martedì 13 febbraio 2018

Le novità 2018: ecco chi può essere considerato fiscalmente a carico e a quali condizioni.








Nelle dichiarazioni dei redditi 2018, relative all'anno di imposta 2017, si può beneficiare delle detrazioni per i familiari fiscalmente a carico, purchè questi ultimi rispettino il requisito di non superare un reddito complessivo di 2.840, 51 euro.

Dal prossimo anno, invece, ci saranno due diverse soglie per stabilire se un figlio è a carico o meno, a seconda dell'età anagrafica.
La legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017)  ha previsto che, a partire dal 2019, il reddito complessivo per essere fiscalmente a carico ,Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni, è elevato a 4.000 euro. Conseguentemente, i figli che abbiano superato tale limite di età, sono fiscalmente a carico a condizione che possiedano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.
Ai fini dell' applicazione del nuovo limite di reddito previsto per i figli a carico di età non superiore a 24 anni,  il requisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade.

Una novità importante è contenuta nelle istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione dei redditi 730/2017 dove è precisato che , in base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

I familiari che possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero sono:
  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”.
L'unico requisito che questi soggetti devono soddisfare per rientrare nell'elenco dei familiari fiscalmente a carico è il possesso nell'anno d'imposta di un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Infatti la detrazione, al superamento di questa cifra non spetta neppure in parte, anche nel caso in cui il reddito sia stato percepito unicamente negli ultimi mesi dell'anno.
Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:
  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).
  • Per questi soggetti quindi oltre al limite di reddito, deve essere soddisfatto anche il requisito della convivenza con il contribuente o del loro mantenimento tramite assegno dello stesso.
Nel limite di reddito di 2.840,51 euro che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere sommate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, da Rappresentanze diplomatiche e consolari, da Missioni, dalla Santa Sede, dagli Enti gestiti direttamente da essa e dagli Enti centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva nel caso di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98);
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario (art. 1, commi 54/89, della L. 23/12/2014, n. 190);
  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.

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