mercoledì 2 gennaio 2019

LEGGE DI BILANCIO 2019: MODIFICHE AL REGIME FORFETTARIO



E' stata approvata la Legge di Bilancio 2019 (che contiene le modifiche al Regime Forfettario).

Le regole del suddetto Regime potranno essere applicate unicamente per l’attività svolta dal 01/01/2019 al 31/12/2019 pertanto la scelta di utilizzare il Regime forfettario non può essere retroattiva e, per l’attività svolta nel 2018, si dovranno applicare le regole del Regime contabile adottato durante l’anno.

Il requisito richiesto per potersi avvalere del forfettario è solo uno
  •  I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario se nell’ anno precedente hanno conseguito ricavi, ovvero hanno percepito compensi ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.
Il limite dei ricavi di 65.000 euro deve essere calcolato prendendo in considerazione solo i ricavi d’impresa e non gli eventuali altri redditi come ad esempio i redditi di lavoro dipendente o di pensione

Sono stati completamente eliminati i requisiti che riguardavano:
  • Limite valore beni strumentali; 
  • Limite spesa per lavoro dipendente.

Esistono alcune disposizioni che comunque escludono dalla possibilità di applicazione del Regime forfettario.

Nel 2019, non possono avvalersi del Regime forfettario:

1. I soggetti che si avvalgono di Regimi speciali Iva o di Regimi forfetari di determinazione del reddito. Per esempio sono escluse dal Regime forfettario le attività di: Agricoltura e attività connesse alla pesca; Vendita di Sali e tabacchi; Commercio di fiammiferi; Editoria; Gestione di servizi di telefonia pubblica; Rivendita di documenti di trasporto pubblico e sosta; Agenzie di viaggio e turismo; Agriturismi; Vendite a domicilio (porta a porta); Rivendita beni usati, di oggetti d’arte o da collezione; Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte o da collezione.
Se si svolgono due tipologie di attività e per una di queste ci si avvale di un Regime speciale Iva, non sarà possibile applicare il Regime forfettario anche per le altre attività svolte.

2. I soggetti non residenti, a meno che non risiedano in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno stato che abbia speciali accordi con l’Italia e che comunque producano nel territorio italiano almeno il 75% dei redditi complessivi.

3. I soggetti che effettuano in via esclusiva: Cessioni di fabbricati; Cessioni di terreni edificabili; Cessioni di mezzi di trasporto nuovi.

4. I soggetti che, contemporaneamente all’attività con Partita Iva, partecipano a: società di persone, imprese familiari oppure che “controllano” Società a responsabilità limitata o Associazioni in partecipazione e con la Partita Iva individuale esercitano attività economica riconducibile a quella della società (o associazione).

5. le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

APPROFONDIMENTO: Regime forfettario soci di Srl

La nuova normativa approvata, in vigore dal 01/01/2019, prevede che non possono avvalersi del Regime forfettario: “Gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni”

La volontà del Governo è quello di fare una differenziazione tra:

- chi con la Partita Iva e il contemporaneo possesso delle quote di società srl possa usare il Regime forfettario per “distogliere” fatturato dalla srl per tassarlo con un Regime più favorevole;

- chi, pur avendo quote in srl, svolga con la propria partita Iva attività completamente diverse da quella svolta dalla srl.

Non potrà quindi, avvalersi del Regime forfettario chi contemporaneamente:

- controlla direttamente o indirettamente la società (o l’associazione in partecipazione), ovvero chi possiede il 50%+1 delle quote;

- esercita attività con Partita Iva direttamente o indirettamente riconducibile a quella svolta dalla srl.

In conclusione, se si esercita il controllo di una srl e allo stesso tempo si svolge un’attività riconducibile a quella della società si è esclusi dal Regime forfettario.

Quindi si ritiene che, salvo specifiche istruzioni che l’Agenzia delle Entrate potrà fornire, nel caso in cui si controlli una srl, per poter applicare il Regime forfettario nell’anno 2019, le quote della stessa possano essere cedute nel corso del 2019 (entro il 31/12).
A conforto di ciò,di seguito riportiamo stralcio del Testo dalla circolare n.10/E del 4 Aprile 2016 dell’Agenzia delle entrate: “Pertanto, in coerenza con quanto affermato anche nella relazione illustrativa, se la partecipazione viene ceduta nel corso del periodo d’imposta nel quale si intende applicare il regime di favore, la causa di esclusione non opera, perché lo stesso soggetto non sarà titolare anche del reddito di partecipazione, che sarà imputato al titolare della medesima alla data di chiusura dell’esercizio”.

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