martedì 23 gennaio 2018

Prestazioni occasionali 2018



La prestazione occasionale è uno strumento che deve essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico e che, per tale ragione, sono esonerati dall’apertura di una partita Iva.

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica ed occasionale rappresentano uno degli aspetti di maggiore interesse tra i contribuenti. Questo in quanto permettono loro di effettuare, accanto alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente, autonomo o di impresa), un’attività professionale saltuaria, senza particolari obblighi fiscali.
Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.
Si definisce lavoratore che effettua una prestazione occasionale, chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.
Un’attività di lavoro autonomo, affinché possa rientrare tra quelle di tipo occasionale, è necessario che rispetti alcuni limiti qualitativi legati alla prestazione svolta, che di seguito riepiloghiamo:
• Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo che può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo;
• Mancanza di coordinamento della prestazione. Occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti o il lavoro dipendente, se c’è l’elemento della coordinazione, oppure il lavoro autonomo,con partita Iva, per più prestazioni autonome abituali.
Il contribuente che effettua la prestazione occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale“.
Ricevuta nella quale è tenuto ad indicare i seguenti elementi obbligatori:
• I propri dati personali;
• Le generalità del committente;
• La data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
• Il corrispettivo lordo concordato;
• La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
• L’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione.
In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale. La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione occasionale è svolta nei confronti di sostituti di imposta.
Ai sensi di quanto previsto dal DPR n. 600/73, sono sostituti di imposta, ad esempio:
• Imprese e professionisti (che non applicano il regime forfettario);
• Società di persone e di capitali;
• Associazioni ed enti di ogni tipo;
• Condomini.

Per la compilazione della ricevuta per prestazione occasionale è necessario prestare attenzione alla data da attribuire alla ricevuta. Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.
La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.
Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo. Trattandosi di una ricevuta “non fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da €. 2,00, nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di €. 77,47.
La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta. Altrimenti si incorrerà in sanzione.
L’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione. Infine, se la ricevuta è nei confronti di committente estero, è comunque opportuno apporla.
Ai fini fiscali, il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei “redditi diversi“. Da un punto di vista dichiarativo, i redditi derivanti da prestazioni occasionali devono essere indicati nel quadro D del modello 730. Oppure, nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.
I soggetti che hanno percepito soltanto redditi da prestazione occasionale sotto i €. 4.800 lordi annui hanno la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Nel caso in cui il prestatore di lavoro occasionale raggiunga nell’anno la soglia di €. 5.000 lorde di prestazioni c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, con il contestuale obbligo del versamento contributivo.
La soglia di €. 5.000 lorde deve essere così conteggiata:
• Prendendo a riferimento solo le prestazioni occasionali;
• Sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento;
• Considerando tutti i committenti;
• Escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente).
I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei
€. 5.000. In pratica tale soglia funge da franchigia per i contributi previdenziali.
L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi. Pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a €. 5.000 nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata né al versamento di contributi previdenziali.
Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto, in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.
Dal 24 giugno 2017 è entrata in vigore la nuova disciplina del Lavoro Occasionale. Si tratta della disciplina che è andata a sostituire gli abrogati buoni-lavoro c.d. “Voucher Inps“.
Alle prestazioni legate al Lavoro Occasionale possono fare ricorso:
• Le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, attraverso il Libretto Famiglia;
• Imprese e professionisti per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale.
In particolare, il Legislatore ha introdotto il “libretto di famiglia” per le prestazioni occasionali rese ai privati e il “contratto di Prestazione Occasionale (PrestO)” per le imprese ed i professionisti. Questo con il dichiarato intento di consentirne l’utilizzo per prestazioni occasionali o saltuarie e, nel contempo, garantire un minimo di tutele previdenziali, normative e assistenziali a favore dei prestatori.
Privati e famiglie possono utilizzare il Lavoro Occasionale per svolgere:
• Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
• Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
• Insegnamento privato supplementare.
Imprese e professionisti possono sfruttare il Lavoro Occasionale per effettuare attività occasionali nella generalità dei settori produttivi.
E’ fatto divieto di utilizzare la disciplina del Lavoro Occasionale nelle seguenti fattispecie.
Per imprese e professionisti:
• Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
• Da parte degli utilizzatori che occupano pi di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
• Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
• Imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
• Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per tutte le categorie di utilizzatori valgono regole comuni.
La possibilità di attuare attività di Lavoro Occasionale è ammessa per ciascun anno civile, entro il limite di:
• €. 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
• €. 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
• €. 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.
Con riferimento alla soglia di utilizzo relativa alla totalità dei prestatori, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionale rese dai seguenti soggetti:
• Titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità;
• Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;
• Disoccupati che abbiano reso la DID;
• Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.
In ogni caso non può essere superato il limite massimo di 280 ore lavorative nell’arco dell’anno.
L’acquisto dei buoni deve essere effettuato sulla piattaforma Inps dedicata, con pagamento anticipato.
Il valore dei buoni acquistabili è di €. 12,00 lorde a cui corrisponde un entrata netta per il lavoratore di €. 9,00.
Il buono deve essere attivato almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa.
Per l’accesso alle prestazioni di cui al presente articolo, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti. Questo anche tramite un intermediario autorizzato ad intrattenere i rapporti con l’Inps.
I pagamenti possono essere effettuati anche utilizzando il modello di versamento F24.
E' esclusa la possibilità di compensazione con eventuali crediti. Le regole di registrazione sono diverse a seconda che si tratti di utilizzatore privato o professionale.
In caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso da una pubblica amministrazione, dei limiti di cui sopra, avverrà la trasformazione del rapporto da occasionale a rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione ,e quindi di attivazione del buono, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria. Sanzione che prevede il pagamento di una somma da €. 500 a €. 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione. Senza possibilità di diffida ad adempiere.
Ogni ora di lavoro deve essere retribuita con un importo minimo di €. 9,00.
A questo devono aggiungersi:
• La contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso;
• Il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nella misura del 3,5% del compenso;
• Infine, l’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.
I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono:
• Esenti da imposizione fiscale;
• Non incidono sul suo stato di disoccupato;
• Sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
L’utilizzatore del buono lavoro  è tenuto a trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, con le medesime modalità, una dichiarazione che deve contenente:
• I dati anagrafici e identificativi del prestatore;
• Il luogo di svolgimento della prestazione;
• L’oggetto della prestazione;
• La data e l’ora di inizio ed il termine della prestazione. Ovvero, se imprenditore agricolo la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni;
• Il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a €. 36, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata.
Se la prestazione non è stata resa, è possibile trasmettere la comunicazione di revoca attraverso la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contac center messi a disposizione dall’Inps, entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione.


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