Contabilità e bilancio

L’assistenza e la consulenza prestata supporta l’impresa nell’ordinaria attività di gestione aziendale e nel momento delle loro scelte strategiche ed organizzative. Può riguardare anche la redazione di piani finalizzati al raggiungimento di obiettivi di business.

Consulenza fiscale

Forniamo assistenza e consulenza al fine di consentire al cliente, nel rispetto delle normative vigenti, di ottimizzare il proprio assetto giuridico e fiscale anche alla luce di agevolazioni fiscali disponibili e tenuto conto delle peculiarità dell’attività svolta.

Area societaria e contrattuale

Consulenza nella scelta del veicolo societario più idoneo per le esigenze del cliente, assistenza alle fasi di start-up e nella gestione ordinaria delle società, adempimenti societari, tenuta e scritturazione dei libri sociali. Consulenza per i rapporti tra soci e con la società, pianificazione e gestione dei passaggi generazionali, gestione litigation connesse.

Operazioni straordinarie

Forniamo assistenza sugli aspetti economico-aziendali, tributari e societari relativi alle operazioni straordinarie quali le acquisizioni e le vendite di partecipazioni, aziende e rami d’azienda, fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e liquidazioni.

Altri servizi

Offriamo, inoltre, un'ampia gamma di servizi di disbrigo pratiche e certificati presso la Camera di Commercio, il Comune, l'esattoria e altri uffici pubblici di Catania e provincia.

martedì 27 marzo 2018

Rottamazione cartelle



La legge prevede che entro il 31 marzo 2018 l'Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare al contribuente tramite posta ordinaria una comunicazione in cui sono indicati i carichi dell’anno 2017 affidati dagli Enti creditori entro il 30 settembre scorso, per i quali non risulta ancora notificata la relativa cartella/avviso.

Si ricorda che per aderire alla Definizione agevolata è possibile presentare la domanda di adesione entro il 15 maggio 2018:
  • compilando l'apposito form online;
  • inviando il Modello DA 2000/17 e allegando la copia del documento di identità, alla casella pec della Direzione Regionale di Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento;
  • presso gli Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (esclusa la regione Sicilia) consegnando il Modello DA 2000/17 debitamente compilato e firmato.
Per sapere quali sono le cartelle e gli avvisi che rientrano per legge nel perimetro della Definizione agevolata 2000/17, affidati all’Agenzia della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 201, è possibile richiedere il Prospetto informativo, scaricabile anche nell’area riservata. Il Prospetto informativo è un documento in cui sono indicati i carichi “definibili” e quelli “non definibili”, in base alle informazioni fornite dagli enti creditori all’atto dell’affidamento all’Agenzia della riscossione.

mercoledì 14 marzo 2018

16 marzo:Tassa annuale vidimazione libri sociali 2018



Venerdì 16 marzo 2018 scade il termine per il pagamento della tassa annuale relativa al 2018 che dovrà essere pagato dalle 
società di capitali 
La tassa annuale di concessione governativa per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali:
  • sostituisce tutte le tasse di concessione governativa che altrimenti sarebbero dovute per ognuna delle formalità di numerazione e bollatura eseguite nel corso dell’anno di riferimento;
  • è dovuta in misura fissa, a prescindere dal numero dei libri o registri sociali e dal numero delle relative pagine; 
  • è deducibile ai fini IRES e IRAP.
Sono tenute all’obbligo di versamento della tassa in esame le società di capitali incluse, come chiarito dalla Circolare n. 108/E/1996:
  • le società in liquidazione ordinaria;
  • le società sottoposte a procedure concorsuali diverse dal fallimento, sempre che sussista ancora l’obbligo della tenuta dei libri da vidimare. 
Non sono tenuti al versamento della tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali i seguenti soggetti:
  • le società di capitali già dichiarate fallite;
  • i consorzi che non hanno assunto la forma di società consortili;
  • le società cooperative e le società di mutua assicurazione;
  • le società sportive dilettantistiche costituite come società di capitali senza scopo di lucro e affiliate ad una Federazione sportiva nazionale, o ad una disciplina sportiva associata o ad un Ente di formazione sportiva il cui atto costitutivo sia conforme alla Legge n. 289/2002.
La tassa annuale è dovuta in misura fissa, quindi a prescindere dal numero dei libri o registri sociali e dal numero delle relative pagine.
Il parametro in base al quale è determinata la tassa è costituito dal “capitale o fondo di dotazione” della società al 1° gennaio dell’anno per il quale si effettua il versamento.
In particolare:
  • se il capitale sociale o il fondo di dotazione a tale data è di importo non superiore a € 516.456,90: la tassa annuale è pari a € 309,87;
  • se il capitale sociale o il fondo di dotazione è di importo superiore a € 516.456,90: la tassa annuale è pari a € 516,46.
  • Se, successivamente alla data del 01.01.2018, intervengono variazioni del capitale sociale o del fondo di dotazione, queste non sono rilevanti nel 2018 avranno, tuttavia, effetto su quanto dovuto per il 2019.
Il versamento relativo al primo anno di attività va effettuato utilizzando il bollettino di c/c postale n. 6007 intestato all’Ufficio delle Entrate - Centro Operativo di Pescara, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività ai fini IVA (modello AA7/10), su cui vanno riportati anche gli estremi di versamento.

Il versamento per gli anni successivi al primo, invece, va effettuato entro il 16 marzo dell’anno di riferimento utilizzando il modello F24, esclusivamente in modalità telematica, indicando il codice tributo “7085” e l’anno per il quale il versamento viene eseguito.

Omesso versamento delle ritenute




L'omesso versamento delle ritenute determina un reato solo al superamento di una determinata soglia di punibilità, che il legislatore ha individuato in 150.000 euro per anno d’imposta (
articolo 10-bis del D. Lgs 74/2000). Questo comportamento omissivo costituisce, al sussistere di certe condizioni, un reato penale che prevede la reclusione da 6 mesi a 2 anni.
Il reato di omesso versamento di ritenute prevede però una precisa causa di non punibilità, rappresentata dal pagamento integrale del debito tributario, comprensivo di sanzioni e interessi, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.
Più precisamente, l'articolo 13 del D.Lgs. n. 74/2000 stabilisce la  non punibilità di taluni reati a condizione che:
  • avvenga l'integrale estinzione del debito tributario, quindi il pagamento di tutte le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi;
  • il pagamento avvenga prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

dichiarazione IVA 2018: Compensazione del credito


Il 30 aprile scade il termine per la presentazione della dichiarazione IVA 2018.
Se dalla dichiarazione annuale Iva risultasse un saldo Iva a credito, il contribuente potrà optare per le seguenti opzioni:
  • riportare il credito Iva nell’anno successivo per usarlo in detrazione dell’eventuale debito d’imposta scaturente dalle liquidazioni periodiche successive. In questo caso occorrerà valorizzare il rigo VX5 del modello della dichiarazione IVA;
  • destinare l’eccedenza di credito Iva alla compensazione con altri tributi, contributi e premi, tramite il modello F24 . In questo caso, oltre ad indicare l’importo al rigo VX5 per l’anno in corso, si dovrà valorizzare l’importo totale delle compensazioni effettuate nel rigo VL 9 relative all’utilizzo del credito IVA formatosi l’anno precedente;
  • richiedere il rimborso del credito Iva, se ricorrono i presupposti. In questo caso occorrerà valorizzare il rigo VX4 e seguenti.
Un aspetto importante a cui prestare attenzione è la possibilità di utilizzare in compensazione orizzontale il residuo del credito IVA 2017 emergente dalla dichiarazione IVA 2018. Infatti la manovra correttiva 2017 ha abbassato a 5.000 euro il limite massimo entro cui effettuare la compensazione orizzontale del credito IVA, senza obbligo di visto di conformità o la sottoscrizione di chi effettua la revisione.
Pertanto:
  • credito IVA 2016 presente nella dichiarazione IVA 2017: limite per la compensazione di 15.000 euro
  • credito IVA 2017 presente nella dichiarazione IVA 2018: limite per la compensazione orizzontale di 5.000 euro.
Nel caso ci fosse  un residuo del credito Iva  2016, al momento della presentazione della dichiarazione IVA 2018 l’importo confluirebbe nel credito IVA 2017, rilevante ai fini del computo dei 5.000 euro. In questi casi può essere utile per il contribuente utilizzare l’importo precedentemente alla presentazione del modello così da non ricadere nell’obbligo di presentazione del visto di conformità o della sottoscrizione del revisore.