall'invio con riferimento alle fatture emesse in formato elettronico (in quanto già presenti nel SDI, Sistema di Interscambio), sono ora esonerate anche dall'invio dei dati delle fatture emesse nei confronti dei privati, per quanto queste non siano presenti nel SDI.

Nulla invece cambia, rispetto alla previgente normativa, per gli agricoltori in regime di esonero ai sensi dell'articolo 34 comma 6 del D.P.R. 633/62. Restano pertanto valide le norme preesistenti: l'agricoltore in regime di esonero articolo 34 non dovrà mai inviare i dati relativi alle fatture ricevute, posto che non è tenuto a contabilizzarle, ma solo a conservarle, mentre potrebbe essere soggetto all'invio dei dati delle fatture emesse, o meglio delle autofatture che i suoi clienti sono tenuti ad emettere e delle quali deve essere consegnata copia all'agricoltore.

La discriminante è legata al luogo di esercizio dell'attività agricola: laddove l'agricoltore in regime di esonero svolga in prevalenza la propria attività (il riferimento pertanto è all'ubicazione dei terreni condotti) in area montana, varrà l'esonero totale dall'adempimento.
Laddove, invece, l'attività agricola non sia svolta in area montana, o non lo sia in prevalenza, l'agricoltore dovrà continuare a trasmettere la Comunicazione Dati delle Fatture Emesse, indicando i dati relativi alle operazioni attive compiute e documentate dalle autofatture dei propri clienti.

Per completezza si ricorda che con il D.L. 148/2017 è stata altresì introdotta la possibilità di continuare a trasmettere i dati con cadenza semestrale anche per quanto riguarda l'anno 2018, in luogo della cadenza trimestrale che costituisce la scadenza “naturale”. Si tratta, precisiamo, di un termine opzionale pertanto, in assenza di opzione, la trasmissione dei dati del 2018 dovrà essere effettuata trimestralmente. Vi è da dire, tuttavia, che attualmente le modalità di comunicazione di tale opzione non sono ancora state rese note.

Per concludere, si ricorda che entro il 28 febbraio 2018 si potrà procedere alla correzione di dati non correttamente trasmessi in sede di primo invio (primo semestre 2017), ed in tal caso la correzione potrà essere effettuata in assenza di sanzioni. Tuttavia, si sottolinea che la facoltà è stata concessa solo con riferimento alla correzione di dati, non all'omesso invio.

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